Il 2026 segna un momento di svolta per la logistica cross-border. L’Unione Europea ha approvato una tassa doganale minima di 3 euro sulle spedizioni e-commerce sotto i 150 euro, misura che entrerà in vigore da luglio e metterà fine all’esenzione per i pacchi di basso valore. In parallelo, diversi Stati membri si muovono con iniziative autonome – dalla Romania all’Italia – delineando un quadro frammentato e in rapida evoluzione. In questo contesto, Spring GDS, attore di riferimento nel settore, sottolinea come la capacità di affrontare regolamentazioni divergenti diventi cruciale. I modelli cross-border tradizionali, basati su alti volumi e margini sottili, sono messi in crisi da queste misure, soprattutto considerando che oltre il 90% delle spedizioni a basso valore proviene dalla Cina. La logistica cross-border dovrà dunque evolvere in chiave strategica: integrando supply chain regionali, soluzioni doganali dedicate e partnership capaci di rispondere con rapidità e precisione alla complessità normativa europea.
Europa orientale e fulfilment ibrido: i nuovi assi della logistica e-commerce
Nel frattempo, le direttrici della logistica cross-border stanno cambiando. L’Europa orientale – con Polonia e Ungheria in prima linea – si conferma come hub emergente per le spedizioni asiatiche grazie a un mix di infrastrutture moderne, efficienza operativa e normativa più snella. Qui, per essere competitivi, è necessario localizzare l’offerta: dai metodi di pagamento – incluso il contrassegno, ancora molto usato – ai modelli di consegna. Spring GDS segnala come il fulfilment stia diventando un nodo centrale delle strategie di logistica cross-border. Il passaggio da un approccio frammentato a uno integrato consente di garantire consegne più rapide, allineamento normativo e scalabilità. I modelli ibridi – che uniscono operatività locale e gestione internazionale – rappresentano oggi la risposta più efficace per le aziende che vogliono crescere nei mercati esteri mantenendo controllo e flessibilità.
Sostenibilità: priorità operativa nella logistica cross-border
La sostenibilità non è più un obiettivo a lungo termine, ma una priorità operativa che attraversa l’intera logistica cross-border. Secondo Spring GDS, il 2026 vedrà un’accelerazione nell’adozione di soluzioni a ridotto impatto ambientale. L’uso del SAF – Sustainable Aviation Fuel – consente già oggi di abbattere fino all’80% delle emissioni nel trasporto aereo. Tuttavia, per generare un cambiamento strutturale servono interventi su più livelli: riduzione dei volumi inutili, ottimizzazione degli imballaggi, tracciabilità dei dati e maggiore collaborazione tra attori della filiera. La logistica cross-border del futuro dovrà essere non solo veloce e conforme, ma anche responsabile. In questo scenario complesso, la logistica si trasforma in leva strategica: non più semplice funzione di supporto, ma motore attivo della competitività globale.



