Il nuovo Codice della strada recepisce proposte sostenute da ANITA su divieti di circolazione, limite di età dei conducenti, patente B, autoarticolati e conseguimento della CQC
Il nuovo Codice della strada interviene su diversi aspetti che riguardano direttamente il trasporto merci e l’attività degli autisti professionali. Lo schema di decreto legislativo, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 13 ottobre, recepisce una serie di proposte sostenute da ANITA, l’Associazione del trasporto e dei servizi per la logistica aderente a Confindustria. Le modifiche interessano, in particolare, l’organizzazione dell’attività delle imprese, le condizioni di accesso alla professione e alcune regole tecniche relative ai veicoli. Tra le misure previste figura la revisione della disciplina relativa al calendario dei divieti di circolazione, insieme all’innalzamento a 70 anni del limite anagrafico per la guida professionale. Il provvedimento prevede inoltre la possibilità di condurre, con patente B, veicoli con massa fino a 4,25 tonnellate. Il pacchetto comprende anche interventi sulle dimensioni degli autoarticolati e disposizioni destinate a facilitare l’avvio dell’attività di guida in Italia mentre è ancora in corso il percorso per ottenere la Carta di Qualificazione del Conducente, la CQC. Si tratta di misure maturate nel confronto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e che, secondo ANITA, possono avvicinare la disciplina alle trasformazioni già in atto nell’autotrasporto.
Codice della strada, nuove regole per conducenti e imprese
Uno dei punti centrali del nuovo Codice della strada riguarda quindi l’accesso e la permanenza nella professione di conducente, tema strettamente collegato alla carenza di autisti che interessa il settore. L’aumento a 70 anni del limite di età per la guida professionale punta a valorizzare più a lungo l’esperienza degli operatori, mentre le norme legate alla CQC mirano ad anticipare, in determinate condizioni, l’ingresso nell’attività lavorativa durante il percorso formativo. Sul tema è intervenuto Riccardo Morelli, presidente di ANITA, sottolineando il legame tra revisione delle regole e necessità operative delle aziende: «La valutazione positiva alle proposte di ANITA segna un risultato concreto per l’autotrasporto: regole più aderenti al lavoro delle imprese e nuove risposte alla carenza di autisti». Morelli ha inoltre richiamato il ruolo della strada come luogo di lavoro e la necessità di tenere insieme più obiettivi: «La strada è anche un luogo di lavoro e il provvedimento riconosce questa dimensione, coniugando sicurezza, efficienza e competitività a beneficio delle aziende di trasporto e dell’intero sistema Paese». La revisione del Codice della strada, in questa prospettiva, non riguarda dunque soltanto gli aspetti di circolazione, ma incide anche sull’organizzazione del lavoro e sulla disponibilità di personale qualificato.
ANITA: accesso alla professione e formazione restano centrali
Le misure sulla CQC assumono un peso specifico nel quadro delineato da ANITA, perché collegano l’esigenza di ampliare la platea dei conducenti alla continuità della formazione professionale. Morelli ha evidenziato che «favorire l’accesso alla professione e valorizzare l’esperienza dei conducenti rappresentano due risposte concrete a un problema che coinvolge il settore e rischia di produrre effetti negativi sulla continuità del sistema produttivo e distributivo». Il presidente dell’associazione ha poi aggiunto: «anche le misure per agevolare l’avvio dell’attività di guida durante il percorso di conseguimento della CQC possono contribuire a rendere la professione più accessibile e attrattiva, mantenendo centrali la formazione e la sicurezza». Nel nuovo Codice della strada, gli interventi sulla qualificazione dei conducenti si affiancano così alle modifiche tecniche e operative relative ai mezzi e ai divieti di circolazione. Morelli ha infine rivolto un ringraziamento al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, «per l’attenzione rivolta a un comparto strategico come è il nostro». ANITA, che dal 1944 rappresenta imprese del trasporto e dei servizi per la logistica ed è tra le organizzazioni aderenti a Federtrasporto, considera il complesso delle nuove disposizioni un passaggio rilevante nell’adeguamento delle regole alle esigenze attuali dell’autotrasporto.



