Viganò, Garmin: l’integrazione con il wearable per la massima protezione di chi guida

Intervista a Stefano Viganò, managing director Garmin Italy

Garmin è presente nel nostro Paese da più di trent’anni: nato negli Stati Uniti nel 1989, il marchio viene inizialmente distribuito dalla Sinergy; fino al 2007, quando casa madre decide di acquisire il distributore e trasformarlo in Garmin Italia. È un momento chiave: da semplice mercato commerciale, la branch diventa una presenza diretta e strutturata del gruppo. Negli anni successivi Garmin Italia cresce seguendo l’evoluzione globale dell’azienda: da leader nei navigatori GPS automotive a protagonista in nautica, aviazione e outdoor, fino al boom dei dispositivi sportivi e wearable. Negli ultimi anni il mercato italiano è diventato particolarmente rilevante, con una crescita costante e un forte focus sui segmenti Sport & Outdoor, e dunque sulle community di runner, ciclisti, atleti di triathlon, ma più in generale attraverso collaborazioni con eventi, ma anche con la diffusione degli sportwatch in canali tradizionali come le gioiellerie. Oggi dunque Garmin è tecnologia al servizio di diversi settori, a cominciare da quello, da cui tutto è partito, della navigazione GPS e dei dispositivi di assistenza pensati non solo per chi guida, ma anche e soprattutto per chi guida per lavoro. Ne abbiamo parlato con Stefano Viganò, al lavoro nella filiale italiana fin dalla sua costituzione. 

Stefano Viganò, ci regala una panoramica dell’offerta Garmin per il trasporto leggero e pesante?

La nostra expertise di oltre 30 anni ci consente di mettere a disposizione delle aziende di trasporto e logistica diverse tecnologie di bordo, tutte significative ed evolute. Penso ad esempio alla serie Dash Cam X, che per le flotte professionali rappresenta prima di tutto uno strumento di gestione del rischio. La qualità video fino al 4K non è solo un dettaglio tecnico: è la possibilità di distinguere una dinamica con precisione, di identificare targhe e segnali, di tutelare l’azienda da richieste infondate. È in definitiva una protezione concreta del patrimonio aziendale. Ma l’approccio non è solo difensivo. Gli avvisi alla guida e i sistemi di supporto aiutano a mantenere alta l’attenzione dei driver, soprattutto nei contesti urbani o nelle lunghe percorrenze. In un’ottica di gestione della flotta questo si traduce in un minor numero di incidenti e di fermi macchina, e in una maggiore sicurezza per i collaboratori. Grazie all’integrazione con l’app Garmin Drive e al servizio di archiviazione online Vault inoltre, la dash cam può estendere la sua funzione anche alla sorveglianza del veicolo parcheggiato, inviando notifiche in caso di eventi sospetti e permettendo la visualizzazione da remoto. Per chi gestisce una flotta è uno strumento che si traduce in una riduzione dei tempi di verifica, nella possibilità di intervenire rapidamente e di mantenere la continuità del servizio.

Quella gestione dei dati che funziona sempre di più come un “rilevatore di competitività”…

Esattamente. Nel mondo delle flotte, la vera svolta non è solo tecnologica, ma culturale. Significa smettere di intervenire dopo un incidente e iniziare ad agire prima che accada. È qui che le soluzioni di Garmin trovano la loro forza: nell’idea che la sicurezza non sia solo una rete di protezione, ma un sistema di prevenzione continuo. Le dash cam con GPS integrato non si limitano a registrare: costruiscono una ricostruzione oggettiva, tracciabile, verificabile. In caso di sinistro, questo significa meno zone d’ombra, meno contenziosi, procedure assicurative più rapide. E soprattutto una tutela concreta sia per l’azienda sia per il conducente, che può contare su uno strumento imparziale. 

Ecco, approfondiamo il concetto della sicurezza dell’autista, perché in casa Garmin viene declinato in modo inedito. 

Sì, la sicurezza è uno dei temi cardine che guida la progettazione dei nostri prodotti. Rendere le persone sicure al volante rimane per noi fondamentale, ed estendiamo il concetto di sicurezza oltre il veicolo, concentrandoci anche sul benessere psico-fisico del conducente come variabile critica nella gestione del rischio. Nel contesto flotte, la sicurezza non è più solo una questione di hardware installato a bordo, ma di cultura della prevenzione, formazione e utilizzo intelligente dei dati. Quando si parla di flotte, non ci si può limitare al solo mezzo. Il ragionamento deve estendersi anche alla persona. È da qui che prende forma un approccio nuovo: considerare il conducente non solo come operatore, ma come centro del sistema di protezione. Per questo assegniamo un grande valore all’integrazione con il nostro ecosistema Garmin Health, una piattaforma tramite la quale è possibile accedere, previo naturalmente l’assenso dell’utente alla condivisione dei propri dati, a una mole strutturata di informazioni provenienti dagli smartwatch Garmin, tra cui frequenza cardiaca, variabilità della frequenza cardiaca, indicatori di stress e recupero.

Questi parametri consentono di costruire un sistema capace di analizzare in modo continuativo lo stato fisiologico del conducente. In parallelo, soluzioni come la Dash Cam X permettono di monitorare il contesto di guida e la sicurezza del veicolo. La combinazione di dati biometrici e dati di contesto crea un’infrastruttura tecnologica integrata in cui la sicurezza della persona e quella del mezzo non sono più trattate come ambiti separati. Un esempio concreto di questa integrazione è la partnership con Sleep Advice Technologies. Attraverso la soluzione FleetPREDICT, gli smartwatch Garmin e algoritmi brevettati consentono di rilevare la transizione tra stati comportamentali (veglia, sonnolenza, sonno) e di predire l’inizio del colpo di sonno prima che il conducente perda il controllo del veicolo. L’integrazione tra wearable e contesto di guida consente così di superare un approccio frammentato alla sicurezza, costruendo un sistema realmente preventivo, in cui il dato fisiologico e il dato ambientale dialogano per ridurre il rischio prima che si trasformi in incidente.

Ci sembra un approccio in grado di scardinare una volta per tutte quella condizione, ancora diffusa, che i dispositivi di aiuto alla guida siano per gli autisti una sorta di controllo.. 

Le nostre soluzioni non si basano sul concetto di controllo, ma di supporto. Sono di supporto al conducente tanto quanto all’azienda, lavorando sulla sicurezza e l’affidabilità. Sono sistemi che si pongono come un vero e proprio alleato di chi li indossa o li utilizza. Tra l’altro ovviamente il monitoraggio dei dati tutela la privacy, offrendo una panoramica aggiornata dello stato di benessere delle proprie risorse, così da intervenire laddove necessario, ben prima che sia necessario. E non sono invasivi. Con soluzioni predittive come FleetPREDICT, la rilevazione di condizioni critiche – come il rischio di colpo di sonno – non passa attraverso telecamere puntate sul volto o sistemi percepiti come, appunto, invasivi. Il monitoraggio si attiva solo quando il veicolo è in movimento e si basa su parametri fisiologici rilevati tramite smartwatch indossato dal conducente. È una differenza sostanziale. Perché in azienda la sicurezza deve sempre dialogare con la privacy. Un sistema percepito come alleato – e non come strumento di controllo – ha molte più probabilità di essere adottato e integrato nella quotidianità operativa. 

Avete in corso progetti con aziende di trasporto su questi temi?

Sì, siamo già partiti con test operativi con realtà come Air Pullman, Arriva Italia Autostradale, Flixbus Italia, ITS Move e Wayla. È un segnale chiaro che il mercato guarda con interesse a soluzioni predittive e data-driven, capaci di incidere davvero sulla riduzione del rischio. Il passaggio dal reattivo al preventivo, in fondo, è tutto qui: trasformare l’informazione in protezione. E farlo nel rispetto delle persone che ogni giorno sono al volante.

Stefano Viganò – LA BIO

Bergamasco, classe 1964, il suo percorso professionale è stato caratterizzato dallo sport business. Ha ricoperto il ruolo di Marketing & Communications Manager della società Bianchi Spa, nota per le biciclette da corsa. Entra in Garmin Italia nel 2007 con l’incarico di Sales & Marketing Manager della divisione Fitness & Outdoor e ne assume la responsabilità nel dicembre 2011, ricoprendo il ruolo di amministratore delegato.

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