Federico Pozzi Chiesa è amministratore delegato di Italmondo e fondatore di Supernova Hub, attivo nell’innovazione della logistica globale.
Federico Pozzi Chiesa è amministratore delegato di Italmondo e fondatore di Supernova Hub, attivo nell’innovazione della logistica globale.

Supernova Hub, per Pozzi Chiesa la logistica resiliente passa dai nuovi chokepoint di Reno e Danubio

Federico Pozzi Chiesa, AD di Italmondo e fondatore di Supernova Hub, analizza gli effetti della siccità sulle vie fluviali europee e il ruolo della logistica resiliente nelle nuove catene di fornitura.

La logistica resiliente si misura sempre più sulla capacità di affrontare interruzioni che non dipendono soltanto da guerre, crisi geopolitiche o congestioni portuali. È il punto da cui parte l’analisi firmata da Federico Pozzi Chiesa, amministratore delegato di Italmondo e fondatore di Supernova Hub, dedicata agli effetti della siccità che tra giugno e agosto ha ridotto la navigabilità di Reno e Danubio. Negli ultimi anni le catene di fornitura hanno già dovuto assorbire shock di diversa natura: dalla carenza di container durante la pandemia al blocco del Canale di Suez causato dalla Ever Given nel marzo 2021, fino alla guerra in Ucraina, alle deviazioni delle rotte del Mar Rosso e, nel 2026, alla crisi dello Stretto di Hormuz. Secondo Pozzi Chiesa, il problema europeo riguarda ora anche infrastrutture apparentemente meno esposte. Nel 2025 sulle vie navigabili interne dell’Unione europea sono state trasportate merci per 118 miliardi di tonnellate-chilometro, il 3% in meno rispetto al 2024 e nettamente sotto i 145-146 miliardi annui registrati tra il 2015 e il 2017. In questa lettura, la logistica resiliente amplia anche il concetto di chokepoint: non più soltanto uno stretto geografico, ma qualsiasi passaggio la cui perdita di capacità possa produrre effetti su trasporti, produzione e prezzi.

Reno e Danubio, la siccità riduce la capacità delle rotte

Pozzi Chiesa individua nel Danubio un caso particolarmente significativo perché, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, il fiume era diventato parte delle Solidarity Lanes create per sostenere l’import-export ucraino attraverso ferrovia, strada e navigazione interna. Il 20 luglio, in Romania, la portata era scesa a circa 1.700 metri cubi al secondo contro una media mensile di circa 4.700, raggiungendo il livello più basso dal 1996. Il 25 agosto fino a 70 navi risultavano inoltre in attesa nell’area del canale di Sulina, mentre la capacità di transito era scesa a due o tre unità al giorno. Tra il primo e il 21 agosto i porti danubiani ucraini avevano movimentato 539 mila tonnellate, rispetto agli 1,73 milioni dello stesso periodo del 2025. Anche il Reno mostra, nell’analisi del fondatore di Supernova Hub, la vulnerabilità della rete logistica europea: a Kaub, riferimento cruciale per la navigazione tedesca, il livello dell’acqua il 14 agosto è sceso sotto i 10 centimetri, oltre il precedente minimo di 25 centimetri registrato nel 2018. In quell’anno BASF aveva dovuto ridurre la produzione nello stabilimento di Ludwigshafen per le difficoltà di approvvigionamento, stimando un impatto economico di circa 200 milioni di euro. Il punto evidenziato da Pozzi Chiesa è che il rischio climatico sta diventando una variabile direttamente industriale: quando una chiatta deve ridurre il carico, la merce va trasferita su altre imbarcazioni, treni o camion, ma la capacità alternativa deve essere disponibile proprio quando serve.

Dall’efficienza alla flessibilità, il ruolo dei dati e dell’intelligenza artificiale

La riflessione di Pozzi Chiesa si concentra quindi sul passaggio da un modello fondato soprattutto sull’efficienza a uno capace di incorporare maggiore flessibilità. Gli effetti economici delle difficoltà di navigazione sono già visibili: Maersk ha previsto per il 2026 un sovrapprezzo collegato ai bassi livelli del Reno, modulato in base alle misurazioni effettuate a Kaub, mentre CMA CGM ha introdotto un inland emergency fee per compensare i maggiori costi. In questo contesto, il fondatore di Supernova Hub sottolinea la necessità di «avere più informazioni, non necessariamente più scorte; conoscere in anticipo le alternative, non aspettare l’emergenza per cercarle». È qui che logistica resiliente e intelligenza artificiale possono convergere: incrociare livelli dei fiumi, previsioni meteorologiche, ordini, disponibilità dei magazzini, capacità ferroviaria, camion e terminal permette di valutare in anticipo l’eventuale modifica di una spedizione, di uno stock o di un percorso. Come scrive Pozzi Chiesa, «Questo è il vero valore dell’intelligenza artificiale applicata alla supply chain: trasformare una serie di informazioni separate in una decisione, imparando a leggere anche il clima e la geopolitica, non solo il traffico e gli ordini». La logistica resiliente, nella sua analisi, si sposta così dalla sola risposta all’emergenza alla capacità di adattare rotte, mezzi e risorse prima che una criticità si trasformi in un blocco.

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