Gli scioperi trasporti in Italia della settimana 20-26 luglio 2026 riguardano soprattutto autotrasporto, trasporto pubblico locale, ferrovie, aeroporti e marittimo, con agitazioni diffuse anche in altri servizi essenziali
La settimana dal 20 al 26 luglio 2026 si apre in Italia con un calendario fitto di scioperi trasporti, destinato a incidere in modo particolare sull’autotrasporto, sul trasporto pubblico locale e sulla logistica. I primi stop sono previsti lunedì 20 luglio, con disagi a Latina, Genova, Prato e Firenze per il Tpl, mentre a Taranto è in programma l’astensione all’Acquedotto Pugliese. Il quadro si intensifica nei giorni successivi e coinvolge l’intera filiera della mobilità: aerei, treni, navi, corrieri e servizi su gomma. In questo scenario, il comparto dell’autotrasporto assume un peso centrale, sia per gli effetti sulla distribuzione delle merci, sia per le possibili ripercussioni sugli spostamenti quotidiani. Mercoledì 22 luglio, a Cagliari, è previsto infatti lo sciopero del personale BRT per l’intero turno di lavoro; tra venerdì 24 e sabato 25 luglio si concentrano poi diverse agitazioni che interessano autobus, ferrovie locali e collegamenti regionali, con ricadute attese soprattutto nelle Marche, in Campania, in Puglia e in Sardegna.
Autotrasporto e trasporto locale, i nodi principali
Il versante più sensibile della settimana riguarda proprio autotrasporto e mobilità su gomma. Oltre allo stop di BRT a Cagliari del 22 luglio, il trasporto pubblico locale registra una serie di mobilitazioni distribuite lungo più giornate. Lunedì 20 luglio si fermano CSC Mobilità a Latina, AMT a Genova e Autolinee Toscane tra Prato e Firenze, con fasce orarie differenziate. Venerdì 24 luglio tocca al personale viaggiante di Sita Sud a Salerno, alle aziende del Tpl nelle Marche — tra cui Adriabus, Ami Spa, APM, Atma, Contram, Start, Steat e Trasfer — e a Ferrovie del Sud Est in Puglia. Sabato 25 luglio, infine, l’agitazione di ARST in Sardegna coinvolge sia il servizio ferroviario sia quello su gomma nelle aree di Sassari, Nuoro, Cagliari e Oristano. È questo il punto più delicato dell’intera settimana: il susseguirsi di stop locali e regionali può infatti rallentare non soltanto la circolazione dei passeggeri, ma anche la catena dei collegamenti interni, in una fase già segnata da forte mobilità estiva.
Aerei, treni, navi e altri servizi essenziali
Accanto all’autotrasporto, gli scioperi trasporti interessano anche il settore aereo, ferroviario e marittimo. Martedì 21 luglio si concentra la giornata più complessa per gli aeroporti: sono previste astensioni a Malpensa nel comparto handling e cargo, oltre a stop che coinvolgono EasyJet, DAT, i servizi di scalo a Napoli e Salerno, attività a Palermo e la gestione aeroportuale ad Alghero. Tra il 22 e il 23 luglio sono programmati due scioperi sulle linee di Grandi Navi Veloci, mentre tra il 23 e il 24 luglio sono annunciati gli stop ferroviari che riguardano RFI a Verona e, su scala nazionale, le imprese che svolgono attività ferroviaria. Fuori dai trasporti, venerdì 24 luglio è prevista un’astensione nella sanità privata a Orvieto e una mobilitazione nel settore elettrico tra Milazzo, Messina e San Filippo del Mela per A2A Energiefuture. Martedì 21 luglio si ferma inoltre per 24 ore il Corpo forestale della Regione Sardegna; giovedì 23 luglio è annunciato uno sciopero al Comune di Menfi; sabato 25 luglio è prevista, in fascia pomeridiana, la mobilitazione del personale dei Vigili del fuoco. Per domenica 26 luglio, allo stato attuale, non risultano iniziative proclamate.
Fonte: Commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali (Cgsse), www.cgsse.it.


