Al Kilometro Rosso Innovation District di Bergamo, il 16 aprile, ABB Electrification ha dedicato un confronto alla mobilità elettrica e alle condizioni necessarie per far crescere la ricarica pubblica in Italia
La mobilità elettrica in Italia accelera, ma per sostenere davvero la crescita della ricarica pubblica servono infrastrutture più evolute, reti capaci di assorbire nuovi carichi e una regia digitale dell’intero sistema. È questo il quadro emerso il 16 aprile 2026 al Kilometro Rosso Innovation District di Bergamo, dove ABB Electrification ha promosso l’incontro “Grid to Chargers | L’infrastruttura elettrica che abilita l’e-mobility”, riunendo operatori della filiera, accademia e interlocutori tecnici. I numeri indicano una dinamica in espansione: secondo Motus-E, i punti di ricarica pubblici in Italia sono passati da 50.678 nel 2023 a 73.047 nel 2025, con una crescita del 44%, mentre i punti ad alta potenza si avvicinano al 19% del totale. Sempre nel 2025, il 62% delle installazioni risulta di tipo Fast e ultraFast. Sul lato della domanda, i dati UNRAE richiamati durante l’evento segnalano per le immatricolazioni EV un aumento del 65,3% nei primi mesi del 2025, a conferma di un mercato in movimento, pur con criticità ancora aperte sul piano della distribuzione territoriale e della qualità del servizio.



Rete, standard e flessibilità
Nel confronto ospitato a Bergamo è emerso che la mobilità elettrica non dipende solo dal numero di colonnine, ma dalla capacità della rete di reggere una domanda più intensa e variabile. L’Italia, per densità infrastrutturale, si colloca al 16° posto in Europa con 14,2 punti di ricarica ogni 100 chilometri, sotto la media UE di 20,9. Il dato migliora però se si guarda al rapporto tra punti di ricarica e veicoli elettrici circolanti: secondo Motus-E, nel Paese c’è un punto pubblico ogni 6 BEV immatricolati, meglio di Francia, Germania e Regno Unito. Maurizio Delfanti, professore del Dipartimento Energia del Politecnico di Milano, ha spiegato che l’impatto sulla rete può essere gestito con strumenti adeguati, come sistemi di energy management, load balancing, tariffe dinamiche negli hub e flessibilità nella ricarica domestica. In questa prospettiva, la mobilità elettrica richiede anche un’evoluzione degli standard europei, cabine elettriche modulari progettate per crescere nel tempo e competenze tecniche diffuse lungo tutta la filiera.



La filiera integrata proposta da ABB
Per ABB Electrification, la risposta passa da una visione che collega protezione, misura, controllo, power management e cybersecurity, dalla rete fino al punto di ricarica. L’obiettivo è integrare rinnovabili e sistemi di accumulo, orchestrare i carichi in modo intelligente e migliorare l’operatività degli asset attraverso monitoraggio remoto, analytics e manutenzione predittiva. Gianluca Lilli, Senior Vice President ABB Electrification, ha affermato: “La transizione elettrica si vince solo con un approccio sistemico”. E ha aggiunto: “L’orchestrazione digitale è il nuovo asset della mobilità elettrica: dalla cabina alla colonnina, ogni nodo deve essere intelligente, flessibile e sicuro”. Al confronto, svolto il 16 aprile al Kilometro Rosso Innovation District di Bergamo, hanno preso parte anche Enel, Edison Next e A2A E-Mobility, confermando un mercato in evoluzione ma ancora eterogeneo, dove pesano la sostenibilità dei modelli di business, la lentezza degli iter autorizzativi e la necessità di standard comuni. In questa cornice, per ABB la mobilità elettrica italiana potrà crescere soprattutto attraverso HPC, interoperabilità e una pianificazione infrastrutturale più coerente con i target europei.


