La Legge di Bilancio 2026 reintroduce l’iperammortamento per i beni strumentali innovativi: per l’autotrasporto, opportunità limitate alla logistica digitale, con esclusione dei camion.
Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199), il Governo ha reintrodotto l’iperammortamento come strumento per stimolare gli investimenti in beni strumentali innovativi. La norma, contenuta nei commi 427-436 dell’articolo 1, si applica agli acquisti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028, a condizione che l’ordine e il versamento dell’acconto siano avvenuti entro il 31 dicembre 2026. Le percentuali di maggiorazione del costo ammortizzabile sono del 180% fino a 2,5 milioni di euro, del 100% per la fascia tra 2,5 e 10 milioni, e del 50% per investimenti compresi tra 10 e 20 milioni. Oltre tale soglia, non è prevista alcuna agevolazione. L’incentivo si applica esclusivamente a beni nuovi, materiali o immateriali, che siano interconnessi ai sistemi aziendali e compatibili con i requisiti dell’Industria 4.0. L’iperammortamento sostituisce i precedenti crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0, puntando a una maggiore integrazione tra tecnologie digitali e processi produttivi.
Autotrasporto e logistica: cosa rientra e cosa no
Nel contesto dell’iperammortamento autotrasporto, l’applicazione concreta della misura è selettiva. I camion e gli altri veicoli industriali risultano esclusi dal perimetro agevolabile, salvo casi particolari, come quelli relativi a mezzi a guida autonoma utilizzati in ambienti controllati. Non essendo classificati come strumenti digitali o interconnessi in senso stretto, i veicoli tradizionali non possono beneficiare della maggiorazione fiscale. Al contrario, risultano pienamente ammissibili numerosi investimenti legati alla logistica automatizzata e alla gestione digitale dei processi: magazzini automatici, robot per carico e scarico, sistemi di tracciabilità, software di gestione flotta, tecnologie IoT per la supervisione e il controllo delle merci. Le imprese di autotrasporto che integrano attività logistiche evolute o che investono in soluzioni digitali per la gestione delle operazioni potranno quindi sfruttare pienamente l’incentivo, con vantaggi sia economici che operativi. L’iperammortamento autotrasporto, in questo senso, rappresenta una leva concreta per migliorare la competitività attraverso l’adozione di tecnologie avanzate.
Incentivi alternativi e criticità aperte
L’esclusione dei camion tradizionali solleva tuttavia una questione di squilibrio. Le imprese che puntano al rinnovo del parco mezzi non potranno contare sull’iperammortamento autotrasporto, ma dovranno ricorrere ad altri strumenti esistenti. Tra questi rientrano i contributi a fondo perduto o i finanziamenti agevolati previsti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il credito d’imposta per l’acquisto di veicoli a basse emissioni, nonché i fondi europei per la mobilità sostenibile. In attesa di possibili chiarimenti interpretativi da parte delle autorità competenti, le aziende del settore dovranno valutare con attenzione gli ambiti in cui investire tra il 2026 e il 2028, privilegiando le soluzioni che rientrano chiaramente nei criteri dell’Industria 4.0. L’iperammortamento autotrasporto, pur con i suoi limiti, potrà comunque rappresentare un’opportunità strategica per chi intende digitalizzare strutture e processi.



