Per capire quanto sia articolato il mondo della mobilità ferroviaria basta fermarsi su un gesto apparentemente semplice: frenare un treno. Dietro quella che, per il passeggero, è un’azione quasi invisibile si muove infatti una catena di tecnologie che deve funzionare con una precisione assoluta. Elettronica, software, meccanica e sistemi pneumatici devono dialogare tra loro, mentre ogni componente deve garantire sicurezza, affidabilità e disponibilità nel corso di un ciclo di vita che può durare decenni.
È partendo da questa prospettiva che abbiamo visitato lo stabilimento Wabtec di Piossasco, in occasione del press trip organizzato dall’azienda, avendo la possibilità di osservare da vicino non soltanto la realtà produttiva piemontese, ma anche il posizionamento di Wabtec nel mercato ferroviario globale e, soprattutto, il ruolo della divisione Transit. “Con oltre 155 anni di storia alle spalle – ha precisato Filippo Scotti, Presidente di Rolling Stock Component Group e Country Strategic Sponsor per l’Italia -, Wabtec è oggi una realtà industriale globale attiva nei settori Freight, merci, e Transit, passeggeri. Il gruppo opera in più di 50 Paesi, conta circa 31 mila dipendenti e nel 2025 ha fatturato 11,2 miliardi di dollari“. Una dimensione costruita attraverso una lunga storia di sviluppo tecnologico e acquisizioni, che ha portato sotto lo stesso cappello competenze differenti ma complementari. Il portafoglio del settore Transit comprende porte ferroviarie, sistemi HVAC, sistemi frenanti, accoppiatori, soluzioni per la raccolta dell’energia, sistemi di sicurezza e rilevazione incendi, prodotti in carbonio e grafite, sistemi informativi e soluzioni per le porte di banchina. A questi si aggiungono le attività di service, manutenzione, revisione e ricambi. Una gamma che consente a l’azienda di presentarsi ai costruttori e agli operatori non come semplice fornitore di singoli componenti, ma come partner lungo l’intero ciclo di vita del veicolo.

Dalla componentistica al sistema
Durante l’incontro, Alessandro Strobbia, Group Vice President, Transit Operations di Wabtec, e Paolo Pagliero, Vice President of Engineering for Wabtec Transit, hanno illustrato la struttura industriale e ingegneristica della sussidiaria Transit, sottolineando quanto la dimensione globale sia oggi indispensabile per sostenere un mercato nel quale i progetti ferroviari hanno caratteristiche, normative e richieste molto diverse da Paese a Paese. La rete Wabtec Transit comprende 56 siti manifatturieri distribuiti su cinque continenti, con una concentrazione particolarmente forte in Europa e Africa. Ma alla capacità produttiva si affianca quella di ricerca e sviluppo: 12 centri R&D, 2.400 brevetti attivi nel mondo, circa 200 nuovi brevetti depositati ogni anno e 55 milioni di euro di investimenti annuali. Numeri che raccontano una strategia nella quale innovazione e industrializzazione procedono insieme. Anche perché nel ferroviario non basta sviluppare una tecnologia: occorre poterla validare, industrializzare e poi mantenerla efficiente per tutta la vita del treno. Un esempio particolarmente significativo arriva proprio dal sistema frenante. Quello che viene percepito come un singolo dispositivo è in realtà un sistema coordinato nel quale elettronica, software, meccanica e alimentazione pneumatica lavorano insieme. La frenata rappresenta l’ultima linea di difesa per garantire l’arresto del convoglio e, per questo, la progettazione è accompagnata da attività di validazione sempre più sofisticate. La simulazione virtuale permette di ridurre i prototipi fisici, accelerare i cicli di sviluppo, automatizzare i test e verificare il comportamento dei sistemi anche attraverso simulazioni di guasto. A tal proposito a Piossasco è presente il Multi-Axle Roller Rig, un simulatore che riproduce la perdita di aderenza della ruota sulla rotaia, per studiare un tema tutt’altro che secondario: pioggia, neve, olio o foglie possono modificare le condizioni di contatto e allungare lo spazio di frenata, incidendo sulla sicurezza ma anche sulla puntualità, sulla capacità della linea e sui costi di manutenzione.

L’Italia torna al centro
Se la dimensione internazionale è uno dei pilastri della strategia Wabtec, l’Italia, con i suoi quattro stabilimenti e oltre 1.110 dipendenti, rappresenta un mercato particolarmente interessante. Michele Chiantini, Chief Country Officer & Head of Italy Services, ha delineato durante l’incontro un quadro nel quale il nostro Paese pesa per il 23 per cento dell’installato ferroviario europeo. Dal 2020 sono stati investiti 55 miliardi di euro nel settore ferroviario attraverso le risorse del PNRR, mentre il rinnovo della flotta ha portato a oltre 900 nuovi treni. Lo stabilimento di Piossasco, operativo nella sede attuale dal 1972, ha una superficie di 22.000 m² e dà lavoro a 674 dipendenti; è il centro dedicato al sistemi frenanti e la generazione dell’aria compressa, con i suoi sistemi incaricati di fermare tra gli altri i Frecciarossa 1000, gli ETR.500, gli ETR.700 e gli AGV 575 di Italo. Camisano è il centro di competenza per i dischi freno e i freni magnetici; Avellino è specializzato nei materiali d’attrito; Casalecchio di Reno è invece il centro di competenza per i sistemi antincendio. Una presenza che permette di lavorare a stretto contatto con i clienti e, nello stesso tempo, di mettere a disposizione il patrimonio tecnologico del gruppo. Il mercato, del resto, ha esigenze che vanno oltre la semplice fornitura del componente: efficienza energetica, digitalizzazione e soluzioni intelligenti sono diventati elementi centrali, così come il TCO e la capacità di accompagnare il veicolo lungo tutto il suo ciclo di vita. Per gli operatori, infatti, acquistare un sistema significa anche poter contare su manutenzione, ricambi, aggiornamenti e capacità di intervento quando il treno è in servizio. È una logica che attraversa tutto il portafoglio Wabtec nella direzione di ampliare progressivamente l’integrazione fra prodotti, servizi e dati.


Il valore della prossimità
È forse questo il punto più interessante emerso dalla visita di Piossasco. In un settore nel quale la scala globale è indispensabile per sostenere ricerca e investimenti, la vicinanza al cliente continua a fare la differenza. Wabtec tiene insieme le due dimensioni: da una parte una piattaforma tecnologica e industriale mondiale, dall’altra competenze e strutture radicate nei singoli mercati. Perché, alla fine, la sfida del ferroviario non è soltanto far partire un treno. È fare in modo che continui a viaggiare, fermarsi e ripartire in sicurezza, giorno dopo giorno, per tutta la sua vita utile.



