Davide Falteri, presidente di Federlogistica.
Davide Falteri, presidente di Federlogistica.

Supply chain e stipendi, Federlogistica: la logistica accelera salari e carriere

14 Maggio 2026
1 min read

Per Federlogistica la supply chain è sempre più centrale nelle imprese: negli Stati Uniti crescono stipendi, responsabilità e peso strategico dei ruoli logistici

La supply chain si conferma uno dei campi più dinamici per retribuzioni e sviluppo professionale, secondo la lettura proposta da Federlogistica a partire da una ricerca condotta negli Stati Uniti. Il presidente Davide Falteri indica nella gestione di trasporti, approvvigionamenti e flussi operativi uno dei centri decisivi dell’economia contemporanea, anche alla luce delle tensioni internazionali e delle continue revisioni delle reti di fornitura. In questo quadro, la logistica non viene più descritta come una funzione di supporto, ma come un presidio strategico, chiamato a governare nodi essenziali per continuità produttiva, distribuzione e tenuta dei mercati. Falteri sintetizza così questa prospettiva: “La logistica non è solo il presente; è specialmente il futuro”. La tesi si appoggia ai risultati dello studio “Salary & Compensation 2026”, richiamato da Federlogistica, da cui emerge una dinamica retributiva più marcata rispetto ad altri comparti economici, industriali e commerciali.

Ruoli più ampi e peso strategico crescente

L’evoluzione della supply chain riguarda non soltanto gli stipendi, ma anche il perimetro delle funzioni affidate ai profili logistici. Con l’aumento della complessità operativa, dei rischi e delle attese dei clienti, chi lavora in quest’area si occupa sempre più di investimenti tecnologici, gestione delle interruzioni, coordinamento di sistemi articolati e allineamento delle scelte operative agli obiettivi industriali più ampi. Secondo i dati richiamati da Federlogistica, i dirigenti si trovano a governare budget più elevati e assetti più complessi, intervenendo in tempo reale per bilanciare costi, servizio e rischio. La ricerca, basata su oltre 160 risposte qualificate del mercato statunitense, segnala inoltre che il 76% degli intervistati ha visto aumentare le proprie responsabilità negli ultimi due o tre anni, mentre solo il 2% ha registrato una riduzione. Falteri osserva che “La professione è solida” e che l’economia, sia produttiva sia distributiva, continua a dipendere dall’integrazione tra logistica e approvvigionamenti come funzioni strategiche.

Stipendi in aumento negli Stati Uniti

Sul piano retributivo, la supply chain mostra segnali netti di crescita. Dopo la flessione registrata nel 2025, la media annua negli Stati Uniti è salita a 126.400 dollari nel 2026, contro i 120.600 dell’anno precedente. Il 32% degli intervistati si colloca nella fascia compresa tra 150.000 e 249.999 dollari, mentre il 9% supera i 250.000; resta stabile al 31% la quota di chi percepisce tra 100.000 e 149.999 dollari. Il 57% ha ottenuto un aumento, il 38% ha mantenuto lo stesso livello salariale e il 5% ha registrato una diminuzione. I compensi cambiano anche in base all’età e al ruolo: la fascia 55-64 anni è quella con la media più alta, 133.215 dollari, mentre tra gli under 35 la media si ferma a 74.875 dollari. Tra le posizioni più diffuse figurano logistics manager o director, al 17%, e VP o general manager, all’11%; proprio questi ultimi arrivano a una retribuzione media di 215.650 dollari.

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