Contoli, Santi: ricerca e innovazione, da qui passa l’eccellenza delle nostre cisterne

8 Maggio 2026
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Un rapporto cortissimo e umano quello che intercorre tra Santi, azienda leader tra i produttori di cisterne coibentate per liquidi alimentari, e i suoi clienti. Ce li immaginiamo, i tecnici di Travagliato, attardarsi per ore insieme a chi si affida ai loro prodotti, a discutere di guarnizioni, specifiche, dettagli, mentre le loro immagini vengono riflesse dal lucido acciaio inox di questi specialissimi semirimorchi. “I nostri clienti – sì, la nostra non è propriamente immaginazione, a raccontarci cosa succede in azienda è l’amministratore delegato Marco Contoli – arrivano e restano con noi per ore finché ogni minima richiesta non viene incasellata: per loro il veicolo è quasi un componente della famiglia, con la maggior parte delle aziende che acquistano i nostri mezzi che sono realtà di piccole e medie dimensioni, dove spesso la conoscenza dell’attività è stata tramandata nei decenni di padre in figlio”.

È una dinamica questa, raccontataci dal numero uno dell’azienda bresciana in attività da 67 anni, che consente anche di dare la giusta interpretazione alla presenza di Santi al prossimo Transpotec Logitec. “Anche se ormai la tecnologia – ci spiega il manager – consente di rapportarsi in ogni momento con persone che vivono dall’altra parte del mondo, le fiere sono e rimarranno per noi un momento prezioso di incontro: a maggior ragione in Italia, dove deteniamo una quota di mercato significativa, e dove dunque operano tante aziende che poi si aspettano di trovarci in un evento così importante per il settore del trasporto e della logistica qual è Transpotec. Si tratta per noi di un appuntamento imprescindibile per spiegare a chi arriva sul nostro stand come il know-how sviluppato in tanti anni di impegno sul campo ci permette oggi di rispondere alle esigenze dei clienti, estremamente diversificate in funzione delle aree geografiche nelle quali operano e delle specifiche attività che svolgono, ma anche come continuiamo in ogni istante ad innovare e a progredire nella tecnologia, perseguendo la scelta di eccellere in ciò che sappiamo fare bene. Ottimizzare il business con prodotti all’avanguardia è diventato un tema centrale nel trasporto moderno, e in particolare in questi tempi turbolenti di instabilità dovuta alla situazione geopolitica. Per affrontare i quali serve senza dubbio massimizzare l’efficienza della flotta”. 

A Transpotec Santi sarà presente con due prodotti che rappresentano la punta di diamante della sua produzione nei settori che l’azienda considera strategici: il trasporto del latte e quello, anche internazionale, di liquidi alimentari. “La raccolta del latte – riprende Contoli – è estremamente customizzata e frammentata sul territorio italiano. Viene portata avanti da realtà storiche, generalmente piccole, che hanno una visione molto pratica del lavoro: il prodotto di cui si servono per il trasporto deve essere uno strumento affidabile e semplicemente capace di svolgere al meglio la sua missione; non deve presentare problemi tecnici e deve durare il più a lungo possibile”.

Una “consegna” che in casa Santi viene ormai data da tempo quasi per scontata, e sulla quale sono stati individuati dunque margini per intelligenti implementazioni. “Abbiamo studiato e rivisto la soluzione standard – ci spiega infatti il CEO – per accentuarne le caratteristiche di sostenibilità e di economia di esercizio: porteremo questo nuovo prodotto, con una grafica eloquente che richiama la sua accezione green, a Transpotec. Dove risiede la sua innovazione? Abbiamo scelto di eliminare l’impianto oleodinamico incaricato di creare quel vuoto in cisterna che consente l’immissione del latte e scegliendo questa soluzione abbiamo abbattuto i consumi di olio, ma anche i costi di manutenzione. Ci siamo riusciti elettrificando la pompa e creando un sistema oil free che permette all’operatore di compiere il suo ciclo di lavoro nel modo più efficiente e silenzioso”.

Ma c’è di più sul fronte impatto ambientale e consumi: nelle cisterne tradizionali infatti la pompa incaricata di portare il liquido dai contenitori situati nei luoghi di raccolta del latte alla cisterna è alimentata da una presa di forza e dunque per il suo funzionamento è necessario mantenere acceso il motore e fermare il camion, perché quando il mezzo si muove la presa di forza non funziona. “Il nostro nuovo sistema invece crea il vuoto in cisterna mentre il veicolo è in marcia“. Naturalmente parliamo di cisterne portate, appoggiate su un telaio: per la raccolta latte è infatti preferibile utilizzare questa soluzione, essendo più corta rispetto alle autoportanti e più maneggevole: l’ultimo miglio – l’accesso agli allevamenti – nel 90 per cento dei casi è sterrato, quindi è preferibile utilizzare un telaio perché le sollecitazioni sulla struttura sono elevate. 

Il secondo prodotto che Santi proporrà alla kermesse milanese è invece pensato anche per i mercati internazionali, verso cui l’azienda profonde da tempo un impegno considerevole. “Due anni fa – ricorda il nostro intervistato – abbiamo presentato il primo prototipo dell’autoportante, progetto che ci ha fin qui regalato grandi soddisfazioni e che, nonostante sia partito con l’idea di rivolgerci soprattutto ai mercati esteri, dove la concorrenza si è standardizzata su queste versioni, in realtà sta avendo ottimi riscontri anche in Italia: ad oggi il mix di consegne nazionale/estero è 50/50”.

“Dal momento della presentazione della prima versione abbiamo lavorato costantemente sull’ottimizzazione del veicolo, rendendolo particolarmente efficiente non solo dal punto di vista del ciclo produttivo, ma aumentandone le performance strutturali: un’azione mirata ad assicurare tra le altre caratteristiche una tara competitiva che ha infatti convinto diversi importanti trasportatori internazionali”. La cisterna autoportante di Santi è interamente realizzata nel nostro Paese con diversi componenti made in Italy: assali, impianti frenati, circuiti elettrici, pompe di scarico, valvole. “Sia la cisterna che il telaio, e questa è un’altra grande novità, sono in acciaio inox elettro lucidato: lavorare questo materiale è la nostra specialità, e in azienda abbiamo le conoscenze per farlo in modo ottimale”. Un prodotto il cui lancio ha richiesto da parte di Santi un importante investimento per avviare la linea interna dedicata alla produzione di telai, elemento che, costruito seguendo gli elevati standard di casa, dura più a lungo, fino a coprire l’intera vita del veicolo. “Anche l’autoportante, come tutti i prodotti della nostra gamma, è customizzabile in ogni dettaglio: le esigenze dei clienti sono talmente diverse che non è immaginabile nella nostra nicchia una produzione in serie. In questo quadro noi non diciamo mai di no a nessuno, mettendo anche a disposizione le nostre competenze per supportare i clienti in caso di necessità o di dubbio”. 

Se questo nuovo prodotto ha già convinto, come anticipato, diversi clienti italiani, esso costituirà sicuramente il cavallo di battaglia di Santi sulle piazze estere. “Continuiamo a lavorare intensamente – conferma Contoli – fuori dai confini nazionali. Com’è intuibile abbiamo avuto un temporaneo rallentamento sui mercati mediorientali: con lo scoppio della guerra in Iran e l’inizio del Ramadan tutto si è bloccato in un primo momento in uno stallo che però vediamo oggi rientrare: al di fuori delle zone estremamente calde e interessate dal conflitto, gli altri mercati hanno ristabilito una loro operatività. Ricordiamo che noi ci occupiamo di liquidi alimentari, uno dei beni di prima necessità: e quindi se certamente risentiamo di questa incertezza che sta affliggendo l’economia globale, avvertiamo pure, anche in Medioriente, una timida ripresa. I mercati che per noi funzionano molto bene sono quelli nordafricani, un po’ avulsi dalle tensioni che avvelenano l’Occidente e per questo molto ben ricettivi nei confronti della qualità dei nostri prodotti”.

E l’Europa? “L’Europa arriva da anni di sofferenza: dall’inizio delle ostilità in Ucraina non abbiamo più conosciuto momenti davvero floridi per l’economia del nostro continente. Oggi notiamo che le aziende incominciano a ipotizzare qualche piccolo investimento, certo, dove è assolutamente necessario. In molti casi gli imprenditori non possono più rimandare gli acquisti, i prodotti diventano anziani e non dimentichiamo che i nostri clienti movimentano merce che per forza di cose è sensibile alla qualità del mezzo trasportante. È necessario garantire un elevato livello di qualità della cisterna, perché contiene cibo in viaggio che poi finisce sulle nostre tavole. Ancora: se le cisterne hanno una vita piuttosto lunga, arrivano a vent’anni, perché sono veicoli che vengono generalmente trattati con cura, manutenuti, lavati, non dimentichiamo però che tecnologia fa rima sia con sicurezza che con risparmio di carburante e sostenibilità: il total cost ownership segna un vantaggio a favore dei veicoli nuovi e delle flotte con altissima frequenza di rinnovamento. E il parco italiano ha bisogno di essere svecchiato. Tra l’altro dispiace constatare come in altri paesi ci siano leggi che impediscono, per esempio, l’importazione di veicoli più vecchi di 5 anni e noi che siamo il cosiddetto “primo mondo” non abbiamo normative come queste che vietano di mettere su strada veicoli estremamente datati. Ci auguriamo che con il fondo in arrivo a partire dal prossimo anno le aziende possano essere concretamente supportate in investimenti che permettano loro di dismettere mezzi che non solo penalizzano la loro immagine e la loro competitività, ma non garantiscono neppure quel livello minimo di sicurezza sulle strade che poi paga a caro prezzo tutta la collettività”.

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