La strategia di decarbonizzazione di Italo ottiene la validazione della Science Based Targets initiative. Previsti obiettivi al 2030 e al 2050, con interventi sul trasporto ferroviario, Itabus e la filiera.
La decarbonizzazione delle attività di Italo passa attraverso due traguardi temporali, fissati al 2030 e al 2050, e la validazione degli obiettivi climatici da parte della Science Based Targets initiative (SBTi). La società punta a ridurre del 90% le proprie emissioni complessive entro il 2050, includendo anche quelle indirette riconducibili allo Scope 3. Il percorso è stato illustrato a Milano, il 19 ottobre 2026, durante “IT’S ALL ENERGY & EFFICIENCY”, appuntamento rivolto agli Energy Manager e agli operatori impegnati nell’efficienza energetica. Per Italo è intervenuta Alessandra Caponio, Head of Environment, che ha approfondito il significato della verifica scientifica dei target e le implicazioni per le attività aziendali. L’edizione 2026 dell’evento ha affrontato il ruolo delle tecnologie, delle soluzioni operative e delle strategie di gestione energetica nella riduzione dei consumi. In questo contesto, la decarbonizzazione è stata presentata come un processo che richiede obiettivi verificabili e un monitoraggio continuativo dei risultati.

Obiettivi climatici al 2030 e al 2050 validati dalla SBTi
La validazione della SBTi inserisce gli impegni climatici di Italo in un quadro di riferimento scientifico, coerente con le finalità dell’Accordo di Parigi. Il riconoscimento riguarda una strategia di decarbonizzazione articolata su due orizzonti temporali, pensati per orientare le decisioni industriali e valutare nel tempo l’andamento delle emissioni. Caponio ha spiegato le ragioni dell’adesione all’iniziativa: «Abbiamo scelto di aderire all’iniziativa perché volevamo che i nostri impegni climatici fossero misurabili, chiari e soprattutto allineati alle più autorevoli evidenze scientifiche sul cambiamento climatico». La responsabile ambientale ha inoltre precisato che il percorso non si esaurisce con la certificazione degli obiettivi: «Non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza». La pianificazione comprende infatti un target intermedio al 2030 e uno di lungo periodo al 2050. L’intenzione è intervenire sia sulle emissioni direttamente associate alle attività del Gruppo sia su quelle indirette, coinvolgendo progressivamente i soggetti della catena del valore. La decarbonizzazione assume quindi una dimensione estesa rispetto alle sole operazioni ferroviarie, con verifiche dei progressi e scelte industriali orientate agli impegni assunti.
Trasporto ferroviario, Itabus e fornitori nel piano di riduzione delle emissioni
L’attuazione della strategia di decarbonizzazione interesserà le diverse componenti operative del Gruppo. Nel trasporto ferroviario, un fattore rilevante sarà l’evoluzione della composizione delle fonti utilizzate per produrre l’elettricità in Italia, dalla quale dipende anche l’impronta carbonica del servizio. Per Itabus, invece, è prevista la prosecuzione del maggiore impiego di HVO, combustibile già inserito nelle attività del trasporto su gomma. Un ulteriore ambito di intervento riguarda i fornitori, con particolare attenzione ai servizi di manutenzione, pulizia e alle altre prestazioni necessarie al funzionamento delle attività. L’inclusione dello Scope 3 rende il coinvolgimento della filiera un elemento del piano di decarbonizzazione, accanto alle misure riferite direttamente ai trasporti. Sul significato economico e organizzativo degli impegni climatici, Caponio ha osservato: «La sostenibilità è oggi un elemento strategico di competitività: clienti, investitori e stakeholder chiedono sempre più trasparenza e responsabilità». La strategia prevede dunque un coordinamento tra gestione energetica, attività industriali e rapporti con i fornitori, nell’ambito degli obiettivi fissati per il 2030 e il 2050.




