Per il trasporto stradale, IRU segnala l’apertura della Commissione europea su sostegni più rapidi, anticipo dei pagamenti e copertura dei maggiori costi del carburante
Il nuovo quadro temporaneo sugli aiuti di Stato adottato dalla Commissione europea, nel contesto della crisi legata alla chiusura dello Stretto di Hormuz, viene accolto con favore da IRU, che vede nel provvedimento un passaggio rilevante per il trasporto stradale. L’associazione sottolinea in particolare il riconoscimento esplicito delle difficoltà che gravano sugli operatori del settore, stretti tra margini inferiori al 3% e una limitata capacità di trasferire sui clienti l’aumento dei costi. Per IRU, il trasporto stradale resta tra i comparti più esposti agli shock sui prezzi del carburante, anche perché le imprese, nella maggior parte dei casi, non ricorrono a strumenti di copertura sugli acquisti. La cornice europea, quindi, amplia le possibilità di intervento; ma, osserva l’organizzazione, sarà decisiva la rapidità con cui gli Stati membri trasformeranno queste possibilità in misure concrete. Raluca Marian, direttrice Ue di IRU, osserva: “È particolarmente importante che il trasporto stradale sia esplicitamente incluso tra i settori colpiti. Con margini inferiori al 3% e una generale incapacità di trasferire i costi ai clienti, come riconosciuto dalla Comunicazione, gli operatori del trasporto stradale hanno una capacità molto limitata di assorbire improvvisi shock dei prezzi del carburante”.
Copertura dei costi e pagamenti anticipati
Tra gli elementi più rilevanti del nuovo schema, IRU evidenzia la possibilità di coprire fino al 70% dei costi aggiuntivi per il carburante, quota che può arrivare al 100% nel caso di strumenti rimborsabili. Per il trasporto stradale, secondo l’associazione, conta anche la possibilità di erogare gli aiuti in anticipo, con verifiche successive, una soluzione ritenuta utile in una fase in cui liquidità e tempi di risposta hanno un peso centrale. Un altro punto considerato positivo riguarda il meccanismo semplificato per gli importi inferiori a 50 mila euro, che consente di basare il sostegno su dati standard e non su informazioni specifiche di ciascuna impresa, alleggerendo così il carico amministrativo. Marian sintetizza: “Ridurre la burocrazia conta non solo in una crisi, ma ancora di più quando la rapidità è essenziale”. E aggiunge: “Il quadro consente soprattutto di far arrivare il sostegno rapidamente, anche attraverso pagamenti anticipati, mentre il meccanismo semplificato da 50.000 euro basato su dati standard può facilitare il sostegno con un onere amministrativo minimo, anche se l’importo è molto basso e aiuterà principalmente le microimprese”.
Le richieste ai governi nazionali e alla Commissione
IRU segnala inoltre come il nuovo quadro apra alla possibilità di strumenti di continuità del servizio di tipo pubblicistico, pensati per preservare servizi essenziali in condizioni di crisi, anche nel trasporto merci e passeggeri. Su questo fronte, però, l’associazione ritiene che restino nodi applicativi da chiarire, soprattutto per i servizi merci, per quelli passeggeri gestiti in regime commerciale e per il coordinamento con i contratti privati già in essere. Accanto agli aiuti di Stato, IRU richiama poi l’attenzione sulla facoltà per gli Stati membri di intervenire anche sulle accise, compresa la possibilità di chiedere deroghe sotto i minimi Ue, con effetti diretti sui prezzi del carburante. La fase attuativa, ora, viene indicata come il vero banco di prova: da un lato i governi nazionali dovranno usare gli strumenti disponibili per sostenere il trasporto stradale; dall’altro la Commissione dovrà approvare rapidamente i regimi nazionali. Nelle parole di Marian, “Ciò che conta adesso è che il sostegno raggiunga rapidamente il settore nella pratica” e serve, conclude, che gli Stati membri “facciano pieno uso di queste nuove possibilità”, con la stessa rapidità già vista nelle crisi precedenti.



