Carlo De Ruvo richiama l’impatto delle tensioni geopolitiche globali sui costi e sugli equilibri della logistica.
Carlo De Ruvo richiama l’impatto delle tensioni geopolitiche globali sui costi e sugli equilibri della logistica.

Riforma portuale, Confetra: governance centrale per rilanciare il sistema portuale

Confetra interviene sulla riforma portuale chiedendo una governance centrale più forte e regole chiare per il sistema portuale, con standard misurabili e coordinamento operativo.

La riforma portuale torna al centro del confronto istituzionale con la presa di posizione di Confetra, che chiede un rafforzamento della governance centrale per assicurare uno sviluppo organico del sistema portuale. Secondo la Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica, i porti rappresentano un nodo strategico della catena logistica nazionale, ma negli anni hanno sofferto la mancanza di un coordinamento efficace, con effetti di competizione interna tra scali e un indebolimento complessivo della posizione italiana sui mercati internazionali. Carlo De Ruvo, presidente di Confetra, anticipando i contenuti del documento elaborato come contributo al disegno di legge di riforma approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso dicembre, sottolinea la necessità di attribuire al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti poteri chiari di indirizzo, controllo e coordinamento. L’obiettivo, viene evidenziato, è costruire un sistema portuale coeso, capace di agire come rete integrata e non come insieme di realtà in competizione.

Rapporti tra Porti d’Italia e AdSP

Uno dei punti centrali della riforma portuale riguarda il rapporto tra la nuova Porti d’Italia SpA e le Autorità di sistema portuale. Confetra richiama l’esigenza di un coordinamento efficace tra i diversi soggetti coinvolti, evitando sovrapposizioni operative e appesantimenti procedurali che rischierebbero di rallentare le decisioni. De Ruvo evidenzia il pericolo di un’eccessiva concentrazione di poteri che potrebbe comprimere l’autonomia delle AdSP e limitarne la capacità di rispondere alle esigenze dei territori. Ulteriore elemento di preoccupazione è la riduzione di funzioni e risorse in capo alle Autorità, legata al prelievo di canoni concessori e tasse portuali destinati a finanziare la nuova società. Una dinamica che, secondo la Confederazione, potrebbe incidere sulla qualità dei servizi e tradursi in maggiori oneri per le imprese operanti nel sistema portuale.

Standard di qualità e partecipazione degli operatori

Nel documento sulla riforma portuale, Confetra indica come priorità l’obbligo per le AdSP di adottare e pubblicare la Carta dei servizi, con standard di qualità chiari e misurabili. Si tratterebbe di uno strumento operativo per monitorare le performance, ridurre inefficienze e gestire le congestioni, anche alla luce delle nuove disposizioni sui tempi di attesa introdotte dal Dl Infrastrutture. Accanto alla semplificazione e alla digitalizzazione – con il rafforzamento della Piattaforma logistica nazionale e lo sviluppo interoperabile dei Port Community System – la Confederazione richiama infine il tema del coinvolgimento degli operatori portuali. Attualmente relegati a un ruolo consultivo, secondo Confetra dovrebbero partecipare in modo più incisivo alle fasi di pianificazione strategica, a partire dal Piano regolatore portuale e dal Piano operativo triennale. Un passaggio ritenuto decisivo per rendere la riforma portuale uno strumento effettivo di competitività e non solo un intervento di riassetto istituzionale.

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