La revoca della concessione venticinquennale che affidava a CK Hutchison la gestione dei porti di Cristobal e Balboa ha generato nuove frizioni tra la Cina e Panama. La decisione è stata presa dalla Corte Suprema panamense, che ha dichiarato il contratto “incostituzionale”. Pechino, attraverso l’amministrazione di Hong Kong, ha reagito formalmente convocando il console panamense in città per esprimere una protesta ufficiale. Il Segretario al Commercio di Hong Kong, Algernon Yau Ying-wah, ha definito la sentenza “dannosa per la credibilità nazionale” e ha ribadito che le imprese cinesi devono poter operare in un contesto giuridico stabile e prevedibile. Nel frattempo, CK Hutchison ha avviato un arbitrato internazionale per contestare la revoca.
Rivalità geopolitiche sullo sfondo del Canale
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di competizione strategica tra Stati Uniti e Cina nell’area latinoamericana. La concessione a CK Hutchison era stata rinnovata nel 2021, ma le tensioni sono esplose dopo le pressioni esercitate dall’ex presidente USA Donald Trump, che aveva sollecitato Panama a interrompere il rapporto contrattuale. La Corte dei conti panamense ha avviato una revisione, culminata nella sentenza che ha annullato l’accordo. Il presidente panamense José Raúl Mulino ha difeso la decisione, sostenendo l’autonomia del potere giudiziario e rifiutando interferenze esterne.
Porti temporaneamente a Maersk, incerto il futuro
A seguito della sentenza, la gestione dei due scali è stata affidata in via provvisoria alla compagnia danese Maersk, in attesa di una nuova gara. CK Hutchison, attiva sul Canale dal 1997 tramite la controllata Panama Ports Company, perde così due snodi strategici per il commercio globale. L’episodio rischia di incidere negativamente sulla presenza cinese nella regione e di raffreddare i rapporti bilaterali, proprio in una fase di crescente polarizzazione internazionale.



