Stefano Biffi, presidente di Paratori, durante la consegna dei 15 nuovi Volvo FH Aero 500 al Truck Center di Alessandria.
Stefano Biffi, presidente di Paratori, e Stefano Corti, AD di Paratori, durante la consegna dei 15 nuovi Volvo FH Aero 500 al Truck Center di Alessandria.

Paratori S.p.A, il trasporto intermodale cresce con i Volvo FH Aero a gas

27 Marzo 2026
2 mins read

Paratori S.p.A. rafforza la flotta con 15 Volvo FH Aero 500 alimentati a gas, consegnati presso il Truck Center di Alessandria, e consolida un modello operativo basato su flessibilità, sostenibilità ed efficienza.

Il trasporto intermodale è al centro della nuova fase di crescita di Paratori, che ha introdotto nella propria flotta 15 Volvo FH Aero 500 alimentati a gas, consegnati al Volvo Truck Center di Alessandria. L’operazione si inserisce in una strategia avviata già nel 2017, quando l’azienda aveva scelto di investire nei carburanti alternativi prima che questa soluzione diventasse una richiesta diffusa del mercato. Oggi Paratori dispone di circa 180 veicoli, oltre 80 dei quali alimentati a LNG, impiegati in segmenti diversi che comprendono siderurgia, grande distribuzione, containeristica, movimento terra e, appunto, trasporto intermodale. Secondo quanto indicato nel comunicato, i veicoli a gas possono ridurre l’impronta di CO2 fino al 100% su base tank-to-wheel se alimentati con bio-LNG e HVO. Il nuovo ingresso dei mezzi Volvo, quindi, non segna una svolta improvvisa, ma il consolidamento di un percorso industriale già impostato. «Abbiamo scelto di investire sui veicoli alimentati a gas quando non era ancora una richiesta del mercato, perché volevamo costruire un modello più solido nel tempo, non inseguire le esigenze del momento», ha dichiarato il presidente Stefano Biffi.

Dalla separazione dalla cooperativa a un gruppo industriale integrato

L’assetto attuale di Paratori deriva da una trasformazione societaria avvenuta tra il 2018 e il 2021, con il progressivo acquisto dalla storica Cooperativa Paratori prima del ramo dei trasporti eccezionali e poi di quello dei trasporti industriali. L’azienda, oggi organizzata come Spa non quotata, ha riunito in una sola struttura attività che spaziano dai trasporti siderurgici alle merci pallettizzate, dalla temperatura controllata ai rifiuti, fino al trasporto intermodale. La società conta circa 175 addetti distribuiti su più sedi operative e ha chiuso il 2025 con un fatturato di 34 milioni di euro. In questo quadro, la sostenibilità non viene presentata come un elemento separato dall’operatività, ma come parte di un equilibrio più ampio fra diversificazione dei servizi, gestione dei mezzi e capacità di risposta ai cambiamenti della domanda. È una linea che emerge anche nella composizione della flotta, costruita attorno al trattore stradale, così da poter cambiare rapidamente configurazione con il semplice abbinamento di un diverso semirimorchio. Una scelta che, secondo l’azienda, ha permesso di mantenere continuità anche nei momenti di maggiore discontinuità del mercato europeo.

Volvo Trucks, LNG e flessibilità operativa

Nel modello Paratori, il trasporto intermodale pesa oggi tra il 40% e il 50% del fatturato e si basa su una filiera integrata che combina primo e ultimo miglio su gomma con tratta centrale su ferro o via traghetto, attraverso i principali terminal del Nord Italia e collegamenti verso Francia, Belgio, Olanda, Spagna e Regno Unito. In questo contesto si inserisce la scelta di Volvo Trucks. I nuovi FH Aero a gas, spiega il comunicato, offrono un’autonomia fra 800 e 900 chilometri, consumi ritenuti competitivi e una continuità operativa favorita anche dal serbatoio ausiliario di gasolio, utile nei casi di sosta prolungata o temporanea indisponibilità dei punti di rifornimento.

Al pacchetto si aggiunge il Servizio per l’operatività Gold, adottato per migliorare il controllo dei costi e la gestione del ciclo di vita dei veicoli. Accanto ai mezzi LNG, Paratori ha inoltre introdotto cinque Volvo FH Classic diesel destinati al movimento terra, ambito in cui, allo stato attuale, non risultano alternative praticabili ai carburanti tradizionali. «La nostra logica è semplice: diversificare, non focalizzarsi su un unico servizio, ma restare flessibili. Il mercato cambia rapidamente, e la flotta deve poter cambiare con lui», ha osservato l’amministratore delegato Stefano Corti.

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