Intervista a Massimiliano Perri, direttore generale IVECO Italia
Esprime soddisfazione Massimiliano Perri, direttore generale IVECO Italia, per le performance del brand e in generale per la chiusura di un anno che, caratterizzato nel primo semestre da una flessione nella domanda, ha mostrato nella seconda parte dell’anno una ripresa significativa, portando il mercato complessivo a circa 89 mila immatricolazioni, uno dei migliori risultati degli ultimi quindici anni. In questo contesto, IVECO ha registrato oltre 22.000 immatricolazioni, “un dato – commenta il manager – che conferma la nostra forza commerciale e l’efficienza della nuova gamma, nel suo primo anno completo di commercializzazione. Si tratta di un risultato importante, che premia ancora una volta l’impegno della rete e la fiducia dei clienti nella qualità dei nostri prodotti e servizi. Chiudiamo quindi il 2025 con basi solide, pronti ad affrontare il 2026 con la determinazione che da sempre ci contraddistingue”.

Quali sono state le linee guida che hanno accompagnato il complesso delle vostre attività nei confronti dei clienti?
Come sempre, abbiamo lavorato in estrema sinergia con i nostri clienti, supportando le loro esigenze con continuità di servizio, interventi rapidi e soluzioni in grado di incidere sul costo totale di utilizzo. La nuova gamma, più efficiente e tecnologicamente avanzata, insieme ai nostri servizi digitali, ha infatti contribuito a ottimizzare consumi, manutenzione e stili di guida. È stato anche un anno ricco dal punto di vista relazionale: abbiamo celebrato i 50 anni di IVECO insieme a clienti, dealer e partner, e abbiamo rinnovato la nostra presenza in iniziative che animano il Paese, come il Giro d’Italia e l’ETRC di Misano, creando occasioni di incontro ed esperienze esclusive. Parallelamente, abbiamo accompagnato i clienti nel percorso di transizione energetica con un approccio pragmatico, orientato alla scelta della tecnologia più adatta alle diverse applicazioni e lo stesso spirito ci guiderà nel corso di quest’anno.
Quali sono state le maggiori difficoltà che avete raccolto dai vostri clienti nell’esercizio della loro attività, e come i vostri prodotti e servizi li hanno aiutati a contenere i loro costi?
Il settore ha dovuto affrontare una serie di fattori che hanno messo sotto pressione l’operatività delle aziende e che hanno inciso in modo significativo sulla redditività del settore. A questo si è aggiunta l’esigenza di mantenere un elevato livello di efficienza delle flotte, con un’età media del parco circolante che continua a essere un elemento strutturale di difficoltà. Anche sul fronte degli investimenti abbiamo osservato un atteggiamento più prudente, dovuto alla necessità di valutare con attenzione le diverse soluzioni energetiche emergenti. Per rispondere a queste esigenze abbiamo messo a disposizione veicoli di nuova generazione, progettati per ridurre consumi e costi di manutenzione, e abbiamo rafforzato i servizi digitali e telematici che aiutano a ottimizzare la gestione della flotta. Anche le nostre soluzioni finanziarie flessibili hanno rappresentato un supporto concreto.

Come prevede che il mercato dei veicoli industriali possa evolversi nel 2026?
Per il 2026 prevediamo un mercato stabile, sostenuto dalla necessità di rinnovo delle flotte e dalla disponibilità di incentivi più strutturati e continuativi. Persistono alcuni elementi di incertezza macroeconomica che potrebbero limitarne la crescita, ma la domanda strutturale rimane solida e rappresenta un fattore stabilizzante. Parallelamente, ci aspettiamo che un mix energetico assuma un peso sempre più crescente nelle decisioni strategiche delle imprese.
Quale sarà la vostra strategia di vendita nel nuovo anno in termini di prodotti e servizi?
La strategia sarà focalizzata sul consolidamento della nuova gamma, anche a fronte dell’adeguamento alle normative, e sull’ampliamento dell’offerta di servizi integrati. Puntiamo a rafforzare ulteriormente il supporto ai clienti attraverso connettività avanzata, manutenzione predittiva e soluzioni finanziarie pensate per ottimizzare il ciclo di vita del veicolo. Allo stesso tempo, proseguiremo nel percorso di accompagnamento alla transizione energetica, offrendo tecnologie diversificate e sostenibili, e affiancando i clienti nella scelta della soluzione più adatta al loro modello operativo.


Quali sono gli step che seguirete nel prossimo anno in tema di transizione energetica?
Il 2026 proseguirà nel solco della nostra strategia basata su un approccio realmente multienergetico. Continueremo a valorizzare il ruolo del metano e del bioLNG, tecnologie già pienamente operative e in grado di garantire benefici concreti in termini di emissioni sulle lunghe percorrenze. Accanto a questo, manterremo centrale l’impiego dei motori diesel di ultima generazione compatibili con HVO, una soluzione altrettanto efficace in ottica di decarbonizzazione. Parallelamente, svilupperemo ulteriormente l’offerta elettrica nei segmenti dove questa tecnologia oggi è più adatta, integrandola in un portafoglio che mira a rispondere in modo concreto e pragmatico alle diverse esigenze applicative dei nostri clienti e, in prospettiva futura, proseguiremo nello sviluppo dell’idrogeno.
State portando avanti test importanti sulla guida autonoma: quali sono dal vostro punto di vista le tempistiche e la portata di questo cambiamento?
Come recentemente annunciato, avvieremo in Spagna un nuovo programma di guida autonoma di Livello 4 insieme a PlusAI, con IVECO S-Way che opereranno sul corridoio logistico tra Madrid e Saragozza. Si tratta dei primi test di questo livello nell’Europa meridionale e rappresentano un passo importante nel percorso che stiamo portando avanti da anni sul fronte dell’automazione. I test saranno pluriennali e prevedono la presenza di un operatore di sicurezza a bordo, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni sempre più affidabili. Per noi la guida autonoma è una tecnologia destinata a trasformare profondamente la sicurezza e l’efficienza del trasporto, ma sarà un’evoluzione graduale, che richiederà tempo e un avanzamento parallelo delle tecnologie, delle normative e delle infrastrutture.

Il mercato 2025 ha chiuso in contrazione: quali sono le urgenze secondo lei da affrontare politicamente per invertire la tendenza e in generale per migliorare la competitività delle aziende di trasporto nazionali?
La contrazione del mercato evidenzia la necessità di misure che sostengano la competitività delle imprese di trasporto e che favoriscano il rinnovo del parco circolante. Sarebbe utile rendere strutturali e programmabili gli incentivi agli investimenti, così da permettere alle aziende di pianificare in modo efficace il rinnovamento delle flotte. È altrettanto importante garantire un quadro normativo che supporti tutte le tecnologie in grado di contribuire alla riduzione delle emissioni, senza penalizzare operativamente le imprese.
Come giudica le misure adottate dalla Legge di bilancio 2026 nella parte dell’incentivazione all’acquisto di nuovi veicoli?
L’introduzione di un fondo pluriennale rappresenta un passo importante verso una pianificazione degli investimenti più stabile. Sarà fondamentale che questo strumento venga attuato nel rispetto della neutralità tecnologica e includa tutte le soluzioni capaci di contribuire alla riduzione delle emissioni, comprese le tecnologie compatibili con biocarburanti e le soluzioni zero emissioni, anche tramite formule come il noleggio a lungo termine.



