INTERVISTA ESCLUSIVA AD ANDREA CORTESI, AMMINISTRATORE DELEGATO FRAIKIN ITALIA
È pronto ad “addomesticare il diavolo” Andrea Cortesi, nuovo amministratore delegato di Fraikin Italia. In carica dal 1° luglio, ha già ben chiaro l’obiettivo che guiderà il suo mandato: rafforzare il posizionamento di Fraikin come operatore specializzato nel noleggio professionale, capace di trasformare il veicolo in una piattaforma di servizi e di garantire continuità operativa ai propri clienti. «Io definisco il noleggio l’attività del diavolo», racconta ricorrendo a una delle metafore che accompagneranno la nostra conversazione, «perché è un business fatto di dettagli: mettere il veicolo su strada è soltanto l’inizio. È tutto quello che viene dopo a fare realmente la differenza». Dalla sua esperienza professionale Cortesi porta con sé una conoscenza molto concreta dell’operatività che sta dietro al noleggio, dei suoi fattori critici di successo e delle leve sulle quali concentrarsi. Ingegnere meccanico, con oltre vent’anni di esperienza nella distribuzione di beni industriali, dalle macchine movimento terra ai veicoli industriali, e un percorso costruito tra vendita, noleggio e assistenza, Cortesi è un manager che coniuga un approccio fortemente analitico con una naturale inclinazione commerciale. Una doppia anima che intende mettere al servizio della nuova fase di sviluppo di Fraikin Italia.
Andrea Cortesi, quali sono le motivazioni che l’hanno portata a scegliere Fraikin?
I motivi sono essenzialmente due. Il primo è la forza di Fraikin come gruppo internazionale: presenza, solidità, know-how e capacità di investimento rappresentano una base estremamente stimolante sulla quale poter costruire la nostra crescita. E quando parlo di investimenti non mi riferisco soltanto ai veicoli, ma soprattutto allo sviluppo dei servizi. Il mezzo è la piattaforma sulla quale creare il vero valore aggiunto per i nostri clienti. Innovazione e tecnologia hanno valore soltanto quando si traducono in benefici concreti per i nostri clienti: ottimizzazione delle flotte, utilizzo intelligente dei dati, telematica, manutenzione preventiva e predittiva, maggiore efficienza operativa. Fraikin, fondata nel 1944, è oggi uno dei principali operatori europei specializzati nel noleggio professionale. Per noi noleggiare non significa semplicemente mettere un veicolo su strada: significa contribuire a garantire continuità operativa al cliente. La seconda motivazione è proprio la forte specializzazione nel mondo del trasporto, della distribuzione e dei servizi ad essi collegati. Credo molto nella verticalizzazione: conoscere profondamente il settore permette di comprendere meglio le esigenze del cliente e di progettare servizi realmente coerenti con il suo business. Fraikin Italia ha attraversato una prima importante fase di sviluppo; oggi possiamo aprire un nuovo capitolo, costruito sulla qualità del servizio, sull’innovazione, sulla crescita e sul lavoro di squadra.

Sarà quindi un percorso di crescita che da una parte coinvolgerà il vostro team e dall’altra prevederà un ampliamento e un’ottimizzazione dei servizi offerti all’esterno?
Assolutamente sì. Mi piace utilizzare una metafora sportiva: i campionati si vincono con squadre affiatate. Un allenatore può avere a disposizione grandi individualità, ma è l’abitudine ad allenarsi e a giocare insieme che permette di trasformare il talento in risultato. In Fraikin Italia ho trovato ottimi professionisti. La sfida oggi è fare in modo che competenze e professionalità diverse lavorino sempre più come un’unica squadra. Nelle organizzazioni è naturale che ogni funzione abbia i propri obiettivi, ma il risultato complessivo nasce dalla capacità di superare i confini del singolo reparto e guardare tutti nella stessa direzione: quella del cliente. Il mio stile di leadership è basato sulla condivisione e sulla trasparenza. Credo sia importante mettere sul tavolo numeri, problemi e opportunità, confrontarsi apertamente e permettere a competenze diverse di contribuire alle soluzioni. Nessuno possiede da solo tutta la prospettiva: il valore nasce dalla capacità di sintetizzare punti di vista differenti in una direzione comune. Per questo stiamo creando momenti strutturati di confronto tra le diverse funzioni. Parallelamente sto dedicando molto tempo all’ascolto: delle persone, naturalmente, ma anche dei clienti. Non soltanto quelli più soddisfatti, ma anche quelli che ci segnalano criticità e persino quelli che, per ragioni diverse, non lavorano più con noi. Sono tutte fonti preziose per capire dove possiamo migliorare, ottimizzare ed ampliare i servizi offerti ai clienti.
C’è un obiettivo che considererà significativo per misurare un giorno il successo del suo mandato?
Considererei un successo vedere Fraikin riconosciuta come uno dei punti di riferimento in Italia nel noleggio professionale dedicato al trasporto, alla distribuzione e all’ecologia, i tre grandi ambiti sui quali siamo focalizzati. Credo molto nella verticalizzazione perché la specializzazione permette di conoscere profondamente il cliente, comprenderne le esigenze operative e progettare servizi ad alto valore aggiunto. È questo che deve differenziarci sul mercato. Vorrei quindi che Fraikin fosse riconosciuta non semplicemente per i marchi o i veicoli che propone, ma per la competenza nell’individuare la soluzione più adeguata, la qualità del servizio erogato e per la capacità di garantire continuità operativa ai propri clienti. Il vero valore non dipende dal brand del veicolo oggetto del contratto, ma da ciò che siamo capaci di costruirgli intorno: competenza, tempestività, flessibilità, dati e servizi. Allo stesso tempo considererò un successo aver costruito un’organizzazione coesa, capace di crescere insieme e di mettere il cliente al centro delle proprie decisioni. Le due cose, per me, sono strettamente collegate.
Andrea Cortesi – La bio

Classe 1975, nato a Milano e laureato in Ingegneria meccanica al Politecnico di Milano, Andrea Cortesi ha maturato oltre vent’anni di esperienza nella distribuzione di beni industriali, dalle macchine movimento terra ai veicoli industriali. Dopo gli inizi in consulenza, entra nel Gruppo Tesya nel 2004, ricoprendo nel tempo ruoli di crescente responsabilità nelle vendite, nell’assistenza tecnica e nel noleggio, un’esperienza che gli consente di conoscere da vicino le esigenze operative dei clienti. Dopo un’esperienza in Iveco Defence Vehicles come responsabile globale della vendita ricambi, nel 2014 rientra nel Gruppo Tesya partecipando alla nascita e allo sviluppo di CGT Trucks, progetto che contribuisce a far crescere fino a trasformarlo in una realtà consolidata nel mercato del noleggio dei veicoli industriali. Dal 1° luglio 2026 è CEO di Fraikin Italia. Padre di due figli, nel tempo libero pratica sport e segue tennis e calcio. Frequenta con assiduità la palestra, che considera non soltanto un’attività fisica ma anche uno spazio importante per l’equilibrio personale: «Le uniche responsabilità che non possiamo delegare sono quelle verso noi stessi».
Parlavamo della vostra squadra: ci sarà anche un ampliamento della stessa in termini numerici, a vantaggio di una migliore copertura del territorio nazionale?
Siamo entrati in una nuova fase di sviluppo e l’accelerazione che vogliamo imprimere passa anche da una maggiore capillarità sul territorio, sia dal punto di vista commerciale sia attraverso una rete di partner in grado di supportare efficacemente consegne, rientri e servizi. Oggi possiamo già contare su una rete esistente; il prossimo passo sarà valutarne progressivamente copertura e capacità di accompagnare i nostri obiettivi di crescita, rafforzandola dove necessario. Vedo inoltre un importante potenziale di sviluppo della presenza commerciale. Le persone che oggi operano in Fraikin hanno competenze importanti, ma vogliamo essere ancora più vicini ai clienti e alle specificità dei diversi mercati. La direzione è quella di sviluppare una maggiore specializzazione per verticali: ecologia, distribuzione – con particolare attenzione, ad esempio, a food & beverage, refrigerato e isotermico – e naturalmente il mondo dei veicoli industriali, dai trattori alle motrici e ai semirimorchi.
Un comparto sul quale sta impattando la transizione energetica. Quale ruolo può svolgere un operatore del noleggio nell’accompagnare le imprese verso l’elettrificazione, soprattutto in una fase ancora caratterizzata da molte incertezze?
È una fase molto delicata. La transizione tecnologica e normativa sta procedendo rapidamente e non sempre offre alle imprese certezze sufficienti sulle scelte di lungo periodo. Proprio per questo il noleggio può rappresentare uno strumento particolarmente efficace. Affidarsi a un partner solido consente di sperimentare nuove tecnologie mantenendo maggiore flessibilità e senza legarsi necessariamente ai normali cicli di investimento di lungo periodo, mentre tecnologie, infrastrutture e normative continuano a evolvere. Fraikin può accompagnare i clienti in questo percorso mettendo a disposizione non soltanto i veicoli, ma competenze, esperienze e progetti sviluppati a livello internazionale. Il nostro ruolo non è indicare a priori una tecnologia vincente, ma aiutare ogni cliente a individuare la soluzione più coerente con il proprio modello operativo e ad affrontare la transizione con pragmatismo.

Perché il noleggio è una formula flessibile che si adatta a tutte le onde del mercato…
Quando sono entrato in questo mondo, nel 2014, soprattutto nel settore dei veicoli pesanti il noleggio era ancora percepito con una certa diffidenza. Per molto tempo è stato considerato prevalentemente una soluzione finanziaria, talvolta associata alle imprese che non volevano o non potevano immobilizzare capitale. Oggi la percezione è profondamente cambiata. Le aziende hanno compreso che, oltre alla componente finanziaria, il vero valore del noleggio è l’impatto sulla qualità e sull’efficienza del business. Un trasportatore deve potersi concentrare sul proprio core business: servire i clienti, svilupparne di nuovi e far crescere l’azienda. Gestire manutenzioni, revisioni, fermo veicolo e tutte le complessità operative della flotta può essere affidato a uno specialista che abbia competenze, struttura e capacità di intervento. Questo è ancora più importante in un mercato caratterizzato da crescente concentrazione, imprese più strutturate e un contesto macroeconomico nel quale l’incertezza è diventata una costante. Preservare flessibilità nella struttura dei costi e nell’impiego del capitale rende l’azienda più agile nell’adattarsi ai cambiamenti. Se mi permettete un’ultima metafora: un transatlantico, per propria natura, ha bisogno di molto spazio se desidera cambiare rotta. Noi vogliamo mettere nelle mani dei nostri clienti un motoscafo: solido e potente, ma soprattutto capace di virare rapidamente quando il mercato lo richiede.



