Il presidente Tommaso Tanzilli illustra i programmi del Gruppo FS per l’Alta Velocità ferroviaria: 12 miliardi di investimenti nel 2026, nuove infrastrutture nel Mezzogiorno e collegamenti europei.
L’Alta Velocità ferroviaria, il potenziamento della rete nazionale e l’espansione dei collegamenti internazionali costituiscono le principali direttrici del piano di sviluppo del Gruppo FS. A illustrarne gli obiettivi è stato il presidente Tommaso Tanzilli, intervenuto il 21 ottobre a Milano alla prima edizione di CFMT On Stage, iniziativa del Centro di Formazione Management del Terziario dedicata ai cambiamenti economici, tecnologici e sociali. Durante il confronto con Luca De Biase, giornalista del Sole 24 Ore, Tanzilli ha evidenziato il ruolo delle infrastrutture nella trasformazione delle abitudini di viaggio e nello sviluppo territoriale. «Una nuova infrastruttura non si limita necessariamente a soddisfare una domanda di mobilità già esistente. Può contribuire a crearne una nuova», ha osservato. Il completamento della dorsale Torino-Salerno, avvenuto nel dicembre 2009, rappresenta un esempio di questa evoluzione: l’Alta Velocità ferroviaria ha ridotto i tempi di percorrenza, favorendo gli spostamenti quotidiani per motivi professionali tra Roma e Napoli, così come tra Torino e Milano. Un processo che prosegue attraverso un programma infrastrutturale articolato, destinato a interessare diverse aree del Paese.
Investimenti ferroviari, 1.300 cantieri e nuove tratte nel Mezzogiorno
Per il 2026 RFI prevede investimenti per circa 12 miliardi di euro, mentre sulla rete risultano quotidianamente operativi 1.300 cantieri: 700 riguardano nuove infrastrutture, altri 600 interventi di manutenzione e potenziamento. A queste attività si aggiungono circa 25 miliardi di euro di interventi collegati al PNRR, che ha accelerato la realizzazione delle opere e rafforzato gli strumenti di pianificazione e controllo. «È uno sforzo industriale di dimensioni straordinarie», ha affermato Tanzilli, richiamando la necessità di garantire i servizi quotidiani durante i lavori. Tra le opere principali figura la Napoli-Bari, dove i primi interventi hanno già ridotto il viaggio da quattro ore e un quarto a tre ore e mezza; al completamento, il tempo previsto sarà di circa due ore. In Sicilia, il potenziamento della Palermo-Catania-Messina mira a portare a due ore il collegamento Palermo-Catania, contro le tre attuali. L’Alta Velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria consentirà invece di raggiungere Reggio Calabria da Roma in circa quattro ore, rispetto alle oltre sette precedenti. Nel Nord proseguono inoltre i lavori sulla Brescia-Verona-Vicenza, parte del Corridoio Mediterraneo europeo, con la progressiva separazione dei servizi veloci da quelli convenzionali e benefici attesi anche per il trasporto regionale.
Alta Velocità ferroviaria, nuovi collegamenti tra Italia ed Europa
La dimensione internazionale rappresenta un ulteriore elemento della strategia del Gruppo FS, già operativo nei mercati dell’Alta Velocità di Francia e Spagna. Il progetto denominato «Metropolitana d’Europa» punta a integrare le principali città continentali attraverso servizi ferroviari frequenti e competitivi. «Il futuro della ferrovia è sempre più europeo. E per il Gruppo FS l’Europa rappresenta già oggi il nostro mercato domestico», ha sottolineato Tanzilli. Accanto ai Frecciarossa Milano-Parigi, sono previsti nuovi collegamenti da Roma e Milano verso Monaco di Baviera, attraverso l’Austria. Il calendario comprende inoltre l’estensione dei servizi a Napoli e Berlino nel 2028 e il progetto Parigi-Londra dal 2029. L’espansione dell’Alta Velocità ferroviaria richiederà anche una maggiore integrazione tecnologica e infrastrutturale tra i sistemi nazionali, per favorire la circolazione dei treni e lo sviluppo dei servizi transfrontalieri.




