Federauto rileva una flessione mensile del mercato veicoli industriali, mentre il cumulato gennaio-agosto resta positivo del 2,57%. In attesa gli effetti degli incentivi e delle scelte europee sulla CO2.
Il mercato veicoli industriali italiano registra ad agosto 2026 un nuovo arretramento: le immatricolazioni sono state 1.189, il livello mensile più basso dell’anno anche per effetto della consueta stagionalità estiva, con una flessione del 6,08% rispetto allo stesso mese del 2025. Il bilancio dei primi otto mesi resta comunque positivo, con 18.625 unità e una crescita del 2,57%, inferiore al +2,99% registrato alla fine di luglio. Secondo Federauto, il rallentamento continua a concentrarsi soprattutto sulle fasce di peso più leggere e sulle alimentazioni alternative, mentre gli effetti degli incentivi destinati ai veicoli N1 e, per i mezzi superiori alle 3,5 tonnellate, agli N2 fino a 12 tonnellate, varati dal Mimit a luglio, non sono ancora emersi nelle immatricolazioni. Sul fronte delle alimentazioni il diesel conserva una posizione nettamente dominante: ad agosto conta 1.157 unità, pari al 97,31% del mercato veicoli industriali, pur segnando un calo del 4,77%. Le immatricolazioni elettriche si fermano invece a 16 unità, con una contrazione del 58,97%. Il quadro risente anche delle differenti dinamiche tra conto terzi e conto proprio: quest’ultimo rallenta ulteriormente la sostituzione dei mezzi, con una flessione del 15,8% nel mese e dell’8,67% da inizio anno.
Motrici in difficoltà, tengono i mezzi oltre 16 tonnellate
Le motrici totalizzano 640 immatricolazioni, in calo del 9,73%, mentre il cumulato gennaio-agosto raggiunge 8.528 unità, con una contrazione dell’8,52%. All’interno del segmento, la fascia da 3,51 a 7,49 tonnellate perde il 32,14%, fermandosi a 57 mezzi; quella tra 7,5 e 16 tonnellate scende del 26,75%, a 115 unità. Mostra invece maggiore stabilità la categoria oltre le 16 tonnellate, con 468 immatricolazioni, esattamente come nell’agosto 2025. È proprio la tenuta dei veicoli più pesanti a limitare la flessione complessiva del mercato veicoli industriali. Tra le motrici il diesel raggiunge una quota del 96,88%, mentre l’elettrico scende a 11 unità, il 70,27% in meno su base annua; il cumulato delle motrici elettriche si ferma a 189 mezzi, contro i 447 dello stesso periodo del 2025. Per tipologia di carrozzeria, il cassone mantiene il 50,78% del segmento; il furgone arretra del 56,67%, mentre crescono i veicoli attrezzati del 43,75% e quelli destinati al trasporto dei rifiuti solidi urbani del 22,22%. Il noleggio delle motrici registra 30 unità, con una diminuzione limitata al 3,23%, la meno marcata dell’anno per questa componente.
Trattori stradali al primo calo del 2026, Iveco resta prima ad agosto
I trattori stradali registrano 549 unità, in diminuzione dell’1,44%: è la prima variazione mensile negativa del 2026, sebbene il cumulato resti in crescita del 14,26%, a 10.097 mezzi. Anche qui il diesel prevale con il 97,81%, mentre l’elettrico raggiunge 5 immatricolazioni, contro le 2 di agosto 2025. Più marcata la frenata del noleggio, sceso a sole 2 unità, l’84,62% in meno su base annua; nei primi otto mesi il saldo resta tuttavia positivo del 45,05%. Sul fronte dei costruttori, Federauto indica Iveco al primo posto nel mese con 326 veicoli, in calo del 6,05%, seguita da Volvo Trucks con 178 unità, in crescita del 2,30%. Scania registra 153 mezzi (-8,38%), MAN sale a 141 (+15,57%), mentre Mercedes-Benz Trucks scende a 114 (-33,33%). Nel mercato veicoli industriali resta intanto aperto il tema degli incentivi del Fondo pluriennale per i mezzi pesanti, il cui decreto non è ancora stato emanato. Gli eventuali effetti, secondo il quadro delineato da Federauto, potranno quindi manifestarsi nel prossimo esercizio, quando entrerà nel vivo anche il confronto europeo sulla possibile revisione del Regolamento CO2 per i veicoli pesanti.



