Stellantis chiede all’Europa una transizione elettrica sostenibile, con incentivi, flessibilità normativa e strumenti specifici per il trasporto leggero
La transizione elettrica è il punto su cui Stellantis chiede all’Europa un cambio di passo, ma anche un aggiustamento degli strumenti. Intervenendo all’Automotive News Europe Congress di Bruxelles, Emanuele Cappellano, responsabile Europa del gruppo, ha indicato la necessità di accompagnare gli obiettivi climatici dell’Unione con misure capaci di rendere il passaggio all’elettrico sostenibile sul piano industriale e accessibile per cittadini e imprese. Il nodo, nella lettura di Stellantis, è evitare che la transizione elettrica resti affidata soprattutto ai vincoli regolatori, senza un adeguato sostegno alla domanda e senza una politica industriale coerente con la produzione europea. In questo quadro rientra anche il richiamo ai “super-crediti” per le auto elettriche compatte e per i veicoli prodotti in Europa, leva che il gruppo considera utile per favorire modelli più abbordabili e, insieme, rafforzare la competitività della manifattura continentale.
Veicoli commerciali leggeri e regole dedicate
Un passaggio centrale riguarda i veicoli commerciali leggeri, segmento che interessa direttamente artigiani, operatori della logistica urbana, corrieri e piccole imprese di autotrasporto. Secondo Stellantis, applicare a questi mezzi lo stesso impianto previsto per le autovetture rischia di non cogliere le differenze operative che caratterizzano il comparto. Le percorrenze sono spesso elevate; la capacità di carico è un fattore essenziale; i tempi di fermo devono restare contenuti; la disponibilità di infrastrutture di ricarica, inoltre, non è ancora omogenea. In questa cornice, la transizione elettrica richiede quindi un percorso specifico, calibrato sulle reali condizioni d’uso dei veicoli commerciali. La richiesta avanzata dal gruppo è quella di un approccio “ad hoc”, con obiettivi realistici e una maggiore flessibilità normativa, così da non scaricare sulle aziende costi e rigidità difficili da assorbire.
Impatto industriale e riflessi europei
La posizione espressa da Stellantis inserisce la transizione elettrica dentro un confronto più ampio, che riguarda non solo la decarbonizzazione del trasporto, ma anche la tenuta industriale europea e la competitività delle filiere nazionali. Il tema, infatti, tocca insieme le regole comunitarie, la capacità produttiva, il prezzo finale dei veicoli e l’equilibrio economico degli operatori che lavorano ogni giorno nel trasporto leggero. Per questo il dibattito supera il perimetro strettamente automobilistico e assume una valenza economica più estesa. La linea indicata da Stellantis è netta: la decarbonizzazione è una traiettoria inevitabile, ma per diventare praticabile deve essere compatibile con i margini delle imprese, con i tempi del mercato e con le condizioni materiali in cui cittadini e aziende affrontano la transizione elettrica.


