Gli autoarticolati da 18 metri entrano nel nuovo quadro normativo: per ANFIA si completa il percorso avviato con il Progetto 18 e oltre quindici anni di sperimentazione
Il nuovo Codice della Strada compie un passo verso il pieno riconoscimento operativo degli autoarticolati da 18 metri, una soluzione sperimentata in Italia per oltre quindici anni attraverso il Progetto 18 promosso da ANFIA con il patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il testo approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 13 ottobre 2026 interviene sul quadro regolamentare relativo ai complessi formati da trattore e semirimorchio con lunghezza complessiva fino a 18 metri. Il percorso sperimentale ha coinvolto 330 complessi veicolari, sottoposti a monitoraggio per verificarne prestazioni operative, guidabilità, manovrabilità e sicurezza stradale. Secondo i risultati raccolti, tali parametri sono risultati sostanzialmente equivalenti a quelli dei mezzi tradizionali, mentre la maggiore capacità di carico ha evidenziato benefici sul fronte dell’efficienza del trasporto merci. In particolare, gli autoarticolati da 18 metri consentono, a parità di quantità trasportata, di evitare almeno un viaggio ogni dieci; una riduzione che si traduce in meno mezzi sulle strade, minore congestione, consumi di carburante inferiori e una contrazione delle emissioni di CO2.
Progetto 18, dalla sperimentazione all’inquadramento normativo
Il passaggio previsto dal nuovo Codice della Strada completa un iter già avanzato nel 2021, quando il Decreto Infrastrutture aveva consentito la circolazione su scala nazionale degli autoarticolati da 18 metri. Il nuovo intervento punta ora a superare le limitazioni regolamentari residue e a creare le condizioni per la piena produzione e omologazione di questa tipologia di veicolo. Per ANFIA, il risultato valorizza un’esperienza maturata sul campo coinvolgendo industria, operatori del trasporto e istituzioni, con l’obiettivo di verificare se una maggiore lunghezza del complesso veicolare potesse incrementare la capacità di trasporto senza incidere negativamente sulla sicurezza. «Accogliamo con grande soddisfazione questo importante risultato, che premia la visione e la determinazione di ANFIA a perorare la causa», afferma Massimo Menci, presidente della sezione Rimorchi di ANFIA. Il Progetto 18 si è sviluppato anche attraverso la collaborazione con ANITA, che ha contribuito alla verifica operativa della soluzione. «Eliminare un viaggio su dieci significa avere meno mezzi sulle strade, meno congestione, meno emissioni e maggiore competitività per le imprese. È questa la direzione in cui deve muoversi l’innovazione nel trasporto merci», aggiunge Menci.
Efficienza logistica e riduzione dei viaggi
Il nodo centrale riguarda quindi l’organizzazione dei flussi logistici. L’impiego degli autoarticolati da 18 metri permette di aumentare la quantità di merce movimentata per singolo viaggio, riducendo il numero complessivo delle percorrenze necessarie. Il vantaggio individuato durante la sperimentazione non deriva da un aumento dei carichi oltre i parametri previsti, ma dalla maggiore capacità del complesso veicolare e dalla conseguente ottimizzazione delle operazioni di trasporto. Secondo ANFIA, l’inquadramento normativo della soluzione può quindi incidere contemporaneamente su produttività, traffico stradale, consumo di carburante ed emissioni. L’associazione ha inoltre espresso apprezzamento per il ruolo svolto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel percorso del Progetto 18 e auspica il rapido completamento dell’iter legislativo con l’approvazione definitiva del testo. La misura si inserisce in una filiera automotive italiana che, secondo i dati riportati da ANFIA, comprende 5.451 imprese, 272 mila addetti diretti e indiretti e genera 113,3 miliardi di euro di fatturato, pari al 9% del fatturato manifatturiero nazionale.



