Caro gasolio, UNATRAS convoca il 17 aprile il Comitato esecutivo sull’autotrasporto

9 Aprile 2026
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Autotrasporto in difficoltà per il caro gasolio, mentre UNATRAS chiede misure urgenti e valuta nuove iniziative nazionali.
Autotrasporto in difficoltà per il caro gasolio, mentre UNATRAS chiede misure urgenti e valuta nuove iniziative nazionali.

L’aumento del caro gasolio spinge UNATRAS a chiedere misure urgenti per l’autotrasporto, mentre cresce il rischio di un fermo nazionale dei servizi

Il caro gasolio torna al centro dell’allarme lanciato da UNATRAS, che descrive una situazione ormai critica per l’autotrasporto italiano. Secondo l’associazione, il prezzo del carburante ha superato in modo stabile la soglia dei 2 euro al litro, arrivando a 2,04 euro sulla rete ordinaria e registrando valori ancora più alti in autostrada. Per le imprese del settore, questo andamento si traduce in un incremento dei costi che può arrivare fino a 9.000 euro l’anno per ciascun veicolo pesante. UNATRAS sostiene che, senza interventi rapidi da parte del Governo, molte aziende rischiano di non riuscire più a garantire la continuità dei servizi, con conseguenze dirette sulla filiera logistica e, più in generale, sull’economia nazionale. Per questo è stato convocato a Roma, per il 17 aprile, il Comitato esecutivo chiamato a decidere le possibili azioni di autotutela della categoria.

Le richieste al Governo

Nel comunicato, UNATRAS afferma che il comparto sta lavorando in perdita e che le misure fin qui adottate non sono sufficienti ad assorbire l’impatto del caro gasolio. L’organizzazione richiama in particolare il decreto-legge n. 33/2026, rispetto al quale denuncia il mancato recepimento delle modifiche proposte dal settore. Tra i punti indicati come prioritari figurano l’emanazione del decreto attuativo relativo al credito d’imposta da 100 milioni di euro, nuovi ristori per mantenere gli strumenti di compensazione, interventi a sostegno della liquidità delle imprese e la rapida compensazione dei rimborsi delle accise. Secondo UNATRAS, la proroga del taglio lineare delle accise di 20 centesimi al litro sarebbe stata di fatto neutralizzata dal continuo aumento del prezzo industriale del carburante.

Il rischio di fermo nazionale

Il passaggio successivo potrebbe essere quello del fermo nazionale dei servizi di autotrasporto. UNATRAS lo presenta come uno scenario sempre più concreto, nel caso in cui non arrivi un cambio di rotta immediato da parte dell’esecutivo. Nel testo si legge: “Senza un cambio di rotta immediato da parte del Governo” il Comitato esecutivo “valuterà l’attuazione del fermo nazionale”. La riunione del 17 aprile, annunciata l’8 aprile a Roma, viene quindi indicata come il momento in cui la categoria definirà le decisioni conseguenti, sullo sfondo di una crisi che, per l’associazione, minaccia la tenuta di migliaia di imprese dell’autotrasporto.

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