Nel settore dei semirimorchi e della logistica, trent’anni non rappresentano solo una soglia temporale, ma un indicatore preciso di capacità di adattamento, visione industriale e solidità operativa. Multitrax arriva a questo traguardo portando con sé un percorso iniziato nel 1996, quando il fondatore Rinaldo Maggi intercettò un’esigenza ancora poco presidiata nel mercato italiano: introdurre soluzioni tecniche evolute provenienti dall’estero, capaci di elevare gli standard qualitativi del trasporto.

Da allora, l’azienda ha costruito un’identità basata su una scelta precisa: non seguire passivamente il mercato, ma anticiparne le evoluzioni, selezionando marchi e tecnologie in grado di rispondere a esigenze operative concrete. Una linea che, nel tempo, ha portato a focalizzarsi su semirimorchi specializzati, riducendo progressivamente il peso delle soluzioni generaliste per concentrarsi su prodotti ad alto contenuto tecnico.
“Abbiamo sempre cercato di non seguire il mercato, ma di anticiparne le esigenze, individuando spazi dove portare valore reale ai clienti”, spiega Alberto Maggi, CEO di Multitrax.
Continuità operativa come valore competitivo
Se c’è un elemento che emerge con chiarezza nella storia di Multitrax è la continuità. Non solo quella aziendale – garantita dalla gestione familiare di Alberto e Andrea Maggi, figli di Rinaldo che oggi guidano l’azienda – ma soprattutto quella operativa, che si traduce nella capacità di accompagnare i clienti nel tempo, mantenendo coerenza nelle scelte tecnologiche e affidabilità nei servizi.
È una continuità costruita anche nei momenti più complessi. La crisi del 2009 ha rappresentato uno spartiacque: invece di ridimensionare l’attività, l’azienda ha scelto di consolidare il proprio posizionamento, puntando su competenze e relazioni industriali.
“Avevamo due possibilità: fermarci oppure rimboccarci le maniche e portare avanti quello che avevamo imparato lavorando a fianco di nostro padre. Abbiamo scelto la seconda strada”, ricorda Maggi.
Questo approccio si riflette oggi in una struttura articolata e coerente, che integra quattro ambiti operativi: vendita, noleggio, ricambi e applicazioni per il settore agricolo, permettendo di presidiare l’intero ciclo di vita del semirimorchio.

Evoluzione della flotta: tra noleggio e innovazione
Uno dei passaggi chiave nello sviluppo di Multitrax è stato l’introduzione della flotta a noleggio, avviata nel 2016 con una logica diversa rispetto ai modelli tradizionali: non semplice disponibilità di mezzi, ma strumenti configurati per testare soluzioni avanzate in condizioni reali.
Il noleggio diventa così una leva tecnica prima ancora che commerciale. Permette alle aziende di trasporto di valutare concretamente prestazioni, efficienza e impatti operativi, alleggerendo il rischio d’investimento e focalizzandosi sull’esperienza d’uso. Parallelamente, consente a Multitrax di raccogliere dati sul campo, trasformando l’operatività quotidiana in conoscenza applicata.
“Un conto è dire al cliente che un semirimorchio ‘funziona’, un altro è metterlo nelle condizioni di provarlo e giungere di persona a questa conclusione”, sottolinea Maggi.
Ma l’evoluzione di Multitrax non riguarda solo i mezzi, ma anche il suo ruolo nella filiera.

Semirimorchi specializzati: una scelta industriale
La crescita di Multitrax si è sviluppata attorno a una progressiva specializzazione. Oggi l’azienda distribuisce in esclusiva 4 marchi europei selezionati per contenuto tecnico e capacità innovativa: Feldbinder, D-TEC, Kraker e Burgers.
La logica è chiara: offrire semirimorchi progettati per applicazioni specifiche, capaci di migliorare l’efficienza operativa non attraverso la standardizzazione, ma attraverso la configurazione mirata.
“Non esiste il semirimorchio giusto in assoluto, esiste il semirimorchio giusto per quella specifica applicazione”, osserva Maggi.
In questo contesto si inserisce anche l’attenzione crescente verso tecnologie emergenti, come l’elettrificazione del trainato, che apre nuove possibilità di integrazione tra veicolo e sistema logistico, ridefinendo il ruolo stesso del semirimorchio all’interno del convoglio e della filiera.
“Per la prima volta il semirimorchio smette di essere un semplice ‘posticcio del trattore’ e diventa un elemento attivo nella gestione dell’energia e dell’efficienza del trasporto”.

Case history: il doppio piano Burgers tra efficienza e sostenibilità
Un esempio concreto di questa evoluzione è rappresentato dal semirimorchio a doppio piano Burgers Double Deck Trailer, utilizzato in un progetto sviluppato insieme a Four Sustainable Logistics e Lyreco Italia.
Il principio è semplice ma di forte impatto operativo: aumentare la capacità di carico fino al 60% rispetto a un semirimorchio standard, arrivando a trasportare fino a 55 europallet. Questo consente, in molti casi, di ridurre il numero di viaggi necessari, con effetti diretti su costi, emissioni e gestione dei flussi.
“Quello che fai oggi con tre veicoli, puoi farlo con due: è qui che si genera il vero beneficio, economico e ambientale”, evidenzia Maggi.
Nel caso specifico, il progetto non si limita all’introduzione del mezzo, ma si inserisce in una revisione più ampia dell’organizzazione logistica, dimostrando come l’efficienza non derivi da una singola tecnologia, ma dall’integrazione tra veicolo, operatività e pianificazione.
Per approfondire: link alla versione digitale del numero di On Road con l’articolo dedicato.

Dall’agricoltura alla logistica: una visione estesa
Accanto al trasporto industriale e logistico, Multitrax ha sviluppato una presenza crescente anche nel settore agricolo, con soluzioni dedicate alla movimentazione di materiali legati, ad esempio, alla filiera del biogas e del biometano.

In questo ambito, il semirimorchio assume un ruolo strategico nella connessione tra campo e strada, contribuendo a rendere più efficiente la logistica agricola e a supportare l’evoluzione del settore verso modelli più strutturati e industrializzati.
“L’agricoltura italiana dovrà sempre più separare la produzione dal trasporto: il mezzo agricolo resta nel campo, la logistica va su strada”, spiega Maggi.
La capacità di operare su segmenti diversi, mantenendo coerenza tecnologica e approccio applicativo, rappresenta uno degli elementi distintivi del modello Multitrax.

Verso Transpotec: una sintesi operativa
A trent’anni dalla fondazione, Multitrax si presenta quindi come un operatore capace di tenere insieme esperienza, innovazione e capacità di adattamento. Un percorso che non si esaurisce nella celebrazione dell’anniversario, ma trova una traduzione concreta nelle scelte operative e nella proposta tecnologica.

“Il nostro obiettivo è continuare a evolverci senza perdere ciò che ci ha portato fin qui: concretezza, relazione e capacità di leggere il mercato”.
Un percorso che trova una sintesi concreta nella presenza a Transpotec Logitec 2026, dove Multitrax porta una rappresentazione completa della propria offerta di mezzi e servizi.
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Multitrax negli ultimi anni ha progressivamente ridefinito il proprio ruolo nella filiera. Un’evoluzione che affonda le proprie radici in un percorso costruito nel tempo, fatto di continuità operativa e sviluppo progressivo dell’offerta.
La partecipazione di Multitrax a Transpotec Logitec 2026 rappresenta il punto di convergenza tra strategia, prodotto e applicazione sul campo.



