Rhenus consolida la sostenibilità logistica con governance più strutturata, nuovi KPI, progressi su sicurezza, riciclo e trasporti a basse emissioni.

Report di sostenibilità logistica, Rhenus rafforza governance e KPI globali

9 Giugno 2026
2 mins read

Nel report di Rhenus la sostenibilità logistica ha assunto un impianto più strutturato, tra target climatici, controllo dei dati, sicurezza sul lavoro e servizi a basse emissioni

La sostenibilità logistica ha segnato per Rhenus un passaggio di sistema: il gruppo ha descritto un’evoluzione che ha portato il tema oltre la somma di singole iniziative, inserendolo in un impianto più uniforme, misurabile e applicabile su scala globale. Al centro del percorso ci sono stati il rafforzamento della governance, l’armonizzazione dei processi operativi e una base dati più solida, costruita per rendere più omogenea la gestione delle performance ESG nelle diverse attività del gruppo. In questo quadro si sono collocati l’adesione alla Science Based Targets initiative, la definizione delle baseline emissive, lo sviluppo delle metodologie di target-setting e una roadmap di decarbonizzazione più dettagliata. A consolidare il percorso hanno contribuito anche la verifica indipendente del report e il rating EcoVadis Platinum, che ha collocato Rhenus tra le realtà più avanzate sul piano ESG. Joana Baetz, Member of the Board con responsabilità per HR, Sustainability e Compliance, ha osservato: “Il 2025 ha segnato un passo decisivo nel modo in cui gestiamo la sostenibilità in Rhenus. Oggi disponiamo di un sistema integrato e armonizzato, che ci consente di gestire le performance in modo coerente, trasparente e su scala globale”.

Trasporti, sicurezza e riciclo

La sostenibilità logistica è emersa anche nei risultati operativi. Tra gli interventi indicati da Rhenus figurava la chiatta ibrida Mannheim I+II per il trasporto fluviale, progettata per ridurre fino al 72% le emissioni di CO₂ e NOx rispetto ai sistemi tradizionali; con l’impiego di carburanti alternativi come HVO100, la riduzione poteva arrivare fino al 90%. L’imbarcazione era stata sviluppata anche per mantenere flessibilità operativa lungo il Reno in condizioni difficili, compresi i bassi livelli dell’acqua. Sul fronte della sicurezza, il gruppo aveva archiviato l’anno senza incidenti mortali e con un miglioramento degli indicatori: la frequenza degli infortuni era scesa a 9,70 da 13,8, mentre l’indice di gravità era passato a 18,10 da 20,10. Sul piano ambientale, Rhenus aveva indicato 106.449 tonnellate di rifiuti prodotte, con oltre 98.000 tonnellate sottratte alla discarica e quasi interamente riciclate. Numeri che hanno rafforzato la lettura della sostenibilità logistica come leva di gestione operativa e di controllo del rischio.

Dal framework ai servizi sostenibili

Accanto agli aspetti ambientali e industriali, Rhenus aveva segnalato progressi anche nelle risorse umane e nella governance, con l’aggiornamento delle policy globali, l’introduzione di Workday per il monitoraggio dei KPI e il rafforzamento del Compliance Management System, inclusi interventi su anticorruzione, antitrust e whistleblowing. La fase successiva veniva indicata come quella del passaggio dall’impostazione dei sistemi alla loro applicazione più concreta, con KPI più efficaci, dati più robusti e un’offerta di servizi sostenibili maggiormente orientata al mercato. Juthaporn Srinang, Group Director of Sustainability, ha sintetizzato così questo snodo: “Oggi disponiamo di basi molto più solide, soprattutto in termini di qualità dei dati e governance, e di integrazione della sostenibilità nei processi operativi”. Nella prospettiva del gruppo, la sostenibilità logistica avrebbe dovuto trasformarsi sempre più in pratica scalabile, coerente con il business e con i servizi offerti ai clienti, mentre Rhenus puntava a rendere più misurabile il valore prodotto lungo la supply chain.

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