Fermerci lancia l’allarme sul trasporto ferroviario merci: a rischio dieci anni di riequilibrio modale
Il trasporto ferroviario merci in Italia continua a perdere terreno. Secondo il monitoraggio semestrale diffuso da Fermerci, l’associazione degli operatori del settore, nel primo semestre del 2026 il trasporto ferroviario merci si è attestato a 23,7 milioni di treni/km, contro i 25,8 milioni registrati nello stesso periodo del 2025. In soli sei mesi il comparto italiano del trasporto ferroviario merci ha quindi perso oltre due milioni di treni/km, con una riduzione dell’8,1 per cento. Il dato non rappresenta un episodio isolato, ma aggrava una dinamica negativa che interessa il trasporto ferroviario merci ormai da diversi anni, con effetti che si fanno sentire ormai su tutta la filiera logistica nazionale e internazionale: il Rapporto Annuale Fermerci 2026 aveva già rilevato come i volumi fossero passati dai 53,8 milioni di treni/km del 2021 ai 49,4 milioni del 2025, con una contrazione del 7,8 per cento nel periodo 2022-2025. Nel solo 2025 la riduzione era stata del 3,5 per cento rispetto all’anno precedente, segnando così il terzo calo annuale consecutivo per il settore.
Le cause del calo e la posizione di Fermerci
Se l’andamento registrato nei primi sei mesi dell’anno dovesse proseguire anche nel secondo semestre, il 2026 potrebbe chiudersi con una perdita superiore a quattro milioni di treni/km rispetto allo scorso anno, riportando il trasporto ferroviario merci intorno ai 45 milioni di treni/km, un livello vicino a quello registrato nel 2015, azzerando in pratica un intero decennio di crescita del comparto. Rispetto ai 53,8 milioni del 2021, significherebbe una perdita complessiva prossima ai nove milioni di treni/km in cinque anni per il trasporto ferroviario merci italiano. Fermerci individua la causa principale del crollo nelle numerose interruzioni della rete legate ai lavori di potenziamento infrastrutturale finanziati dal PNRR: interventi necessari e attesi da tempo per migliorare la capacità e le prestazioni della rete, che tuttavia stanno producendo un impatto pesante sull’operatività delle imprese che operano nel trasporto ferroviario merci. «Siamo di fronte a un dato che supera ogni attesa. Sapevamo che le interruzioni della rete legate ai cantieri PNRR avrebbero inciso sui volumi, ma le ricadute si sono rivelate molto più severe del previsto e gravano interamente sulle imprese ferroviarie», afferma Clemente Carta, Presidente di Fermerci.
L’appello al Governo e le prospettive future
Per l’associazione diventa quindi urgente intervenire con misure di sostegno al settore e un piano pluriennale di rilancio del trasporto ferroviario merci, sostenuto da risorse adeguate e capace di accompagnare concretamente le imprese in questa fase particolarmente critica, evitando un ulteriore arretramento del comparto e proteggendo la competitività del trasporto ferroviario merci rispetto alla concorrenza della gomma. «Se questa tendenza verrà confermata nei prossimi mesi, rischiamo di compromettere in tempi rapidissimi una parte rilevante dei risultati costruiti attraverso dieci anni di politiche pubbliche finalizzate a sostenere il trasporto ferroviario delle merci. Il rischio concreto è che una crisi già evidente assuma carattere strutturale. Non possiamo permetterci di assistere alla progressiva erosione del traffico ferroviario merci senza intervenire: chiediamo al Governo di mettere rapidamente in campo strumenti adeguati alla gravità della situazione», aggiunge Carta. Sostenere oggi le imprese attive nel trasporto ferroviario merci significa, secondo Fermerci, evitare che la perdita di traffico diventi irreversibile, preservando un patrimonio industriale e logistico ritenuto strategico per il Paese e per gli obiettivi europei di riequilibrio modale tra ferro e strada, in un momento in cui il trasporto ferroviario merci rischia di perdere quote significative a favore dell’autotrasporto su lunga distanza.


