Nella revisione EU-ETS, ALIS valuta positivamente alcuni passaggi su investimenti e coordinamento con imo, ma richiama criticità su continuità territoriale, back shift e competitività
La revisione EU-ETS proposta dalla Commissione europea conferma l’intenzione di mantenere il sistema ETS come perno delle politiche di decarbonizzazione del trasporto marittimo, ma lascia ancora aperti diversi punti considerati sensibili dal settore logistico e armatoriale italiano. ALIS, che ha seguito il dossier anche dopo una recente missione istituzionale a Bruxelles, rileva alcuni elementi ritenuti coerenti con le richieste avanzate dall’associazione negli ultimi mesi, pur giudicando il quadro complessivo non del tutto soddisfacente. Marcello Di Caterina, vicepresidente e direttore generale di ALIS, osserva che il testo “conferma la volontà dell’Unione Europea di mantenere l’ETS come strumento centrale delle politiche di decarbonizzazione del trasporto marittimo” e, allo stesso tempo, “pur non risultando pienamente soddisfacente per la nostra Associazione e per le imprese del comparto, recepisce alcune istanze che ALIS sostiene da tempo”. Secondo l’associazione, la revisione EU-ETS non rappresenta soltanto un intervento tecnico sul meccanismo di scambio delle emissioni, ma anche un tentativo di riequilibrare il rapporto tra obiettivi climatici, competitività industriale e diritto internazionale marittimo. In questa lettura si colloca il giudizio articolato espresso da ALIS: un riconoscimento di alcuni passi in avanti, insieme alla richiesta di correttivi ulteriori su misure ritenute decisive per i collegamenti marittimi, l’intermodalità e la tenuta competitiva delle imprese.
Investimenti, innovazione e coordinamento con imo
Tra gli aspetti accolti con favore da ALIS nella revisione EU-ETS c’è il riconoscimento della necessità di accompagnare la transizione ecologica con strumenti di sostegno economico e industriale. Di Caterina sottolinea: “Prendiamo atto con favore del fatto che Bruxelles abbia riconosciuto la necessità di accompagnare la transizione ecologica con strumenti concreti di sostegno agli investimenti e all’innovazione”. In questo quadro l’associazione segnala l’istituzione del Sustainable Maritime Alternative Propulsion, insieme agli altri strumenti finanziari previsti, come un primo segnale nella direzione indicata da tempo dal comparto. Per ALIS si tratta infatti di un passaggio che recepisce il principio secondo cui una quota rilevante delle risorse generate dal trasporto marittimo debba essere reindirizzata allo stesso settore, per sostenerne la trasformazione energetica e tecnologica. Un altro elemento valutato positivamente riguarda il rafforzamento delle misure contro l’elusione e le distorsioni concorrenziali, così come l’impegno della Commissione a evitare future sovrapposizioni tra ETS europeo e il sistema di carbon pricing che sarà introdotto dall’imo. Anche su questo fronte, secondo ALIS, emergerebbe un primo riscontro concreto alle richieste portate all’attenzione delle istituzioni europee nel confronto degli ultimi mesi.
Continuità territoriale, back shift e competitività
Il giudizio sulla revisione EU-ETS resta tuttavia critico su alcune questioni centrali per il sistema logistico e marittimo italiano. ALIS rileva che la Commissione ha confermato e prorogato le deroghe già esistenti per alcune tratte e territori specifici, ma non ha previsto un’esenzione generale per i collegamenti di continuità territoriale con le isole, soluzione sostenuta dall’associazione, dal cluster marittimo e dalle istituzioni italiane. Per Di Caterina, “restano tuttavia aperte alcune questioni fondamentali per il sistema logistico e marittimo italiano”. Tra queste, l’associazione segnala anche l’assenza di un meccanismo automatico e giuridicamente vincolante contro il rischio di back shift modale, cioè lo spostamento dei traffici dal mare alla strada. Un fenomeno che, nella lettura di ALIS, potrebbe incidere negativamente sia sulla competitività delle imprese attive nell’intermodalità sia sugli stessi obiettivi ambientali europei. La posizione finale dell’associazione è quindi improntata a una linea di confronto aperta ma prudente. Di Caterina conclude: “Continueremo a lavorare con le istituzioni europee e nazionali affinché il percorso di decarbonizzazione sia accompagnato da adeguate e concrete garanzie per la competitività delle imprese e dell’intero comparto dei trasporti, la tutela dei collegamenti strategici e lo sviluppo sostenibile della logistica italiana ed europea”.


