Il CEO Antonio Filosa guida la svolta industriale: 22 miliardi di oneri per riallineare il gruppo alle preferenze reali del mercato. L’elettrico non è più l’unica strada.
La transizione elettrica, per Stellantis, non sarà più imposta dall’alto. Sarà la domanda del mercato a dettare il passo. È questa la nuova linea strategica annunciata il 6 febbraio dal CEO Antonio Filosa, che ha presentato i risultati preliminari del secondo semestre 2025: “Gli oneri annunciati riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, che ci ha allontanato dalle esigenze, dalle possibilità e dai desideri reali di molti acquirenti di autovetture”. A parlare sono anche i numeri: 22,2 miliardi di euro in oneri straordinari, con effetti sulle piattaforme elettriche, sui progetti BEV cancellati e sulla razionalizzazione della supply chain EV. Il gruppo ha sospeso i dividendi per il 2026 e autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride per 5 miliardi di euro. Una manovra difensiva? Piuttosto, un reset. Secondo Filosa, “la risposta positiva dei clienti alle iniziative di prodotto nel 2025 si è tradotta in un aumento degli ordini e in un ritorno alla crescita dei ricavi”. Il nuovo corso prende le distanze da proiezioni troppo ottimistiche, scegliendo una traiettoria fondata sulla flessibilità e sull’aderenza alle reali condizioni di mercato.
Ristrutturazione in atto: nuovi modelli, meno rischi e più controllo
Filosa ha dichiarato di aver “esaminato ogni angolo dell’attività” per correggere le distorsioni operative del passato. Tra le prime decisioni, la cancellazione del Ram 1500 BEV e la priorità a modelli più prevedibili sul piano commerciale. Nel 2025 sono stati lanciati dieci nuovi veicoli, tra cui Fiat 500 Hybrid, Jeep Compass e Citroën C5 Aircross. In parallelo, oltre 2.000 ingegneri sono stati assunti per rafforzare la qualità e la gestione tecnica. Le scelte non riguardano solo l’offerta: cambia anche la governance. Più potere alle regioni operative, maggiore reattività alla domanda locale. La transizione elettrica, pur rimanendo nel perimetro strategico, viene quindi decelerata, in favore di un’elettrificazione “graduale e sostenibile”. Questo approccio ha già prodotto segnali concreti: nel secondo semestre 2025, Stellantis ha registrato un +11% nelle consegne, con un +39% in Nord America e un recupero nella quota ibrida in Europa.
Verso maggio: la nuova strategia prende forma
Tutti gli occhi sono ora puntati sull’Investor Day del 21 maggio, quando Filosa presenterà il nuovo piano industriale. La transizione elettrica sarà ancora un pilastro, ma non più un dogma. Stellantis scommette su un mix di tecnologie, puntando sulla “libertà di scelta” dei consumatori — e su un portafoglio che includa ibrido, elettrico e termico avanzato. Il cambio di passo è chiaro: meno rigidità, più adattamento. Filosa non parla di arretramento, ma di una ridefinizione delle priorità. In un settore dove l’elettrico ha mostrato limiti di penetrazione e ritorni incerti, Stellantis sceglie di preservare la solidità industriale, ascoltare il mercato e correggere gli eccessi di visione. Un segnale che, più che interno, potrebbe influenzare l’intero comparto automobilistico europeo.



