Il mercato dei veicoli industriali chiude il 2025 in calo. UNRAE punta su incentivi e fondi strutturali per rilanciare il settore nel 2026.
Il mercato dei veicoli industriali chiude il 2025 in calo. UNRAE punta su incentivi e fondi strutturali per rilanciare il settore nel 2026.

Veicoli industriali, mercato in calo nel 2025: -2,6% per UNRAE nonostante la ripresa di fine anno

9 Gennaio 2026
1 min read

UNRAE segnala una chiusura d’anno negativa per le immatricolazioni di veicoli industriali, ma guarda con fiducia al 2026 grazie a nuovi incentivi strutturali

Nel 2025 il mercato italiano dei veicoli industriali ha registrato una flessione del 2,6% rispetto all’anno precedente, con 27.755 nuove immatricolazioni di mezzi oltre le 3,5 tonnellate, contro le 28.491 rilevate nel 2024. I dati diffusi dal Centro Studi e Statistiche UNRAE, elaborati a partire dalle informazioni fornite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, evidenziano un andamento complessivamente negativo, nonostante una netta ripresa nell’ultima parte dell’anno. In particolare, nel mese di dicembre si è registrato un aumento delle immatricolazioni del 14,6% su base annua, grazie al contributo dei veicoli pesanti (massa pari o superiore a 16 tonnellate) in crescita del 15,8% e dei veicoli leggeri (tra 3,51 e 6 tonnellate) che hanno fatto segnare un +93,7%.

Segmentazione e andamento per fasce di peso

L’analisi dei dati per categoria di massa evidenzia un quadro articolato. I veicoli leggeri sono gli unici a chiudere l’anno con un segno nettamente positivo, crescendo del 27,2% rispetto al 2024. I mezzi di fascia intermedia (tra 6,01 e 15,99 tonnellate) calano dell’11,1%, mentre i veicoli pesanti si attestano su una contrazione più contenuta (-2,6%). All’interno di quest’ultimo segmento si osservano andamenti divergenti: i carri registrano un lieve incremento del 2,8%, mentre i trattori stradali subiscono una contrazione del 6,4%. Secondo UNRAE, la crescita registrata negli ultimi quattro mesi dell’anno non è bastata a compensare il calo complessivo, influenzato soprattutto dal segmento trattori. L’associazione evidenzia come il settore continui a risentire dell’assenza di misure strutturali e di incentivi stabili per il rinnovo del parco veicolare.

Prospettive 2026: incentivi e transizione ecologica

Per il 2026, UNRAE prevede un possibile cambio di scenario, favorito dall’introduzione di strumenti strutturali a sostegno della filiera. Tra questi, il Fondo straordinario pluriennale da 590 milioni di euro destinato a incentivare veicoli a basso impatto ambientale rappresenta, secondo l’associazione, un elemento centrale per la ripartenza. A ciò si aggiungono il rifinanziamento della Nuova Sabatini e dell’iperammortamento, previsti nella nuova Legge di Bilancio, oltre ai 19 milioni già stanziati dal MIT per la decarbonizzazione del parco circolante. Il presidente della Sezione Veicoli Industriali, Giovanni Dattoli, sottolinea l’importanza di definire rapidamente le modalità operative per l’utilizzo di queste risorse, così da fornire un supporto concreto alle imprese. UNRAE auspica infine che agli incentivi all’acquisto si affianchino agevolazioni all’uso, già previste dalla normativa europea e adottate da altri Paesi, in grado di ridurre il costo totale di possesso dei nuovi veicoli. Condizioni ritenute essenziali per accelerare la transizione verso un trasporto industriale più sostenibile.

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