Dal 14 al 28 settembre Maersk porta il supplemento carburante per l’autotrasporto al 12% sul truck e al 6% su RCO in Polonia, sullo sfondo delle tensioni energetiche internazionali.
L’aumento dei costi energetici torna a riflettersi direttamente sui servizi terrestri collegati alle catene logistiche internazionali. Dal 14 al 28 settembre 2026 Maersk applicherà in Polonia un supplemento carburante per l’autotrasporto del 12% sul truck e del 6% su RCO, percentuali calcolate sulle componenti IHI/IHE. L’aggiornamento riguarda l’Intermodal Fuel Fee, il meccanismo introdotto dalla compagnia dal 16 marzo 2026 per adeguare i costi delle operazioni Landside/Inland e intermodali alle oscillazioni dell’energia e del carburante. Il 12% non rappresenta dunque una tariffa permanente: Maersk definisce l’adeguamento temporaneo e prevede di riesaminare il surcharge ogni due settimane, in funzione dell’evoluzione del mercato energetico. Per l’autotrasporto il cambio di passo rispetto all’estate è comunque netto. Tra il 20 luglio e il 3 agosto, infatti, il supplemento applicato in Polonia era sceso al 4% per il truck e al 2% per RCO.
Dal Medio Oriente alla pressione sui costi inland
A spiegare il nuovo rialzo è il quadro energetico internazionale indicato dalla stessa Maersk. La compagnia collega l’aumento dei costi alla situazione di sicurezza in Medio Oriente e alle conseguenze sulla disponibilità mondiale di carburante, richiamando in particolare il ruolo dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale, secondo Maersk, transita circa il 20% del carburante globale. Il passaggio economico è preciso: tensioni nell’area possono aumentare la pressione sulla disponibilità e sui prezzi dell’energia; costi energetici più elevati si riflettono quindi sulle spese sostenute dagli operatori logistici e, nel caso specifico, sugli adeguamenti applicati alle attività terrestri e intermodali. È in questa catena che si inserisce il supplemento carburante per l’autotrasporto annunciato per la Polonia. Il dato del 12% sul truck è particolarmente rilevante perché mostra come una variabile che nasce sui mercati energetici internazionali possa arrivare fino al costo dei servizi stradali utilizzati nelle catene logistiche. L’aggiornamento, tuttavia, riguarda le operazioni Maersk e non può essere esteso automaticamente all’intero mercato europeo dell’autotrasporto.
Il truck torna ai livelli già registrati a marzo
Il nuovo valore riporta il supplemento polacco su livelli che Maersk aveva già applicato nella primavera del 2026. A fine marzo, infatti, la compagnia aveva fissato il 12% per il truck e il 6% per RCO; nell’aggiornamento valido dal 20 luglio al 3 agosto le percentuali erano poi scese rispettivamente al 4% e al 2%. Il dato di settembre va quindi letto come un ritorno su livelli sensibilmente più elevati rispetto all’estate, non come un massimo storico. Per chi opera nell’autotrasporto, la variazione resta comunque significativa: nel giro di poche settimane il supplemento sul truck è passato dal 4% al 12%, evidenziando quanto rapidamente l’instabilità energetica possa tradursi in maggiori costi applicati ai servizi inland. Il sistema resta però dinamico. Maersk continuerà a rivedere l’Intermodal Fuel Fee con cadenza quindicinale, proprio per evitare di cristallizzare percentuali destinate a seguire un mercato ancora volatile. Per le spedizioni FMC il calendario è differente: l’Intermodal Fuel Fee indicata nell’aggiornamento entrerà in vigore dal 13 ottobre 2026. Il punto centrale resta quindi il ritorno del supplemento carburante per l’autotrasporto al 12% sul truck nelle attività Maersk in Polonia, indicatore concreto della pressione che i costi energetici stanno trasferendo sulla logistica terrestre.



