Per Trasportounito l’autotrasporto ha bisogno di regole che riequilibrino il mercato, non di interventi economici straordinari legati all’emergenza gasolio
L’autotrasporto torna al centro del confronto con il governo in vista dell’incontro del 22 maggio a Palazzo Chigi. Trasportounito ha espresso una netta opposizione all’ipotesi che eventuali iniziative di protesta del settore vengano ricondotte alla richiesta di risorse economiche limitate, ritenute insufficienti a rispondere alla crisi in corso. Secondo l’associazione, le difficoltà che stanno colpendo le imprese, comprese quelle legate all’aumento del prezzo del carburante, dovrebbero invece diventare l’occasione per intervenire sul quadro regolatorio. Il punto, nella lettura di Trasportounito, non è ottenere un sostegno emergenziale di breve respiro, ma modificare in profondità le condizioni in cui opera l’autotrasporto, così da restituire alle aziende maggiore forza contrattuale e un equilibrio più stabile nei rapporti di mercato. La posizione arriva mentre il settore continua a misurarsi con costi operativi crescenti e con margini che, per molte imprese, risultano sempre più compressi.
La linea di Trasportounito
Nel merito, Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, collega le mobilitazioni già avviate a una richiesta precisa: introdurre regole capaci di incidere sul funzionamento del mercato. Longo richiama anche il fermo dei servizi, poi sospeso dopo la morte di un autotrasportatore coinvolto nella protesta, per ribadire la natura delle rivendicazioni portate avanti dall’associazione. “Le nostre azioni di protesta, compreso il fermo dei servizi sospeso nel rispetto della morte di un autotrasportatore coinvolto nel fermo – sostiene Longo – avevano e continuano ad avere l’obiettivo di leggi che consentano alle imprese di autotrasporto di disporre di una capacità contrattuale sul mercato.” In questa impostazione, il nodo centrale per l’autotrasporto non riguarda soltanto l’emergenza contingente, ma la possibilità di operare in un sistema regolato da criteri che rendano sostenibile l’attività delle imprese nel medio periodo.
Il nodo gasolio e il confronto con il governo
Il secondo punto sollevato da Trasportounito riguarda il rapporto tra rincari del gasolio e intervento pubblico. L’associazione contesta che, di fronte all’emergenza, la risposta debba tradursi in rimborsi economici giudicati marginali. Longo afferma infatti: “Non si comprende – conclude – come mai, con l’emergenza gasolio, debba essere lo Stato a erogare rimborsi economici, ancorché irrilevanti, anziché generare norme che consentano equilibrio fra domanda e offerta sul mercato”. La richiesta, quindi, è che il confronto con l’esecutivo si sposti dalle misure tampone alle regole. Per Trasportounito, l’autotrasporto ha bisogno di strumenti normativi che rendano più ordinato il mercato, più chiari i rapporti economici e meno esposte le imprese agli shock dei costi energetici. Su questo terreno si misurerà anche l’esito dell’appuntamento fissato a Palazzo Chigi.


