Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito
Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito

Autotrasporto, Trasportounito critica l’intesa con il Governo dopo lo stop alla protesta

25 Maggio 2026
1 min read

Per Trasportounito l’accordo sull’autotrasporto non affronta i nodi centrali del settore: dai costi minimi di sicurezza ai contratti scritti, fino ai crediti d’imposta

L’accordo che ha portato alla sospensione della protesta dell’autotrasporto continua a dividere il settore. A prendere posizione è Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, che definisce l’intesa raggiunta con il Governo uno dei risultati peggiori mai ottenuti per l’autotrasporto. La valutazione arriva dopo la decisione, assunta il 22 maggio dalle principali associazioni, di fermare la mobilitazione in corso. Per Longo, i contenuti dell’intesa non giustificano lo stop allo stato di agitazione, perché non introducono soluzioni in grado di incidere davvero sulle criticità segnalate dalle imprese. Il giudizio di Trasportounito è netto e si concentra soprattutto sull’efficacia concreta delle misure annunciate, considerate deboli, parziali e, in alcuni casi, meramente procedurali. In questo quadro, il tema dell’autotrasporto resta aperto, sia sul piano economico sia su quello normativo.

Le misure contestate da Trasportounito

Nel merito, Trasportounito contesta anzitutto il rinvio di un mese dei versamenti contributivi, ritenuto privo di effetti sostanziali per l’autotrasporto. Longo osserva inoltre che la riduzione di 30 giorni nei tempi di recupero delle accise per i veicoli industriali Euro 5 ed Euro 6 rappresenta un intervento limitato, che avrebbe potuto essere adottato anche attraverso un semplice atto amministrativo. Il punto, quindi, non è soltanto il contenuto delle misure, ma la loro portata reale. Il segretario generale di Trasportounito afferma che “la decisione assunta il 22 maggio scorso dalle principali Associazioni di sospendere la protesta in atto dell’autotrasporto, si basa su uno dei peggiori accordi storicamente raggiunti per il settore”. È un passaggio che riassume la distanza tra Trasportounito e le sigle che hanno ritenuto sufficiente l’intesa, e che rimette al centro la discussione sull’autotrasporto e sulle risposte attese dalle imprese.

I nodi ancora aperti nel settore

Secondo Longo, restano infatti senza risposta alcune questioni considerate decisive per l’autotrasporto. Tra queste, i “costi minimi di sicurezza” e i “contratti in forma scritta”, indicati come temi ancora irrisolti. Trasportounito critica anche la scelta di istituire una consulta, giudicata un passaggio burocratico che rinvia invece di affrontare subito le norme. Quanto alle risorse aggiuntive per i crediti d’imposta, l’organizzazione segnala che i 200 milioni annunciati, sommati ai 100 milioni già approvati, finiscono per avere un impatto ridotto se ripartiti su oltre 350 mila veicoli, con l’esclusione di una parte ulteriore del parco mezzi perché meno ecologico. Nello stesso passaggio, Longo parla di “una ben povera cosa”, sottolineando come, a giudizio di Trasportounito, l’autotrasporto continui a non ricevere risposte proporzionate alla dimensione della crisi e alle richieste avanzate dal comparto.

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