Carlos Tavares, CEO Stellantis

Alfa Romeo Milano, dopo il debutto polemiche a non finire

Costruita su piattaforme dell'ex gruppo PSA e soprattutto assemblata a Tychy, in Polonia, la Milano appare proprio come l'auto che traghetta il Biscione fuori dall'Italia.
12 Aprile 2024
1 min read

Polemiche a non finire intorno alla nuova Alfa Romeo Milano, che secondo larga parte dell’opinione pubblica di milanese, ma pure di italiano nulla avrebbe. Costruita su piattaforme dell’ex gruppo PSA e soprattutto assemblata a Tychy, in Polonia, il suv compatto appare proprio come l’auto che traghetta il Biscione fuori dall’Italia. Ma più che apparire, lo è, visto che l’auto è il primo modello a venire assemblato fuori dall’Italia dalla fondazione del marchio – proprio nel capoluogo lombardo – nel 1910, andando a raggiungere la Fiat 600 e la Jeep Avenger sulle linee polacche.

Secondo il ministro Adolfo Urso poi l’operazione sarebbe addirittura illegale in quanto vietata dalla legge che nel 2003 ha definito l’Italian Sounding, normativa che prevede il divieto di dare indicazioni che possano indurre in errore il consumatore.

Carlo Tavares CEO di Stellantis non si è fatto trovare impreparato e, sottolineando il target giovane della Milano, ha spiegato ai giornalisti: “Costruire Alfa Romeo Milano in Polonia, anziché in Italia, ridurrà il prezzo di 10.000 euro. Se fosse costruita in Italia, una Milano costerebbe 40.000 euro anziché 30.000, limitando il suo potenziale sul mercato”.

Tavares ha confermato che la prossima Stelvio, prevista per il 2025, e la Giulia, in uscita nel 2026, continueranno a essere prodotte a Cassino, dove il colosso automobilistico investirà più di 100 milioni di euro per la sua nuova piattaforma STLA Large.

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