Il calo del WCI segnala un rallentamento del traffico marittimo con effetti sull’intera filiera intermodale.
Il calo del WCI segnala un rallentamento del traffico marittimo con effetti sull’intera filiera intermodale.

WCI, traffico marittimo in calo: l’indice Drewry segnala nuove pressioni sull’intermodalità

20 Febbraio 2026
1 min read

Il WCI arretra dell’1% e registra la sesta flessione consecutiva. Il traffico marittimo tra Asia, Stati Uniti ed Europa mostra segnali di debolezza, con effetti sull’intermodalità e sulla pianificazione logistica.

Il Drewry World Container Index (WCI) ha registrato una nuova contrazione, scendendo dell’1% a 1.919 dollari per container da 40 piedi nella rilevazione del 19 febbraio 2026. Si tratta della sesta settimana consecutiva di ribasso per il WCI, un dato che conferma il progressivo raffreddamento del traffico marittimo sulle principali rotte Est-Ovest. La flessione interessa in particolare i collegamenti transpacifici e quelli tra Asia ed Europa, segmenti chiave per l’equilibrio dei flussi globali. Il calo dell’indice WCI si inserisce in una fase di domanda meno dinamica rispetto alle attese di inizio anno, con noli spot che hanno iniziato a perdere terreno prima del previsto, anche in relazione alla stagionalità legata al Capodanno lunare.

Rotte transpacifiche e Asia-Europa: impatti sull’intermodalità

Nel dettaglio, sulla rotta Shanghai–New York i noli spot sono scesi dell’1% a 2.782 dollari per FEU, mentre la tratta Shanghai–Los Angeles è rimasta stabile a 2.219 dollari. Sul corridoio Asia–Europa, il collegamento Shanghai–Rotterdam ha perso l’1% attestandosi a 2.109 dollari, mentre Shanghai–Genova ha segnato un calo del 2% a 2.895 dollari. La dinamica del WCI riflette una gestione più attiva della capacità da parte delle compagnie, che hanno annunciato numerose blank sailing sulle rotte del Pacifico e su quelle verso Europa e Mediterraneo. Per l’intermodalità, la contrazione del traffico marittimo implica una riduzione dei volumi in ingresso nei porti, con effetti a cascata su trasporto ferroviario, autotrasporto e terminal inland. Meno container movimentati via mare significa minori flussi verso hub intermodali e piattaforme logistiche interne; significa, inoltre, una revisione dei piani operativi lungo tutta la catena logistica.

Prospettive per il traffico marittimo

Le aspettative di una domanda più sostenuta prima del Capodanno lunare non si sono pienamente concretizzate e i picchi tariffari si sono manifestati in anticipo rispetto agli anni precedenti. Se i modelli stagionali saranno confermati, il WCI potrebbe registrare ulteriori lievi flessioni nelle prossime settimane. Per il traffico marittimo globale si profila quindi una fase di assestamento, con compagnie impegnate a calibrare l’offerta e operatori logistici chiamati a ripianificare capacità e servizi lungo l’intera filiera intermodale.

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