Sicurezza ferroviaria, ad Arezzo TFT e LFI hanno riunito esperti e istituzioni

15 Giugno 2026
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Esperti, istituzioni e operatori a confronto ad Arezzo per ribadire che la sicurezza ferroviaria si costruisce ogni giorno.
Esperti, istituzioni e operatori a confronto ad Arezzo per ribadire che la sicurezza ferroviaria si costruisce ogni giorno.

La sicurezza ferroviaria è stata al centro della giornata promossa da TFT e LFI ad Arezzo, con focus su norme, fattori umani e organizzazione

La sicurezza ferroviaria è stata al centro della prima Giornata della Sicurezza Ferroviaria promossa da TFT e LFI ad Arezzo, all’Hotel Minerva, in un confronto che ha riunito esperti nazionali ed europei, rappresentanti istituzionali e operatori del settore. Il messaggio emerso dall’incontro è netto: il treno resta uno dei mezzi di trasporto più sicuri, ma questo risultato non può essere considerato acquisito una volta per tutte. Richiede invece un lavoro quotidiano, costruito su competenza, attenzione e coordinamento tra persone, procedure e organizzazioni. Dopo i saluti introduttivi del presidente LFI Bernardo Mennini e dell’amministratore unico TFT Maurizio Seri, il pomeriggio, coordinato dal giornalista Federico D’Ascoli, ha affrontato il tema della sicurezza nel trasporto su ferro con un taglio operativo, concentrandosi sul peso dei fattori umani e organizzativi. Anna Patacchini, dell’Agenzia dell’Unione Europea per le Ferrovie, ha illustrato il quadro normativo europeo, con particolare riferimento al Regolamento UE 2018/762, sottolineando come gli elementi umani e organizzativi siano ormai parte integrante del sistema di gestione della sicurezza, allo stesso livello di quelli tecnici. In questo quadro, la sicurezza ferroviaria emerge come un processo complesso, che richiede aggiornamento continuo e una capacità costante di tradurre le regole in prassi condivise.

Dalle norme ai comportamenti quotidiani

Il secondo asse del confronto ha riguardato proprio il passaggio dalle norme ai comportamenti quotidiani. Giuliano Rossi, ingegnere civile, dottore di ricerca in analisi dei rischi e coautore del protocollo SEW, ha posto l’attenzione sul valore strategico della professionalità ferroviaria e sulla necessità di condividere l’orizzonte della sicurezza all’interno delle organizzazioni, non limitandosi a trasmetterlo in modo formale. Su un piano diverso ma complementare si è collocato il contributo della psicologa e psicoterapeuta Martina Esposito, che ha portato la prospettiva delle scienze cognitive, insistendo sul legame tra consapevolezza emotiva, stress da lavoro e prevenzione degli errori. Il tema ha trovato un riscontro concreto anche nell’esperienza portata da Claudia Forconi e Marco Vitali di Trenitalia Tper, che hanno richiamato il ruolo di ascolto ed empatia accanto agli strumenti tecnici e formativi. La sicurezza ferroviaria, nella lettura emersa ad Arezzo, non viene quindi affidata soltanto a dispositivi, procedure e controlli, ma anche alla qualità delle relazioni interne, alla cultura organizzativa e alla capacità delle persone di riconoscere tempestivamente criticità e segnali di rischio.

Il ruolo di aziende e istituzioni

Nelle conclusioni, Andrea Giaccherini e Tiziano Selvaggio, responsabili del Sistema di Gestione della Sicurezza rispettivamente di TFT e LFI, hanno richiamato l’impegno quotidiano delle due aziende su questo terreno. All’evento hanno partecipato anche l’assessore regionale Boni e la consigliera regionale Roberta Casini. Boni ha affermato: “Di sicurezza non si parla mai abbastanza”. Nello stesso intervento ha aggiunto: “Come Regione Toscana stiamo lavorando su tutti i fronti, dai cantieri ai passaggi a livello, dalla sicurezza dei lavoratori a quella dei viaggiatori”. Bernardo Mennini ha ribadito che “La sicurezza ferroviaria non è uno slogan, è una pratica quotidiana che coinvolge tutti”, mentre Maurizio Seri ha indicato in “Condivisione, interazione e collaborazione” le parole chiave anche su questo fronte. Seri ha inoltre ricordato che “sui nostri treni salgono 3.500 persone che vogliono viaggiare in sicurezza”. Il senso della giornata, nel suo complesso, è stato proprio questo: ricordare che la sicurezza ferroviaria non dipende da un solo fattore, ma dall’equilibrio tra tecnologia, organizzazione, responsabilità e formazione continua.

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