Al FIATA HQ Meeting 2026, IRU indica nel sistema TIR e nei corridoi multimodali uno strumento chiave per rafforzare sicurezza, flessibilità e continuità operativa
Il sistema TIR torna al centro del confronto internazionale sulla tenuta delle catene logistiche, in un contesto in cui la capacità di adattarsi a scenari mutevoli conta sempre più dell’ottimizzazione dei costi. È il messaggio emerso al FIATA HQ Meeting 2026, dove IRU ha richiamato l’attenzione sulla necessità di affiancare alla crescita dei corridoi multimodali strumenti armonizzati, utilizzabili lungo rotte diverse e in condizioni operative variabili. Nel panel dedicato alla competitività dei corridoi multimodali, Tatiana Rey-Bellet, director for TIR and Transit di IRU, ha sottolineato come oggi la priorità per gli operatori non sia soltanto contenere la spesa, ma poter contare su più soluzioni di trasporto, alternative e integrabili, in grado di assorbire gli effetti di tensioni geopolitiche, criticità infrastrutturali e interruzioni dei flussi. In questo quadro, il sistema TIR viene indicato come uno strumento capace di accompagnare la supply chain lungo direttrici differenti, offrendo continuità, semplificazione e una maggiore capacità di risposta quando le condizioni cambiano lungo il percorso.
Strumenti armonizzati per corridoi più flessibili
Nel quadro delineato da IRU, il sistema TIR si configura come lo strumento più avanzato tra quelli armonizzati in grado di sostenere la circolazione internazionale delle merci. Rey-Bellet ha sottolineato che il sostegno a questo modello continua a crescere grazie alla sua capacità di rafforzare la sicurezza del carico, ridurre al minimo le movimentazioni lungo il percorso e offrire una maggiore flessibilità nel passaggio da un corridoio all’altro. Un esempio concreto arriva dalla Cina, dove le autorità doganali hanno esteso l’impiego del TIR a tutte le tipologie di e-commerce e alle merci in regime doganale sospensivo, riconoscendo l’importanza di questo strumento per il commercio internazionale. Parallelamente, IRU sta collaborando con China Railway, con aziende manifatturiere e con operatori logistici per sperimentare un corridoio intermodale tra la Cina e i Paesi dell’Asia centrale, fondato sull’integrazione tra trasporto ferroviario e stradale. “Il sostegno al TIR continua a crescere grazie alla sua capacità di migliorare la sicurezza del carico, ridurre al minimo la movimentazione lungo il percorso e garantire la flessibilità necessaria per passare da un corridoio all’altro in base all’evoluzione delle condizioni”, ha osservato Rey-Bellet, riassumendo il ruolo del sistema TIR in una fase in cui resilienza e rapidità di adattamento sono diventate condizioni essenziali.
Nuove rotte e sensibilizzazione degli operatori
Accanto agli sviluppi in Asia, IRU ha richiamato il valore di nuove direttrici in grado di ampliare le possibilità operative del settore. Tra queste figura il corridoio iracheno, considerato un collegamento strategico tra Europa orientale, Turchia, Medio Oriente e altre aree limitrofe, utile per offrire opzioni aggiuntive in una fase di persistente instabilità regionale. L’organizzazione ha inoltre richiamato la posizione dell’OCSE sull’importanza di procedure, servizi e strumenti capaci di aumentare l’efficienza del Corridoio Bioceanico in Sud America. In questo scenario, l’adesione recente del Brasile al sistema TIR viene interpretata come un passaggio rilevante. A margine dell’evento, Rey-Bellet ha incontrato anche Cyu Jiaguo, segretario generale della China International Freight Forwarders Association. Nel colloquio è emersa la necessità di aumentare la conoscenza dei benefici del sistema TIR tra tutti gli attori della supply chain, in particolare proprietari delle merci, spedizionieri e operatori del trasporto. Le parti hanno concordato di esplorare iniziative congiunte di sensibilizzazione in Cina, a conferma di una linea precisa: la resilienza logistica passa anche dalla diffusione di strumenti condivisi.


