Ruote Libere affida a Cinzia Franchini il ricordo di Maurizio Longo, protagonista della rappresentanza dell’autotrasporto italiano e segretario generale di Trasportounito
La morte di Maurizio Longo, avvenuta nella serata del 10 agosto dopo una lunga malattia, priva l’autotrasporto italiano di una figura che per gran parte della propria vita professionale ha operato nella rappresentanza della categoria. Segretario generale di Trasportounito e, in precedenza, segretario nazionale di CNA Fita, Longo viene ricordato da Cinzia Franchini, presidente di Ruote Libere, che con lui aveva condiviso una lunga stagione di attività sindacale, fatta anche di posizioni differenti e confronti diretti. «Ho conosciuto Maurizio tanti anni fa, quando muovevo i miei primi passi nella rappresentanza sindacale dell’autotrasporto all’interno di CNA Fita, di cui lui era allora segretario nazionale. Di quegli anni conservo il ricordo di un ragazzo appassionato, capace, intelligente e coraggioso. E ricordo soprattutto il suo sorriso», afferma Franchini. Un tratto personale che, aggiunge, non sarebbe venuto meno neppure durante gli anni della malattia e che accompagnò anche il loro ultimo incontro, avvenuto a Roma poco più di un anno fa.
Da CNA Fita alla nascita di Trasportounito
Il percorso di Longo nella rappresentanza dell’autotrasporto italiano attraversa alcune delle fasi più complesse vissute dalla categoria. Franchini ricorda in particolare gli anni nei quali Longo guidava CNA Fita, segnati dall’ultimo grande fermo nazionale e, successivamente, dalla frattura con CNA. Fu allora che Longo, insieme ad altri dirigenti, intraprese un percorso autonomo che portò alla nascita di Trasportounito. «Maurizio scelse allora di intraprendere un’altra strada e, insieme ad altri dirigenti, diede vita a Trasportounito, iniziando un percorso autonomo che avrebbe segnato una parte importante della storia sindacale dell’autotrasporto». Nel ricordo della presidente di Ruote Libere non vengono però cancellate le divergenze maturate negli anni. «In questi anni non gli ho mai risparmiato critiche, anche molto dure. E quelle critiche ho sempre scelto di rivolgergliele personalmente, guardandolo negli occhi. Abbiamo avuto opinioni diverse e ci siamo trovati anche su posizioni molto distanti. Ma il confronto, proprio perché franco, non ha mai cancellato il rispetto personale». Franchini riconosce a Longo, anche nelle fasi di maggiore distanza, una posizione personale definita e spesso lontana dagli schemi prevalenti della rappresentanza.
L’ultimo incontro e il ricordo di Ruote Libere
Il rapporto tra i due era proseguito fino agli ultimi anni e aveva mantenuto al centro i temi dell’autotrasporto italiano. Franchini racconta che, durante l’ultimo incontro a Roma, nonostante la malattia Longo continuò a discutere di rappresentanza e della possibilità di avviare iniziative comuni tra Ruote Libere e Trasportounito. «La malattia non gli aveva tolto la voglia di discutere, progettare, immaginare qualcosa da fare. E soprattutto non gli aveva tolto quel sorriso che ricordavo da quando lo avevo conosciuto tanti anni prima». Nel tracciare il profilo del segretario generale di Trasportounito, Franchini lo colloca tra gli esponenti di una generazione che ha dedicato alla rappresentanza dell’autotrasporto una parte centrale della propria attività professionale. «Con le sue battaglie, le sue scelte, le sue contraddizioni e il suo modo personalissimo di interpretare quel ruolo, Maurizio Longo è stato parte della storia dell’autotrasporto italiano». La presidente di Ruote Libere ha infine rivolto il cordoglio personale e dell’associazione a Franco Pensiero, a Trasportounito, ai collaboratori di Longo, alla famiglia e alle persone che gli sono rimaste accanto durante la malattia.


