Pandora affida a Hardis l’evoluzione del WMS per rafforzare la visibilità delle scorte, standardizzare i processi di magazzino e sostenere la crescita della supply chain globale.
La supply chain globale di Pandora entra in una nuova fase di trasformazione con la scelta di Hardis come partner per la modernizzazione del sistema di gestione del magazzino. L’obiettivo della collaborazione è standardizzare e aggiornare le operazioni di warehouse management nelle diverse aree geografiche in cui opera il gruppo, all’interno di un programma più ampio di revisione end-to-end della supply chain. Per il marchio di gioielli, presente in oltre 100 Paesi con siti produttivi e centri di distribuzione in Thailandia, Europa e Nord America, oltre a più di 2.500 punti vendita e a una rete articolata di operatori logistici terzi, la necessità era dotarsi di un’infrastruttura flessibile e scalabile. In questo quadro, Hardis WMS è stato scelto per la capacità di adattarsi alla complessità della rete distributiva e di accompagnarne l’evoluzione. L’implementazione è partita in modo progressivo da Amburgo e Bangkok, mentre l’estensione al centro di distribuzione di Baltimora è prevista per l’estate 2026. La scelta di una diffusione graduale punta a contenere i rischi, validare le integrazioni e assicurare continuità operativa anche nei periodi di maggiore intensità. La supply chain globale diventa così il perno di un riassetto che coinvolge anche ERP, TMS e piattaforme di visibilità.

Visibilità delle scorte e gestione dei flussi
L’intervento sulla supply chain globale si inserisce in un programma di modernizzazione avviato da Pandora per rispondere sia agli obiettivi di sostenibilità sia alla crescente digitalizzazione del retail. Secondo quanto comunicato, il nuovo WMS consente di governare in modo integrato i flussi che vanno dalla produzione alla distribuzione, fino ai diversi canali di vendita e relazione commerciale, inclusi negozi, franchisee, grossisti e partner B2B. Un elemento centrale del progetto riguarda la visibilità delle scorte in tempo reale e la disponibilità di strumenti di reportistica flessibili, utili a supportare decisioni operative più rapide e basate sui dati. La maggiore affidabilità nell’evasione degli ordini e la possibilità di indirizzare il prodotto verso la destinazione più adatta nei tempi corretti sono indicati tra i primi effetti concreti del nuovo assetto. In questo senso, la supply chain globale viene trattata non solo come infrastruttura di supporto, ma come leva operativa per coordinare attività, migliorare il servizio e sostenere la risposta a una domanda distribuita su più regioni e canali. La partnership tra Pandora e Hardis mette quindi in evidenza il ruolo sempre più strategico delle piattaforme software nella gestione di reti logistiche estese e articolate.
I risultati operativi e l’estensione del progetto
I numeri diffusi dalle aziende offrono una prima misura dell’impatto del progetto sulla supply chain globale di Pandora. Attraverso la soluzione Hardis, il gruppo gestisce oggi circa 187 mila articoli al giorno, con picchi che arrivano fino a 660 mila. Allo stesso tempo, il tempo medio di gestione delle criticità è mantenuto entro le quattro ore, mentre gli incidenti gravi risultano ridotti di circa il 50% su base annua. Sono indicatori che, nel testo diffuso, vengono letti come segnali di maggiore stabilità operativa e continuità di servizio. Nelle dichiarazioni riportate, Dawn Swackhamer, vicepresidente Global Operations & Planning Technology di Pandora, sottolinea che l’azienda cercava “un partner in grado di adattarsi alle nostre esigenze”, evidenziando la disponibilità di Hardis a configurare e personalizzare il sistema. Nicolas Odet, presidente e CEO di Hardis Group, richiama invece il peso crescente delle tecnologie in un contesto segnato da volumi in rapida evoluzione e reti distributive più complesse. L’estensione del progetto negli Stati Uniti rappresenta il prossimo passaggio di un piano che mira a rendere la supply chain globale più coordinata, leggibile e resiliente.



