Glovo nel mirino per presunto sfruttamento lavorativo: la consegna di cibo si scontra con la giustizia.
La Procura di Milano ha disposto la vigilanza giudiziaria sull’azienda Foodinho, controllata della piattaforma spagnola di food delivery Glovo, in seguito a gravi contestazioni legate al trattamento dei lavoratori. Al centro dell’indagine – che ha portato anche all’iscrizione nel registro degli indagati dell’amministratore delegato – figurano condizioni contrattuali e retributive dei rider ritenute inadeguate e in violazione della normativa sul lavoro. Il provvedimento è stato adottato a seguito di un’indagine condotta dal Nucleo ispettorato del lavoro dei Carabinieri, nell’ambito di un più ampio piano di contrasto allo sfruttamento nei settori della logistica e dei servizi.
Un sistema organizzativo sotto accusa
Dalla documentazione giudiziaria emerge che i ciclofattorini in servizio per Foodinho, pur inquadrati come lavoratori autonomi, operavano di fatto come dipendenti, sottoposti a un sistema digitale che ne determinava ritmi e modalità di lavoro. Le retribuzioni medie si attestavano intorno ai 2,50 euro per consegna, con compensi in alcuni casi inferiori del 75% rispetto alla soglia di sussistenza stabilita in 1.245 euro mensili. Il fascicolo include anche le testimonianze di 39 lavoratori migranti, che riferiscono di condizioni economiche critiche e compensi non proporzionati al carico di lavoro.
Le misure imposte e la risposta aziendale
Con il provvedimento di controllo giudiziario, il tribunale ha nominato un amministratore esterno incaricato di vigilare sulla regolarizzazione dei rapporti di lavoro e sull’adeguamento delle condizioni contrattuali. L’attività dell’azienda non viene interrotta, ma è soggetta a monitoraggio costante per garantire il rispetto delle regole. In una nota ufficiale, Glovo ha espresso la volontà di collaborare con le autorità, dichiarando di operare da sempre con l’obiettivo di migliorare i propri standard e mantenere un confronto costruttivo con gli enti preposti. Anche Delivery Hero, gruppo tedesco di cui fa parte, ha confermato l’impegno al dialogo con le autorità in tutte le giurisdizioni in cui opera.



