Un anno record il 2025 per Palletways Italia, figlio di una strategia che sdoppia il suo sguardo rivolgendolo sì all’internazionalità di un network capace di condividere tra le diverse business unit lo stesso processo operativo e il medesimo sistema informatico, nel nome di un vero e proprio benchmarking a vantaggio di tutti i Network, ma abbracciando anche in questo allineamento volto alla massima efficienza i concessionari che svolgono l’attività sul territorio. Questo approccio ha portato l’azienda a chiudere gli ultimi dodici mesi con una crescita dell’11% nei volumi, mantenendo un’attenzione costante all’eccellenza del servizio, al supporto commerciale ai nostri Concessionari e a buoni risultati per la rete. “Per assecondare la crescita del business lo scorso anno abbiamo anche aumentato la nostra forza lavoro – ci spiega Massimiliano Peres, managing director della business unit italiana -, passando a circa 200 dipendenti, con nuove assunzioni in questo periodo per la crescita della nostra expertise commerciale”.

Massimiliano Peres, una sinergia, quella con i partner, che costituisce uno degli elementi caratterizzanti del vostro business. Ci spiega nel dettaglio in che modo si articola?
Il nostro business è focalizzato sul servizio espresso: si tratta di un’operatività non semplice da mantenere se si intendono rispettare standard elevati di qualità e di sostenibilità. Per farlo abbiamo bisogno di concessionari forti e la nostra strategia come gruppo è tutta indirizzata a fornire loro il supporto di cui hanno bisogno per far crescere la profittabilità del loro lavoro e di conseguenza incrementarne l’eccellenza. Come procediamo? Intanto siamo presenti sul territorio con i regional manager, figure responsabili di ognuna delle sei aree in cui è diviso il territorio italiano; abbiamo introdotto dallo scorso anno il ruolo del CSM, a supporto commerciale dei concessionari, e potenziato il team degli MRM (Member Relationship Manager) sempre in affiancamento alle aziende di trasporto per formare il personale operativo dei Concessionari, illustrando loro il Manuale operativo, i processi del Network e le diverse funzionalità del Portal, il Sistema Operativo Informatico Palletways per la gestione delle spedizioni. Con l’obiettivo, anche qui, di un’ottimizzazione dell’attività, un miglioramento del livello del servizio e una riduzione dei costi.
Tutte informazioni che in qualche modo arrivano (anche) da lontano…
Sì, in effetti il nostro pallet network presenta una forte connotazione internazionale, essendo presente in diversi paesi d’Europa, con business unit che operano seguendo la medesima procedura e condividendo informazioni ed esperienze a vantaggio di tutti. Sul tema dei CSM, ad esempio, abbiamo organizzato ad inizio anno la visita della responsabile della nostra filiale UK che ci ha mostrato la loro operatività sul territorio e gli strumenti utilizzati per il controllo e la reportistica: è stato un incontro molto utile ed apprezzato dai nostri colleghi che hanno avuto l’opportunità di rivedere e indirizzare meglio la loro attività. È una pratica di allineamento che svolgiamo non solo a livello di Network, ma anche tra le singole aree: ogni mese si riunisce il Group Management Team, composto dai managing director delle diverse business unit e ogni 3 mesi vengono invitati anche i responsabili di una delle principali funzioni aziendali di ogni nazione: i Direttori del Network, i Direttori Operativi, i direttori Commerciali e quelli Finanziari. In questo modo si crea una mentalità di gruppo e una visione condivisa, rafforzate dal contributo di tutti. Per noi le persone e la loro crescita professionale sono un pillar imprescindibile.


Quali iniziative mettete in campo sul tema della formazione?
La formazione in Palletways si declina su vari livelli: quella sulla sicurezza sul lavoro è centrale, ma abbiamo diversi altri percorsi che potrei definire incentrati sulla crescita personale. Organizziamo corsi di leadership e di team building per il management team e abbiamo recentemente esteso il protocollo anche al middle management, in modo da aumentare la coesione e la condivisione in tema di linee guida, mission, vision, strategia, e KPI. Abbiamo a cuore il benessere dei dipendenti e lo dimostriamo anche con la policy dello smart working, offrendo due giorni alla settimana di lavoro da remoto per tutti i ruoli per cui è possibile. Con tutta una serie di vantaggi, tra cui il saving economico rispetto ai costi di trasferimento casa/lavoro e la possibilità di conciliare meglio le esigenze della famiglia con quelle lavorative. Non ci fermiamo qui, perché stiamo studiando altre iniziative per migliorare la percezione dell’ambiente di lavoro nei nostri collaboratori, fiduciosi che questo nostro impegno possa restituire all’azienda un risultato migliore in termini di performance, nonché di fidelizzazione della forza lavoro. Consideriamo che una delle caratteristiche del mondo del lavoro post COVID è infatti l’elevato turnover e, se l’azienda investe nelle risorse e nella loro formazione, il loro impegno e il loro contributo si rafforzano. Altrettanto importante per noi è sviluppare futuri leader all’interno della nostra organizzazione. Tutto questo riguarda la preservazione della solida cultura aziendale e del chiaro scopo che condividiamo con le nostre persone. Quest’anno è anche partita la quarta edizione della Sales Academy, iniziativa tesa a conferire alle figure commerciali dei nostri concessionari gli strumenti più moderni per affrontare un mercato che si sta trasformando e digitalizzando. Le tecniche commerciali sono completamente diverse da quelle che si utilizzavano dieci anni fa e nel nostro network sono presenti diverse aziende che non hanno pienamente affrontato questo cambiamento o che, in alcuni casi, non ne hanno avuto l’opportunità. Inoltre, nella seconda metà dell’anno lanceremo la OPS Academy, focalizzata sui processi operativi. I Concessionari più performanti potranno partecipare e condividere best practice e risultati con l’intero network.
Come si è aperto per Palletways Italia il 2026?
Ad oggi, nel 2026 abbiamo registrato una crescita dei volumi del 16% rispetto all’anno precedente. Le principali complessità che hanno caratterizzato l’inizio dell’anno sono state le tensioni geopolitiche internazionali e le relative conseguenze, tra cui in primis il forte aumento dei costi del carburante a marzo. Come stiamo rispondendo: in Palletways dal 2021 abbiamo implementato il meccanismo di fuel surcharge, comunicando al network l’incidenza dell’aumento del costo del carburante che verrà applicato nel mese successivo, in modo tale che a loro volta i concessionari possano richiedere ai loro clienti per tempo il supplemento tariffario. L’enorme variabilità del prezzo dei carburanti degli ultimi mesi ci ha portato a comunicare settimanalmente la variazione da applicare dalla settimana successiva sulla base dei valori settimanali pubblicati dal MISE, al fine di “limitare” l’impatto per i nostri Concessionari. Sebbene si tratti di un meccanismo contrattualmente previsto e riconosciuto dalla normativa, la sua applicazione può talvolta incontrare resistenze lungo la filiera. Per questo motivo, per mantenere l’integrità del nostro network, continuiamo a supportare tutti i partecipanti nel promuovere un approccio coerente e sostenibile, volto a tutelare il valore del servizio offerto. Permane un certo livello di cautela, tipico del settore, legato al timore di perdere competitività in un mercato altamente dinamico. In questo contesto, incoraggiamo i Concessionari ad adottare strategie equilibrate e consapevoli, evitando di compromettere la sostenibilità economica nel lungo periodo. È inoltre importante sottolineare che gli aumenti dei costi operativi impattano immediatamente il trasporto su strada, mentre i meccanismi di adeguamento tariffario richiedono tempi tecnici per essere implementati, generando inevitabilmente pressione finanziaria. Alla luce di questo scenario, riteniamo fondamentale promuovere una maggiore attenzione verso il settore, che rappresenta una componente chiave dell’economia. In questo contesto, Palletways si conferma come un’organizzazione collaborativa, in cui il supporto reciproco e la condivisione di soluzioni sono parte integrante del modello operativo.

Tra gli strumenti che mettete a disposizione dei vostri concessionari per l’ottimizzazione del business e la loro crescita – anche per affrontare meglio momenti difficili come quello che stiamo vivendo – ci sono strumenti digitali?
Sì. Oggi è fondamentale sfruttare le opportunità date dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale: gestiamo sul nostro portale una quantità enorme di dati che mettiamo al servizio del network. Da qualche mese stiamo infatti inviando ai concessionari una previsione del semestre successivo in termini di volumi, basandoci sullo storico dell’anno precedente e sul trend dell’ultimo periodo. L’obiettivo è di fornire ai nostri partner l’opportunità di preventivare adeguatamente le risorse necessarie in termini di mezzi, per i collegamenti da e verso l’hub e per la distribuzione nell’ultimo miglio, in modo da garantire sempre un adeguato livello di servizio. Inoltre, in collaborazione con i CSM e gli MRM, valutiamo a livello di singolo concessionario gli eventuali sbilanciamenti di flusso e interveniamo con ottimizzazioni di natura commerciale o operativa per riequilibrare i flussi e rafforzare i risultati finanziari i concessionari
Come si pongono i vostri concessionari sul tema della transizione all’elettrico e quali direttive state eventualmente comunicando loro?
Se la normativa sta andando chiaramente nella direzione dell’elettrico, non esistono ancora le condizioni economiche e infrastrutturali per un’effettiva transizione. Il processo è in corso, e come Palletways lo abbiamo intrapreso: abbiamo recentemente lanciato una survey a livello europeo per eseguire una mappatura dell’intera flotta dei concessionari e mettere le basi per un piano di sostituzione a vantaggio di mezzi con un minore impatto ambientale. È un percorso ancora molto lungo, che va valutato caso per caso, tenendo conto dei costi, e non solo dei veicoli, ma anche dell’energia, degli investimenti per eventuali punti di ricarica, della pianificazione delle tratte e delle esigenze della committenza. Personalmente credo che la vera soluzione non sia l’elettrico ma l’idrogeno, considerando la disponibilità di acqua che abbiamo in Italia, pur considerando che va risolto il tema dei costi della produzione e dello stoccaggio della materia prima. In ogni caso, monitoriamo la normativa e il mercato, con la ferma intenzione di continuare a camminare a fianco delle aziende del network a supporto della loro strategia, anche in tema di transizione. Il nostro obiettivo resta l’ottimizzazione reale del business con una crescita sostenibile, rafforzando e quindi mantenendo l’integrità del network, per continuare a garantire l’elevato livello di qualità del servizio che ci contraddistingue e che intendiamo preservare.



