Schmitz Cargobull al centro dell’iniziativa sul VECTO per i trailer: i produttori europei sollecitano modifiche al Regolamento (UE) 2024/1610 per evitare effetti negativi su occupazione, competitività ed emissioni
Il VECTO per i trailer è al centro della richiesta avanzata da 30 amministratori delegati di aziende europee del settore, riuniti a Koningshooikt, vicino a Lier, in Belgio, per firmare una petizione rivolta alla Commissione europea e al Parlamento europeo. Tra i protagonisti dell’iniziativa c’è anche Schmitz Cargobull AG. Il nodo riguarda il Regolamento (UE) 2024/1610, che estende ai trailer gli standard sulle emissioni di CO₂, pur trattandosi di veicoli che non producono emissioni dirette. Secondo i firmatari, il metodo di simulazione oggi previsto dal VECTO per i trailer, basato su carichi di riferimento e cicli d’uso standardizzati, non riflette le condizioni reali del trasporto stradale europeo, segnato da impieghi molto diversi, differenti esigenze di carico e da una crescente diffusione dei trattori a zero emissioni. Il rischio, sostengono i costruttori, è che l’impianto normativo spinga verso scelte progettuali capaci di ridurre la capacità utile di carico, con un effetto opposto a quello previsto: più viaggi, più percorrenze a vuoto, più mezzi in circolazione e, quindi, più CO₂.
Le richieste del settore
La petizione mette in fila cinque richieste precise. La prima riguarda l’anticipo dal 2027 al 2026 della revisione prevista dall’articolo 15, insieme alla pubblicazione immediata dei valori di riferimento dopo il monitoraggio e alla riduzione degli obiettivi di flotta a livelli ritenuti realisticamente raggiungibili, ad esempio il 5% dal 2030 con introduzione graduale. I firmatari chiedono poi che gli obiettivi entrino in vigore dal 1° luglio 2030, così da limitare distorsioni di mercato e perdite occupazionali prevedibili. Una terza richiesta punta a una moratoria sulle sanzioni e a una revisione del loro ammontare: dal 2030, il superamento dei target comporterebbe infatti una penalità di 4.250 euro per ogni gCO₂/tkm oltre il limite, moltiplicata per ciascun veicolo immatricolato, con possibili costi annui di milioni di euro per i produttori. Sul comparto, ricordano i firmatari, gravano anche circa 70 mila posti di lavoro in Europa.
Impatto industriale e posizione politica
Tra i punti centrali vi è anche la revisione del VECTO per i trailer, per rendere comparabili veicoli con funzioni simili e per tenere conto della quota crescente di trattori a zero emissioni. Nella petizione si chiede inoltre che target e prelievi siano allineati alla penetrazione di questi mezzi e che vengano azzerati una volta raggiunta una quota del 70%. Secondo i promotori, anche il sistema di crediti e debiti previsto non sarebbe efficace nei tempi attuali, perché le tecnologie necessarie non arriverebbero sul mercato su scala sufficiente in tempi rapidi. A sostegno dell’iniziativa sono intervenuti anche gli eurodeputati Kris Van Dijck e Jens Gieseke. Van Dijck ha affermato: “La decarbonizzazione non deve trasformarsi in deindustrializzazione”. Gieseke ha aggiunto: “Abbiamo bisogno di una revisione basata sui dati già nel 2026, non nel 2027, quando il danno potrebbe essere già stato fatto”. Sulla stessa linea Gero Schulze Isfort, portavoce della coalizione tedesca degli otto produttori: “Non stiamo chiedendo meno protezione climatica. Stiamo chiedendo regole che riducano le emissioni invece di penalizzare i produttori per una simulazione difettosa”.


