Crisi dell’autotrasporto, UNATRAS torna al tavolo con il Governo: al centro caro gasolio, crediti d’imposta, transizione ecologica e rinnovo dei veicoli
La crisi dell’autotrasporto torna al centro del confronto tra Governo e rappresentanze di categoria. Dopo la presa di posizione di UNATRAS, l’esecutivo ha convocato una riunione per martedì 27 ottobre alle 16, nella sede centrale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a Porta Pia. Al tavolo sono attesi anche rappresentanti della Presidenza del Consiglio, del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per il coordinamento unitario delle associazioni nazionali si tratta della ripresa di un dialogo interrotto dopo l’incontro di maggio a Palazzo Chigi. «Dopo aver denunciato più volte il diffuso malcontento per la mancata erogazione delle risorse stanziate e l’aggravarsi della situazione per migliaia di imprese a causa dell’insostenibile costo del gasolio, finalmente a distanza di 5 mesi veniamo di nuovo convocati». UNATRAS considera quindi l’appuntamento una prima apertura, ma insiste sulla necessità di trasformare il confronto in provvedimenti concreti, con date definite per l’attuazione delle misure già previste.
Crisi dell’autotrasporto, ancora fermi crediti d’imposta e fondi
Tra i principali nodi indicati da UNATRAS nella crisi dell’autotrasporto figura il mancato utilizzo di risorse già stanziate. Dopo l’intesa del 22 maggio, raggiunta alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del vicepresidente Matteo Salvini, le imprese non avrebbero ancora ricevuto i ristori legati al credito d’imposta sul gasolio, per il quale sono stati previsti 434 milioni di euro. Restano inoltre aperte altre partite. Non è stato avviato, secondo il coordinamento, il confronto con le committenze presso la Consulta generale per l’autotrasporto e la logistica; risultano non pagati dal MIT i contributi del Sea modal shift destinati alle imprese che utilizzano le autostrade del mare; il fondo da 590 milioni di euro per la transizione ecologica non è ancora operativo. A questi capitoli si aggiungono 12 milioni di euro relativi al 2025 e al 2026, destinati a rendere effettivo il decreto sugli investimenti per il rinnovo del parco veicolare. È un insieme di interventi che, nella lettura di UNATRAS, pesa sulla capacità delle aziende di programmare investimenti e sostenere costi crescenti.
Caro gasolio ed ETS, UNATRAS chiede tempi certi al Governo
Il costo del carburante resta uno dei fattori più critici della crisi dell’autotrasporto, soprattutto per le imprese che operano su margini ridotti. A questo scenario, per gli operatori insulari, si sommano i maggiori costi trasferiti dagli armatori per la tassa ETS, con un aggravio che UNATRAS collega all’aumento complessivo delle spese di gestione. Il coordinamento ritiene quindi essenziale dare continuità al confronto istituzionale, considerato lo strumento necessario per individuare soluzioni alle difficoltà del comparto. La situazione viene descritta come particolarmente urgente, tanto che UNATRAS auspica anche un possibile anticipo della riunione fissata per il 27 ottobre. Il punto centrale, tuttavia, resta l’esecuzione delle misure già annunciate: non soltanto nuovi impegni, ma tempi verificabili per rendere operative le risorse. Nella valutazione delle associazioni, la crisi dell’autotrasporto non dipende da un singolo fattore, ma dall’accumularsi di mancati ristori, fondi ancora bloccati, costi energetici elevati e nuovi oneri. Da qui la richiesta al Governo di accompagnare la riapertura del tavolo con risposte puntuali e un calendario certo per i provvedimenti attuativi.




