Incontro ALIS a Villa Borghese: più fondi per l’intermodalità e una transizione ecologica meno ideologica

“ALIS punta allo sviluppo dell’intermodalità”, ha dichiarato il presidente Guido Grimaldi, “per la quale occorrono maggiori incentivi pubblici. Auspichiamo pertanto, come più volte ribadito, l’aumento della dotazione finanziaria per Sea Modal Shift e Ferrobonus a 100 milioni di euro annui”
22 Maggio 2024
3 mins read
Guido Grimaldi Presidente ALIS
Guido Grimaldi Presidente ALIS

Un Caffè a Villa Borghese, questo il nome dell’incontro che ALIS, l’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, ha organizzato il 21 maggio a Roma a Piazza di Siena, mentre si stavano svolgendo i preparativi per allestire il tradizionale Concorso Ippico Internazionale di Roma. ALIS rappresenta oggi oltre 2.300 aziende di trasporto, logistica e servizi alle imprese 82 i miliardi di euro di fatturato aggregato, 261.000 lavoratori impiegati.

“ALIS punta allo sviluppo dell’intermodalità”, ha dichiarato il presidente Guido Grimaldi, “per la quale occorrono maggiori incentivi pubblici. Auspichiamo pertanto, come più volte ribadito, l’aumento della dotazione finanziaria per Sea Modal Shift e Ferrobonus a 100 milioni di euro annui”.

Guido Grimaldi di ALIS. Il valore dell’intermodalità

Uno studio condotto dal Centro Green dell’Università Bocconi ha calcolato che l’intermodalità marittima rappresenta il 25% del traffico merci negli scali italiani e ha garantito, nel solo 2023, entrate fiscali nei nostri porti pari a circa 100 milioni di euro. L’intermodalità marittima riduce del 55% i costi operativi di trasporto, registra una riduzione media dei costi esterni del 60%, una riduzione complessiva dei chilometri stradali del 92%.

Sono 2,27 miliardi di chilometri in meno rispetto all’alternativa a tutto stradale. Inoltre ha generato, nel 2022, un valore complessivo di interscambio delle merci pari a 46 miliardi di euro, con un incremento dell’export del 200% in dieci anni. I dati relativi alle attività intermodali di ALIS dicono che nel 2023 sono stati sottratti dalle autostrade 6 milioni di viaggi in camion e sono state abbattute 5,4 milioni di tonnellate di emissioni di CO2.

“Questi benefici ambientali, economici e sociali”, secondo Guido Grimaldi, presidente dell’Alis, ”fanno riflettere sulle contraddizioni che provengono da alcune normative europee troppo dure in materia di sostenibilità, specialmente in fasi geopolitiche così complesse. Lo shipping mondiale causa solo il 2,5% delle emissioni, le normative europee del pacchetto Fitfor55 appaiono troppo rigide con imprese e cittadini.

Risultano inattuali rispetto agli scenari internazionali che stanno rendendo difficile lo sviluppo del trasporto marittimo. In particolare, la tassazione sulle emissioni delle navi (EU-ETS), in vigore dal 2024, avrà sul naviglio europeo un impatto economico di 7 miliardi di euro nel 2026. La normativa Fuel EU Maritime, che si applicherà dal 1° gennaio 2025, peserà per circa 2,5 miliardi di euro al 2050”.

Grimaldi contesta anche la proposta di revisione della Direttiva ETD, che modificherebbe la tassazione dei prodotti energetici, includendo anche i carburanti del settore marittimo attualmente esentati.

“Provocherebbe distorsioni di mercato a danno degli operatori e dei porti del Mediterraneo. Su tale proposta auspichiamo che il Governo italiano continui a ribadire la sua contrarietà. ALIS ritiene opportuno considerare politiche globali e condivide la proposta dell’International Chamber of Shipping di istituire un fondo di ricerca e sviluppo alimentato attraverso una fee su tutte le emissioni prodotte a livello mondiale.

Un fondo dal quale si possano attingere le risorse per produrre nuovi carburanti nei Paesi in via di sviluppo e per premiare gli armatori virtuosi che hanno investito in nuove tecnologie. Auspichiamo che la transizione ecologica diventi sempre più concreta e meno ideologica”.

Impatto della crisi nel Mar Rosso

Nel corso dell’incontro organizzato dall’Alis a Villa Borghese, a Roma, si è parlato molto degli scenari di crisi internazionali, Ucraina e Gaza su tutti, sia con il ministro degli Affari Esteri e vicepresidente del Consiglio dei Ministri Antonio Tajani, sia con il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello. Anche la crisi del Mar Rosso è stata argomento di riflessioni.

Una crisi che continua a minacciare i flussi commerciali mondiali. Il 90% delle merci trasportate nel mondo va via mare e i pericoli attuali nel Mar Rosso provocano conseguenze importanti anche per noi: l’import-export Italia-Cina corrisponde a 154 miliardi di euro di scambi commerciali che sono vitali per il nostro Paese. Secondo una recentissima analisi di Allianz Trade, condotta a marzo 2024, sugli effetti della crisi sulle aziende italiane e sul commercio internazionale è emerso che:

– il traffico di navi che transita attraverso il canale di Suez è diminuito del 76% da

inizio anno;

– il volume delle spedizioni intorno al Capo di Buona Speranza è aumentato del

193%, come conseguenza della scelta di circumnavigare l’Africa giungendo allo

stretto di Gibilterra e poi al Nord Europa e, quindi, lontano dai nostri porti;

– le tariffe dei container sono aumentate del 177% rispetto a novembre 2023;

– negli ultimi sei mesi il fatturato delle imprese colpite dalla crisi del Mar Rosso è

diminuito del 14,2% rispetto al semestre precedente.

Nonostante le previsioni OCSE sull’Italia siano incoraggianti, con una stima per il 2024 di un PIL in crescita dello 0,7% qe dell’inflazione all’1,1% (dopo il 5,9% del 2023), purtroppo le aziende prevedono ulteriori cali di fatturato per il 2024 ed i porti

italiani continuano a registrare notevoli perdite di traffici. A difesa dei passaggi di navi italiane attraverso il Mar Rosso c’è la Missione Aspides con il supporto delle fregate della Marina Militare “Fasan”, “Martinengo” e “Caio Duilio” che sta consentendo alle compagnie armatoriali italiane di poter attraversare il Canale di Suez e sta garantendo la salvaguardia dei traffici commerciali e l’efficienza dell’intera catena logistica.

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