Logistica italiana, terza forza europea, snodo strategico per competitività, investimenti e nuove rotte commerciali globali.
Logistica italiana, terza forza europea, snodo strategico per competitività, investimenti e nuove rotte commerciali globali.

Logistica italiana al centro dell’analisi della Fondazione CDP: settore da oltre 120 miliardi e terza filiera europea.

Logistica italiana al centro dell’analisi della Fondazione CDP: comparto da oltre 120 miliardi di euro, terza forza europea per dimensione dopo Germania e Francia, leva strategica per competitività, investimenti e nuovo posizionamento nelle rotte globali.

La logistica italiana rappresenta un’infrastruttura economica essenziale, capace di incidere in modo diretto sulla competitività del sistema Paese. A delinearne ruolo e prospettive è la Fondazione CDP, nata nel 2020 su impulso di Cassa Depositi e Prestiti SpA, che in un recente approfondimento ha analizzato struttura, impatti e trasformazioni del comparto. Secondo i dati riportati, la logistica italiana genera oltre 120 miliardi di euro di fatturato, coinvolge circa 72 mila imprese e impiega 720 mila addetti, posizionandosi come terza filiera europea per dimensione dopo Germania e Francia. L’effetto moltiplicatore è significativo: un milione di euro investito nel settore attiva 2,1 milioni di euro di produzione aggiuntiva complessiva. Numeri che confermano come la logistica italiana non sia un comparto ancillare, ma un motore trasversale di sviluppo economico, in grado di sostenere efficienza delle filiere, integrazione dei mercati e attrattività degli investimenti.

Struttura del settore e nodi strutturali

L’analisi della Fondazione CDP evidenzia un sistema caratterizzato da un forte dualismo dimensionale. Accanto a grandi operatori integrati, capaci di gestire l’intera supply chain, opera una platea ampia di micro e piccole imprese, concentrate prevalentemente nel trasporto su gomma e con limitata capacità di innovazione. Il trasporto stradale copre l’88% dei volumi interni, mentre l’intermodalità fatica a consolidarsi a causa di costi elevati e carenze nei collegamenti di penultimo e ultimo miglio. Sul fronte internazionale, molti fornitori italiani si trovano in posizione negoziale debole rispetto ai grandi buyer esteri, che spesso si affidano a operatori logistici dei propri Paesi o a network globali già strutturati. Negli ultimi dieci anni, oltre 250 operazioni di fusione e acquisizione testimoniano una tendenza verso concentrazione e integrazione verticale, spinte dalla necessità di economie di scala e maggiore qualità del servizio.

Digitalizzazione, sostenibilità e nuove rotte

Nel nuovo scenario globale, segnato da tensioni geopolitiche e riorganizzazione delle catene del valore, la logistica italiana è chiamata a evolvere. La transizione digitale abilita modelli di logistica smart, migliorando pianificazione ed esecuzione dei flussi. L’ottimizzazione dell’ultimo miglio diventa strategica con la crescita dell’e-commerce, mentre l’adozione di soluzioni a basso impatto ambientale rafforza il posizionamento competitivo, anche alla luce degli obblighi di rendicontazione in materia di sostenibilità. La regionalizzazione degli scambi e la ricerca di filiere più resilienti aprono nuove opportunità per l’Italia, in particolare per il Mezzogiorno. Per intercettarle, sottolinea la Fondazione CDP, risultano decisivi il potenziamento delle infrastrutture – dalla riforma portuale al completamento dei corridoi transeuropei e allo sviluppo del trasporto ferroviario merci – e la piena valorizzazione di strumenti come ZES e ZLS, funzionali ad attrarre investimenti e favorire la crescita dimensionale della logistica italiana.

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