Burtenbach, Kögel protesta contro i target VECTO: l’azienda chiede obiettivi CO₂ realistici per difendere filiera, investimenti e occupazione.
Burtenbach, Kögel protesta contro i target VECTO: l’azienda chiede obiettivi CO₂ realistici per difendere filiera, investimenti e occupazione.

VECTO trailer, Kögel chiede obiettivi realistici con l’azione SOS di Burtenbach

30 Giugno 2026
2 mins read

A Burtenbach Kögel riporta al centro il nodo del VECTO trailer e degli obiettivi UE sulla CO₂, giudicati irraggiungibili da una parte dell’industria dei rimorchi

Il VECTO trailer torna al centro del dibattito industriale con l’azione simbolica organizzata da Kögel a Burtenbach, dove 16 trailer sono stati schierati per richiamare l’attenzione sugli effetti della normativa europea per il settore del trasporto. All’iniziativa ha partecipato anche il vicepresidente della Baviera Hubert Aiwanger, intervenuto a sostegno della richiesta di fissare obiettivi di riduzione della CO₂ giudicati tecnicamente raggiungibili. Il punto contestato riguarda il sistema VECTO, il modello di calcolo dell’Unione europea che assegna ai rimorchi un valore virtuale di emissioni in base al regolamento UE 2024/1610. La disciplina prevede che, entro il 2030, questo valore simulato diminuisca del 10% per i semirimorchi e del 7,5% per i rimorchi. Secondo Kögel e, più in generale, secondo i principali costruttori europei di trailer, il problema nasce dalla natura stessa dei veicoli coinvolti: i rimorchi non hanno una propulsione autonoma e non generano emissioni dirette proprie. Da qui la contestazione a un criterio considerato astratto, costruito su simulazioni e non su rilevazioni operative.

Intera filiera sotto pressione

Per Kögel, gli obiettivi oggi previsti dal VECTO trailer non risultano conseguibili con le tecnologie disponibili. L’azienda stima che, in assenza di modifiche, l’impatto economico possa tradursi in sanzioni fino a 64 milioni di euro l’anno. Una pressione di questo tipo, secondo il costruttore, potrebbe riflettersi anche sui prezzi di vendita, con aumenti fino al 50% per gli allestimenti. Le conseguenze, nella lettura proposta durante l’iniziativa, andrebbero oltre i produttori e coinvolgerebbero l’intera catena logistica, dai trasportatori fino ai consumatori finali. Il tema riguarda anche l’occupazione: il comparto europeo dei rimorchi conta, secondo le stime richiamate da Kögel, circa 70 mila posti di lavoro potenzialmente esposti agli effetti della regolazione. A Burtenbach il gruppo ha inoltre ricordato gli investimenti realizzati negli ultimi anni, tra cui una nuova linea produttiva per veicoli refrigerati e l’ampliamento dell’area industriale destinata a un ulteriore capannone. Interventi che, in questo quadro, rischiano di perdere sostenibilità economica.

La richiesta di una revisione

Alla mobilitazione pubblica si affianca anche il fronte legale. Otto produttori europei di rimorchi hanno avviato un ricorso contro la regolazione con l’obiettivo di ottenerne una revisione. Secondo Kögel, la contestazione non riguarda il principio della decarbonizzazione, ma l’applicazione di parametri ritenuti non compatibili con la realtà tecnica e industriale del settore. L’azienda sostiene di aver già contribuito, negli anni, alla riduzione dei consumi e delle emissioni attraverso veicoli alleggeriti e soluzioni orientate all’efficienza nel trasporto. In questo quadro si inserisce anche la posizione espressa da Hubert Aiwanger, che ha criticato l’introduzione di ulteriori oneri per un comparto già esposto a forti pressioni economiche e produttive. La richiesta che arriva da Burtenbach è quindi quella di rivedere il VECTO trailer sulla base di obiettivi considerati realizzabili, in modo da tenere insieme sostenibilità ambientale, continuità industriale e tutela dell’occupazione.

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