Tachigrafo intelligente obbligatorio sui furgoni oltre 2,5 tonnellate dal 1 luglio 2026 per trasporti internazionali e cabotaggio merci.
Tachigrafo intelligente obbligatorio sui furgoni oltre 2,5 tonnellate dal 1 luglio 2026 per trasporti internazionali e cabotaggio merci.

Tachigrafo furgoni, dal 1 luglio 2026 nuove regole per il trasporto merci nel Pacchetto Mobilità

1 Luglio 2026
2 mins read

Con il Pacchetto Mobilità, il tachigrafo furgoni diventa obbligatorio per parte del trasporto internazionale leggero: ecco veicoli coinvolti, casi di esenzione, tempi di guida e sanzioni.

Il tachigrafo furgoni entrerà in una nuova fase dal 1 luglio 2026, data in cui scatterà l’obbligo di installazione e utilizzo del dispositivo su una parte dei veicoli leggeri impiegati nel trasporto merci oltreconfine. La novità discende dal Pacchetto Mobilità e riguarda i mezzi, o le combinazioni di veicolo e rimorchio, con massa massima ammissibile superiore a 2,5 tonnellate e fino a 3,5 tonnellate quando sono usati nel trasporto internazionale di merci per conto terzi oppure nelle operazioni di cabotaggio. Il parametro da considerare non è il peso rilevato durante il controllo, ma la massa massima ammissibile riportata nei documenti del veicolo; in presenza di rimorchio, vale la massa complessiva del complesso. Per i mezzi soggetti all’obbligo servirà il tachigrafo intelligente di seconda generazione, versione 2, con installazione e calibrazione affidate a officine autorizzate.

Le esenzioni previste e i limiti operativi

Non tutti i casi rientrano automaticamente nel nuovo perimetro del tachigrafo furgoni. La normativa europea prevede infatti alcune esclusioni. Una riguarda chi trasporta materiali, attrezzature, macchinari o merci prodotte nell’ambito di un’attività artigianale, purché siano rispettate insieme precise condizioni: massa massima ammissibile non oltre 7,5 tonnellate, attività entro 100 chilometri dalla sede dell’impresa, guida non principale mansione del conducente e trasporto accessorio rispetto all’attività dell’azienda. Un’altra ipotesi di esenzione riguarda il trasporto in conto proprio con veicoli tra 2,5 e 3,5 tonnellate, anche senza limite dei 100 chilometri, a condizione che il trasporto non sia svolto a pagamento per terzi, che le merci siano riferibili all’attività dell’impresa e che chi guida non sia impiegato principalmente come autista. Dal luglio 2026, per i conducenti coinvolti, il regime dei tempi di guida e dei riposi sarà allineato a quello dei veicoli pesanti: massimo 9 ore di guida giornaliera, estendibili a 10 ore due volte a settimana, 56 ore settimanali, 90 ore in due settimane consecutive, pausa di 45 minuti ogni 4 ore e mezza di guida e riposo giornaliero standard di almeno 11 ore.

Sanzioni e impatto sull’organizzazione aziendale

Il mancato adeguamento al tachigrafo furgoni potrà comportare conseguenze rilevanti in diversi Paesi europei. Le sanzioni, secondo i singoli ordinamenti nazionali, variano da importi contenuti a misure molto più pesanti, con possibilità di fermo del veicolo, sequestro e, in alcuni casi, profili anche penali. In Italia è prevista una multa da 866 a 3.464 euro, l’obbligo di installazione entro dieci giorni e la sospensione della patente da 15 giorni a tre mesi. Per le imprese, l’adeguamento non si esaurisce nell’acquisto del dispositivo, il cui costo parte da circa mille euro netti esclusa l’installazione. Sarà necessario richiedere carta azienda e carte conducente, scaricare i dati secondo le scadenze previste, conservarli per un periodo compreso fra uno e due anni e formare autisti e personale addetto alla pianificazione. Il nuovo quadro normativo, inoltre, renderà più complessa la gestione quotidiana delle missioni e spingerà molte realtà verso strumenti digitali per controllare tempi di guida, pause, scarico remoto dei file e possibili infrazioni.



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