Il prezzo gasolio resta alto mentre il petrolio torna a salire per la crisi Iran-Stretto di Hormuz. Ruote libere segnala distorsioni nella filiera e ritardi del Governo sugli interventi.
Il prezzo gasolio continua a mantenersi su livelli elevati in un contesto internazionale sempre più instabile, segnato da nuove tensioni sul mercato energetico globale. Dopo il recente calo, il petrolio ha registrato un rimbalzo di circa il 3%, con il Brent oltre i 103 dollari al barile e il WTI vicino ai 97 dollari, spinto dai timori per l’interruzione delle forniture nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per circa il 20% del commercio mondiale di greggio e gas naturale liquefatto. Il conflitto in corso tra Stati Uniti, Israele e Iran — giunto alla terza settimana — sta infatti riducendo i flussi e alimentando il rischio di ulteriori rincari energetici. Nonostante questa volatilità, il prezzo gasolio in Italia resta ancorato intorno a 1,90-1,92 euro al litro, confermando un disallineamento tra dinamiche della materia prima e prezzi alla pompa. Secondo Ruote Libere, il meccanismo appare ormai consolidato: rapide reazioni agli aumenti, lentezza marcata nel recepire i ribassi.
Pressioni speculative e tensioni globali
Il prezzo gasolio continua a mantenersi su livelli elevati in un contesto internazionale sempre più instabile, segnato da nuove tensioni sul mercato energetico globale. Dopo il recente calo, il petrolio ha registrato un rimbalzo di circa il 3%, con il Brent oltre i 103 dollari al barile e il WTI vicino ai 97 dollari, spinto dai timori per l’interruzione delle forniture nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per circa il 20% del commercio mondiale di greggio e gas naturale liquefatto. Il conflitto in corso tra Stati Uniti, Israele e Iran — giunto alla terza settimana — sta infatti riducendo i flussi e alimentando il rischio di ulteriori rincari energetici. Nonostante questa volatilità, il prezzo gasolio in Italia resta ancorato intorno a 1,90-1,92 euro al litro, confermando un disallineamento tra dinamiche della materia prima e prezzi alla pompa. Secondo Ruote Libere, il meccanismo appare ormai consolidato: rapide reazioni agli aumenti, lentezza marcata nel recepire i ribassi.
Governo e accise: misure ancora rinviate
Sul fronte interno, resta centrale il tema degli interventi pubblici. Le dichiarazioni del ministro Matteo Salvini, che ha riconosciuto possibili speculazioni a monte della filiera, vengono giudicate insufficienti senza azioni concrete. Il prezzo gasolio continua infatti a pesare in modo significativo sui bilanci dell’autotrasporto, settore chiave per la logistica nazionale. Particolarmente criticata la mancata attivazione delle accise mobili: uno strumento che consentirebbe di compensare gli aumenti attraverso il gettito fiscale aggiuntivo derivante dall’Iva. In assenza di misure tempestive, sottolinea Ruote Libere, il comparto resta esposto a una combinazione di fattori — tensioni internazionali, aspettative speculative, rigidità della filiera — che rischia di consolidare livelli di prezzo elevati anche in presenza di variazioni favorevoli del petrolio.
Filiera e responsabilità: il richiamo di Franchini
Su questo punto interviene direttamente la presidente di Ruote Libere, Cinzia Franchini, che richiama la necessità di un cambio di approccio più che di nuove misure. “Non siamo di fronte a un problema di mercato, ma a un problema di sistema”, afferma, indicando come le attuali dinamiche consentano a parte della filiera di sospendere o rinviare gli adeguamenti, trasferendo di fatto il peso economico sugli operatori più esposti. Una criticità che, secondo Franchini, non riguarda episodi isolati ma un meccanismo ormai strutturato, reso possibile da un equilibrio contrattuale sbilanciato e da controlli poco incisivi. Da qui la richiesta di interventi mirati: rendere automatico e uniforme l’adeguamento del costo carburante e garantire una responsabilità più chiara lungo tutta la catena logistica. “Finché sarà possibile congelare gli adeguamenti e scaricare i costi sui più piccoli – conclude – non esisterà alcun equilibrio nel settore”.


