Intervista a Pasquale Taula, amministratore delegato Eurocomi
Le tappe significative di un percorso non si improvvisano, hanno bisogno dell’accurato studio di ogni dettaglio perché il loro risultato si avvicini il più possibile all’eccellenza. È questa la chiave di lettura della genesi della nuova concessionaria Eurocomi di Cagliari, un avamposto centrale nella strategia dell’azienda sarda, mandatario per la regione di Daimler Truck, DAF e Mercedes-Benz Vans, e FIAT Professional per il nord Sardegna: tutto prendeva forma due anni fa con l’idea di assicurare ai clienti del capoluogo dell’isola un hub di vendita e di assistenza moderno e dagli elevatissimi standard qualitativi, con la data del 16 marzo, giorno in cui è partita l’operatività della sede, all’altro capo del filo. “Siamo molto orgogliosi di questa nostra nuova realtà – ha commentato Pasquale Taula, amministratore delegato del gruppo – un immobile non semplicemente adattato al lavoro che deve svolgere, ma progettato fin dai primi tratti sul foglio bianco per essere funzionale all’attività di vendita e di assistenza del veicolo industriale”.


Il lotto si estende per 12.000 metri quadri, con un piazzale in calcestruzzo ideale per supportare il transito dei mezzi pesanti; ospita due showroom, uno dedicato al marchio Mercedes-Benz e l’altro al marchio DAF, un magazzino ricambi di 400 metri quadri, un’accettazione di 200 metri quadri e un’officina di 1.200 metri quadri con 12 accessi, 6 portoni d’ingresso e 6 d’uscita. “I feedback che stiamo ricevendo da parte dei clienti sono entusiastici, d’altra parte ci troviamo in una posizione straordinaria, all’ingresso di Cagliari, sulla statale 131: impossibile non entrare nel campo visivo di chi transita in zona”. È altrettanto difficile è non ammirare l’eleganza della struttura, scritta attraverso gli stilemi dei due brand rappresentati, con Mercedes-Benz che colora muri e ambienti con il suo bel nero istituzionale e DAF che a livello esterno propone un grigio scuro: una combinazione di tonalità che conferisce al colpo d’occhio una sua significativa bellezza. “Devo dire che anche i circa venti dipendenti – rileva l’imprenditore – al lavoro nella nuova realtà si sentono a loro agio: il cambio di sede è stato programmato certo per i clienti e la loro comodità, ma anche per chi passa la giornata all’interno degli spazi della concessionaria: non dimentichiamo mai che le persone appassionate di questo settore sono sempre meno e quando le troviamo e le formiamo abbiamo poi il dovere di fare tutto quello che è in nostro potere per trattenerle. Sì, anche costruendogli intorno una concessionaria nuova di zecca”.


Per quanto Eurocomi sia presente su Cagliari da tredici anni, e il nuovo step si configuri dunque come un cambio di residenza per una realtà che ha già eletto il suo domicilio in città da diverso tempo, le prospettive oggi si ampliano notevolmente. “In queste poche settimane abbiamo già visto il mercato rispondere bene agli stimoli proposti, e stiamo dunque immaginando di potenziare le risorse, perché proprio per la sua posizione strategica questa è una struttura con tanto afflusso, anche walk-in, e quindi necessita di una copertura totale in accoglienza, di persone in magazzino ricambi che possano supportare al meglio l’officina, ma anche di venditori, perché se aumenta il business crescono anche le nuove occasioni”.
Un grande entusiasmo e una nuova sfida rese ancora più interessanti e di valore se si pensa che la Sardegna presenta un immatricolato di veicoli industriali inferiore alla media nazionale. “I numeri sono completamente diversi da regioni come Lombardia e Veneto – precisa Taula – e anche le distanze, o meglio, il tempo per coprirle, richiedono una presenza diversa sul territorio. Quindi se da una parte il venduto potrebbe autorizzarci ad avere solo una concessionaria, in realtà un dealer come Eurocomi per raggiungere la maturità e coprire bene la sua zona di riferimento è obbligato a organizzare un numero di avamposti superiore al valore del mercato. Lo dobbiamo fare se vogliamo essere davvero vicini ai nostri clienti. E comunque a ripagarci ampiamente di questo impegno supplementare c’è la fortuna di vivere in Sardegna” – scherza l’intervistato.


La famiglia Taula, impegnata da oltre 40 anni nell’attività di trasporto e commercializzazione di prodotti petroliferi, con l’acquisizione del mandato DAF nel 2000 e dei mandati Mercedes-Benz e Fuso nel 2011, è presente oggi sul territorio con la sede di Cagliari, quella di Sassari, dove ai mandati già menzionati si è aggiunto lo scorso anno quello di Fiat Professional, e un ufficio commerciale ad Olbia. “Anche lì avremo presto una sede: la ricerca dell’immobile in Gallura è avviata e abbiamo già posato lo sguardo su qualche soluzione. Prima però vogliamo consolidare l’investimento su Cagliari e dedicare alla nostra nuova sede un momento di inaugurazione che verrà inserito a calendario prima o dopo l’estate”. “In questo momento – aggiunge il manager – l’altro nostro grande impegno è lo sviluppo del progetto DAF in Toscana: siamo molto orgogliosi che il brand ci abbia scelto per rappresentarlo sul territorio di sette delle dieci province della regione, quelle che insieme rappresentano il 90 per cento dell’immatricolato totale. E’ una sfida importante, molto ambiziosa, ma che stiamo affrontando con un grande entusiasmo e con il supporto del brand”.

Un concessionario dunque in espansione territoriale, animato da quella passione e quella voglia di fare che si legge nello sguardo e nel tono di voce di Pasquale Taula e di Monica Virdis, sua moglie, che dell’azienda cura marketing e comunicazione. Imprenditori giovani che hanno tutta l’energia per affrontare un momento complesso per il settore, che vede i dealer in una difficile posizione intermedia tra le necessità dei marchi che rappresentano e quelle dei clienti. Soprattutto sul tema della transizione. “C’è stato un momento – ricorda Taula -, verso il 2023, in cui tutti parlavano solo di elettrificazione. È seguito un periodo di clamoroso raffreddamento, con il mercato che ha dovuto spiegare ai costruttori come il tema non potesse essere validato solo dall’ideologia politica. È la domanda a costruire il business, non l’offerta: i produttori possono investire e impegnarsi a costruire ciò che per legge deve essere venduto, ma se nessuno acquista si verifica un cortocircuito. E noi siamo in equilibrio tra i progetti industriali delle case e un mercato di veicoli elettrici che se intorno al 2022-2023 c’era l’idea che in pochi anni avrebbe raggiunto le mille immatricolazioni, in realtà nel 2025 ne ha recepiti solo 70. Di cui due consegnati da Eurocomi”.



È stata la storica realtà sarda Produttori Arborea, che dagli anni Cinquanta unisce agricoltori e allevatori, a ritirare una motrice allestita con vasca ribaltabile eActros 300 e un eCanter 7C18e cassonato. “Sì – spiega Pasquale Taula -, abbiamo sul petto la medaglia dei concessionari che hanno venduto il primo veicolo elettrico in Sardegna: noi li stiamo proponendo con entusiasmo, avendoli sia in gamma Daimler Truck che DAF, con tutta la famiglia degli Electric: sono ottimi veicoli e abbiamo anche avuto dei cenni di interesse da parte di alcuni clienti. Tutti per ragioni diverse dal ritorno economico: chi per motivi di immagine, chi per i supporti statali, alcuni anche per orientamento personale, e penso ad un’azienda con il parco vetture interamente elettrico e un impianto fotovoltaico a generare l’energia richiesta per la movimentazione dei mezzi”.
“Gli aiuti – risponde Taula a precisa domanda sul fondo che verrà distribuito all’autotrasporto a partire dal prossimo anno – sono importanti, ma i mercati creati dai supporti governativi hanno un inizio e una fine. Se si vuole costruire un meccanismo stabile, bisogna realizzare condizioni che siano altrettanto stabili nel tempo, che non siano legate solo al veicolo, ma anche alla produzione, alla distribuzione, alla fiscalità, al costo dell’energia. Noi siamo il penultimo anello della catena, non abbiamo driver decisionali particolari: a scrivere le regole è l’Unione europea e se arrivano indicazioni, volenti o nolenti, le dobbiamo seguire. Facciamo la nostra parte sulla transizione, con criterio però. Ad esempio a Cagliari abbiamo sviluppato 80 kW di fotovoltaico e mettiamo a disposizione le colonnine sia per ricaricare i van che i truck: si tratta di strutture funzionali all’attività di pre-consegna e di consegna. Non crediamo siano necessarie all’interno della nostra sede, ma più in generale di qualunque concessionario, impianti fast charge utili all’attività quotidiana. È giusto che il cliente si organizzi con la propria infrastruttura in azienda, piuttosto che programmi le tratte in modo da sfruttare la ricarica pubblica, o meglio ancora l’eventuale disponibilità del committente. Trovo concettualmente sbagliato immaginare di trasformare i concessionari in distributori di energia; del resto, per 50 anni non siamo stati rifornitori di carburanti. Senza parlare del fatto che si intaserebbero le officine e i piazzali”.

Un atteggiamento lucido e pragmatico, quello di Pasquale Taula, che trova la sua risonanza anche nella visione dei costruttori che rappresenta: tanto sui truck che sui van i brand che vengono consegnati nella bella sede di Cagliari appartengono a gamme che fanno della pluralità tecnologica il loro credo, rispondendo con alimentazioni diverse alle varie esigenze di trasporto. “Stanno andando molto bene tanto la gamma diesel di DAF quanto l’Actros L ProCabin, con il quale abbiamo tra l’altro riconquistato clienti storici Mercedes-Benz che si erano nel tempo allontanati dal marchio e l’hanno oggi riabbracciato grazie a questo veicolo super efficiente”. “A proposito della Stella – chiediamo a Taula – sappiamo che per quanto riguarda Mercedes-Benz Vans siete in attesa dell’entrata in vigore del modello di agenzia: qual è il suo pensiero al riguardo?” “La scadenza – riprende l’imprenditore – dopo vari rinvii è stata fissata al mese di ottobre, ma sappiamo già che verrà ulteriormente prorogata. In molte nazioni, e non solo in Germania, il progetto è partito e ci aspettiamo che presto o tardi anche l’Italia verrà coinvolta. Anche qui, quando le grandi decisioni vengono prese dall’alto, non si può sempre partire con il piede di guerra: concettualmente siamo concessionari per gli altri brand e per coerenza di gestione preferiremmo rimanere tali per tutti, però se cambieremo ruolo sui van vorrà dire che valorizzeremo gli aspetti positivi del contratto di agenzia”. Ancora una volta una dimostrazione di quella flessibilità che, se ben bilanciata con la tutela dei propri interessi – e la famiglia Taula, a giudicare dai risultati e dal percorso che la vede protagonista da decenni sul panorama dell’autotrasporto italiano, sa farlo – è in grado di portare i risultati sperati meglio dell’aggressività di tante inutili prese di posizione.


