Da sinistra, Alexandru Sturza, amministratore delegato di JM Enterprise, il referente di Volvo Trucks e un rappresentante di JM Enterprise, in occasione della presentazione del progetto dedicato al rifornimento aeroportuale elettrico.
Da sinistra, Alexandru Sturza di JM Enterprise, un rappresentante di Volvo Trucks e Davide Corbolotti di JM Enterprise, durante la stretta di mano che sancisce la collaborazione tra le due aziende.

Rifornimento aeroportuale elettrico, JM Enterprise si rafforza con Volvo Trucks

10 Luglio 2026
2 mins read

Nel rifornimento aeroportuale elettrico, JM Enterprise sviluppa nuovi mezzi con Volvo Trucks e punta su digitalizzazione, mercati esteri e aumento della capacità produttiva.

Il rifornimento aeroportuale elettrico è al centro della strategia industriale di JM Enterprise, azienda con sede a Jesi attiva nell’elettrificazione dei mezzi destinati agli aeroporti. Dal 2019 la società lavora su soluzioni per ridurre l’impatto della CO2 nelle operazioni di rifornimento degli aeromobili; nel 2022 il percorso è stato sostenuto anche dall’ingresso nel capitale di UPLIFT INTERNATIONAL Holding BV, gruppo belga che affianca l’azienda nella crescita e nello sviluppo sui mercati esteri. In questo quadro si inserisce la collaborazione con Volvo Trucks, scelta come partner tecnologico per l’acquisto dei primi quattro Volvo FM Electric. Come ricorda l’amministratore delegato Alexandru Sturza, “Abbiamo trasformato un veicolo diesel da 7,5 tonnellate e creato di fatto il primo prototipo di hydrant dispender completamente elettrico, anticipando di qualche anno il mercato”. Il passaggio a una piattaforma industriale di serie rappresenta quindi un’evoluzione di un percorso già avviato, in un contesto in cui gli aeroporti, per percorrenze contenute, velocità ridotte e continui stop&go, si confermano un ambito particolarmente adatto alla trazione elettrica.

I vantaggi operativi e l’integrazione dei sistemi

Nel rifornimento aeroportuale elettrico, la scelta di Volvo FM Electric risponde a esigenze tecniche precise: il mezzo è indicato da JM Enterprise come il primo veicolo omologato ADR in Europa, con capacità di carico sugli assali, autonomia e presa di forza adeguate ad alimentare i sistemi dell’allestimento. Per l’azienda, però, il punto non riguarda soltanto il telaio; riguarda l’integrazione complessiva tra camion e apparati di bordo. “Un veicolo è una sinergia tra sistemi diversi e il camion non può essere considerato come un’entità separata”, osserva Davide Corbolotti, Automation Manager di JM Enterprise srl. “Il nostro allestimento deve interfacciarsi con il veicolo, scambiare informazioni, accedere ai dati e comandare determinate funzioni”. Secondo Sturza, i primi riscontri operativi sono già misurabili: “I nostri clienti hanno già registrato risultati sorprendenti. Confrontata con un veicolo diesel, a parità di caratteristiche e operatività, una macchina 100% elettrica ha fatto risparmiare 1.500 kg di CO2 e circa 20 mila euro di carburante”. A questi elementi si aggiungono minori costi di manutenzione, oltre a una riduzione di rumore e vibrazioni per gli operatori.

Produzione, mercati esteri e nuovi sviluppi

La collaborazione tra JM Enterprise e Volvo Trucks ha trovato una vetrina nel 2025, a Inter Airport Europe di Monaco di Baviera, dove l’azienda ha presentato il primo prototipo completamente elettrico e digitale basato su Volvo FM Electric, integrato con SDA – Smart Digital Assistant, sistema sviluppato internamente per guidare l’operatore, raccogliere dati di flotta e aprire la strada alla manutenzione predittiva. “Siamo arrivati in fiera con tutto montato ed è stato un furore. Eravamo la star della fiera perché non esisteva al mondo una macchina con queste caratteristiche. Penso sia il veicolo più tecnologicamente avanzato oggi disponibile in questo settore”, afferma Sturza. Oggi JM Enterprise realizza circa 30 veicoli l’anno, destinati per oltre il 90% ai mercati esteri, tra Europa, Asia, Africa e America Latina. La domanda, però, supera già la capacità attuale; per questo l’azienda ha acquisito un nuovo sito produttivo, con l’obiettivo di salire progressivamente fino a circa 200 macchine l’anno. Alla crescita industriale si affiancano inoltre una partnership in America Latina per la produzione su licenza destinata al mercato sudamericano e lo sviluppo di un nuovo prototipo per il comparto difesa.

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