La bozza del decreto attuativo MIT-MEF sul Fondo mobilità 2027-2031 prevede 590 milioni per il rinnovo del parco veicolare dell’autotrasporto, con la quota principale destinata ai mezzi diesel Euro VI Step E e risorse più contenute per elettrico, idrogeno, metano e veicoli trainati.
La bozza del decreto attuativo MIT-MEF sul Fondo mobilità 2027-2031 prevede 590 milioni per il rinnovo del parco veicolare dell’autotrasporto, con la quota principale destinata ai mezzi diesel Euro VI Step E e risorse più contenute per elettrico, idrogeno, metano e veicoli trainati.

Incentivi autotrasporto, come si divide il fondo da 590 milioni previsto dalla bozza del decreto attuativo MIT-MEF

3 Marzo 2026
2 mins read

Secondo la bozza del decreto attuativo MIT-MEF, gli incentivi autotrasporto per il periodo 2027-2031 concentrano la quota maggiore sul diesel Euro VI Step E, con risorse più limitate per elettrico, idrogeno, metano e rimorchi

Gli incentivi autotrasporto previsti dalla bozza del decreto attuativo MIT-MEF mettono sul tavolo 590 milioni di euro per il rinnovo del parco veicolare nel periodo 2027-2031. La distribuzione delle risorse è già scandita per annualità: 100 milioni nel 2027, 100 milioni nel 2028, 50 milioni nel 2029, 150 milioni nel 2030 e 190 milioni nel 2031. Ne deriva una progressione irregolare, con una parte rilevante dei fondi collocata nella parte finale del programma. Tra il 2029 e il 2031 si concentrano infatti 390 milioni, cioè circa il 66% del totale. Il quadro si inserisce in un contesto di forte invecchiamento del parco circolante italiano, che continua a presentare numeri elevati sia per i veicoli commerciali leggeri sia, soprattutto, per i mezzi pesanti. In questo scenario, gli incentivi autotrasporto vengono presentati come leva per accompagnare il rinnovo delle flotte, ma la struttura del fondo mostra un orientamento preciso nella scelta delle tipologie sostenute.

La ripartizione per categorie secondo la bozza del decreto attuativo MIT-MEF

Secondo la bozza del decreto attuativo MIT-MEF, la ripartizione per categorie assegna il 60% del fondo alla rottamazione con acquisto di nuovi veicoli diesel Euro VI Step E. In valore assoluto si tratta di 354 milioni di euro, cioè la parte nettamente prevalente dell’intera dotazione. Alla quota per i veicoli elettrici e a idrogeno viene invece riservato il 10%, pari a 59 milioni; un altro 10%, ancora 59 milioni, è destinato ai mezzi a metano o LNG. Il 18% del fondo, cioè 106,2 milioni di euro, va a rimorchi e semirimorchi, compresi quelli destinati al trasporto combinato ferroviario o marittimo, mentre il restante 2%, pari a circa 11,8 milioni, riguarda le cisterne per il trasporto di GPL. La ripartizione, quindi, concentra la maggior parte delle risorse sul rinnovo diesel, mentre tutte le altre tecnologie e tipologie di acquisto si dividono la parte residua del fondo. Sul piano dei contributi unitari, la bozza prevede fino a 140 mila euro per i camion a idrogeno oltre le 16 tonnellate, fino a 70 mila euro per gli elettrici della stessa fascia, fino a 40 mila euro per i mezzi più pesanti a metano o LNG, fino a 30 mila euro per gli ibridi e fino a 18 mila o 25 mila euro, a seconda dei casi, per i diesel Euro VI Step E con rottamazione.

Il peso del diesel e lo spazio ridotto per le altre tecnologie

Il dato centrale è proprio questo: la parte più consistente degli incentivi autotrasporto va al diesel, mentre elettrico, idrogeno, metano e veicoli trainati ricevono quote più contenute. La quota destinata a elettrico e idrogeno, pari a 59 milioni nell’intero arco 2027-2031, corrisponde a 10 milioni nel 2027, 10 milioni nel 2028, 5 milioni nel 2029, 15 milioni nel 2030 e 19 milioni nel 2031. Nei primi tre anni, quindi, le risorse per le trazioni a zero emissioni si fermano a 25 milioni complessivi. A fronte di una dotazione da 354 milioni per il diesel Euro VI Step E, il fondo appare costruito soprattutto per sostenere il rinnovo dei mezzi tradizionali di ultima generazione, più che per accelerare in modo marcato il passaggio verso le tecnologie a zero emissioni. “Con questa struttura, il decreto può sbloccare qualche progetto in stand-by, ma non sostiene un cambiamento strutturato, fondato e duraturo”, si legge in una delle valutazioni riportate nei materiali esaminati. Nel complesso, la bozza del decreto attuativo MIT-MEF definisce quindi un intervento ampio sul rinnovo delle flotte, ma con un baricentro chiaro: molto al diesel, quote più ridotte a tutto il resto.

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