IRU segnala crescita delle tariffe contrattuali nel trasporto stradale europeo, tra costi in aumento, carenza di autisti e previsioni incerte per il 2026.
IRU segnala crescita delle tariffe contrattuali nel trasporto stradale europeo, tra costi in aumento, carenza di autisti e previsioni incerte per il 2026.

Trasporto stradale europeo: IRU segnala contratti in crescita e incertezza nel 2026

4 Febbraio 2026
1 min read

Nel Q4 2025, le tariffe contrattuali nel trasporto stradale europeo aumentano, mentre quelle spot restano piatte. IRU avverte: la capacità futura è minacciata da costi crescenti e carenza di autisti.

Nel quarto trimestre del 2025, il trasporto stradale europeo ha evidenziato una divergenza tra tariffe contrattuali e spot. Secondo l’indice congiunto Upply x Ti x IRU, i contratti hanno raggiunto quota 136,9 (+2,6 punti sul Q3, +3,1 su base annua), mentre le tariffe spot si sono fermate a 135,1, con variazione minima rispetto al trimestre precedente, ma in calo rispetto al 2024. Alla base dell’aumento contrattuale ci sono aspettative di ripresa della domanda nel 2026, confermate anche dalla crescita dei volumi retail (+2,3% a novembre). Le imprese cercano di fissare condizioni vantaggiose prima di un potenziale aumento dei prezzi. Tuttavia, il mercato spot non ha registrato la stessa spinta, segno che la domanda nel breve resta contenuta. Il Road Freight Sentiment Index curato da IRU è sceso a 10,7 punti, indicando un moderato ridimensionamento delle aspettative, pur mantenendosi in territorio positivo.

Capacità sotto pressione, l’allarme IRU

Secondo l’organizzazione IRU, il settore affronta sfide strutturali che mettono a rischio la futura capacità. La carenza di autisti in Europa ha toccato quota 444.000 posizioni vacanti nel 2025. Parallelamente, l’immatricolazione di nuovi mezzi è calata del 6,2% nell’anno, mentre i costi operativi sono in aumento: il gasolio è salito dello 0,66% su base trimestrale, le spese per i conducenti dell’1,28%, e quelle per finanziamenti e assicurazioni del 4,23%. “Il 2025 è stato un anno segnato dall’incertezza per gli operatori,” ha dichiarato Vincent Erard, Senior Director Strategy & Development di IRU. “Serve un cambio di paradigma: il trasporto non è una commodity, è una risorsa da valorizzare. Occorrono politiche che supportino investimenti e sostenibilità nel lungo periodo.” L’organizzazione segnala inoltre come i pedaggi, in alcuni Paesi, superino ormai il costo del carburante.

2026: ripresa disomogenea in vista

Le previsioni per il 2026 indicano una moderata pressione al rialzo per le tariffe nel trasporto stradale europeo, spinta dal rallentamento dell’inflazione, dal rafforzamento dell’euro e da costi energetici più contenuti. Tuttavia, la crescita sarà disomogenea: miglioramenti attesi per Germania (+1,4%) e Francia (+0,9%), mentre Spagna e Italia mostrano segnali di rallentamento. Dal lato dell’offerta, il CEO di Upply, Thomas Larrieu, conferma che “la crescita delle tariffe contrattuali è trainata da accordi lungimiranti e tensioni su alcune tratte chiave. Il mercato spot resta invece frenato da una domanda incerta e cautela dei consumatori.” Per IRU, la ripresa potrà concretizzarsi solo se accompagnata da condizioni operative stabili e politiche di sostegno al settore.

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